Smascherare il male travestito da difensore del cristianesimo

In men che non si dica con difensori delle tradizioni cristiane del calibro di Salvini ci troveremo in una società perdutamente anticristiana.

Le parole di Matteo Salvini sono spesso offensive e sprezzanti nei confronti della logica evangelica. La responsabilità è di chi tace (o parla sottovoce) di fronte all’abuso e allo stravolgimento della fede cristiana.

Nella Bibbia c’è un comandamento poco conosciuto, eppure decisivo, che ci richiama al dovere di rispettare e accogliere lo straniero.

Dal sito della Caritas di Vicenza riprendo due schede sintetiche:

 

#Salvini e i suoi fan: giurare sul vangelo per calpestare il vangelo

Quelli che hanno battuto le mani a Salvini che ha giurato sul vangelo agitando la corona del rosario in Piazza Duomo… sono gli stessi che hanno reagito in modo seccato e irrispettoso al tweet del Cardinale Ravasi?

E’ un bene che il vangelo torni a fare scandalo e a suscitare reazioni piccate e addirittura violente…

Così diventa più facile riconoscere chi pone i propri passi nella sequela Christi e chi invece pensa di poter usare il vangelo per un progetto di società fortemente antievangelico.

Vedi anche risposta di Salvini al Card. Ravasi.

Cattolici, politica e pancia della nazione

Nei giorni scorsi un’amica mi ha detto: “Oggi la Chiesa (nonostante la forza mediatica di Papa Francesco) non riesce più a orientare le coscienze. Come è possibile che tanti che si dicono cattolici si riconoscano in Salvini? o che condividano pensieri che, messi a confronto con il vangelo, appaiono stridenti?”.

Sul nuovo numero del mensile Jesus si può leggere una riflessione di Giovanni Ferrò.

Matteo Salvini e l’appeal del finto cristianesimo

Ci sono persone che dicono cose mostruose con una tale naturalezza e sfrontatezza, se non autocompiacimento e orgoglio, che si resta disarmati. Si sentono brave persone esternando cattiverie di vario genere. Una volta certi pensieri erano frenati dal pudore, ora non più…

Un ignorante come Matteo Salvini giura sul Vangelo e sulla Costituzione (presumibilmente senza averli mai letti), agitando la corona del rosario.

Raccoglie consensi in un ampio pubblico che si dice cristiano ma non ama i concetti evangelici e non considera significativa la Costituzione.

Mi impressiona l’inconsistenza teologica di quanti vedono il defensor fidei in Matteo Salvini…

Tra questi il polemista Antonio Socci che discetta su Libero: Miracolo a Milano: un leader politico s’impegna a difendere le nostre radici cristiane (e un vescovo s’imbufalisce a sentire parlare del vangelo)

Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete.

(Matteo 7,16-20)

Il vangelo secondo Matteo (Salvini)

Piazza Duomo, oggi.

Sul vangelo – in cui sta scritto di non giurare (vedi Mt 5,33-37) – Salvini ha giurato.

La scena mi irrita per  più motivi: deficit di laicità (cioè capacità di riconoscere la distinzione dei piani tra fede e politica), strumentalizzazione della simbologia religiosa per giungere al potere (rosario, vangelo, riferimenti frequenti al “buon Dio”…), distorsione del messaggio religioso (il vangelo dell’amore fino al dono della vita, del servizio, dei poveri proclamati beati, dell’accoglienza senza confini… diventa strumento identitario per distinguere tra “noi” e “loro”)…