I nostri valori

Il sovranismo non può rappresentare la difesa dei “nostri valori” tradizionali. Può certamente essere espressione di un disagio diffuso, di una reattività sociale e in certo senso culturale, ma non può aspirare a nulla di più.

I “nostri valori” sono altro rispetto all’egoismo becero.

Il primo valore che vogliamo difendere è il rispetto (dal latino respicio: vedo, mi accorgo di te, ti riconosco… Unicuique suum: riconoscere a ciascuno il suo).

I nostri valori affondano le radici nel pensiero greco, nel diritto romano, nell’incontro fecondo con la tradizione ebraico-cristiana, negli sviluppi del pensiero critico della modernità fino alla sintesi novecentesca della nostra Costituzione…

Come può il sovranismo – grezzo e brutale (anche se talora travestito da gentiluomo) – recitare la parte dell’avvocato difensore dei “nostri valori”?

Da dove si riparte?

Da dove si comincia, amici, a ricostruire? / Queste macerie lasciano sgomenti. / Salvini non è che la maschera epifanica / di tanta cattiveria diffusa / che un tempo sguazzava nel limo profondo / e quando usciva alla luce / veniva additata, riconosciuta, respinta, / ora invece ha l’ardire di riscrivere impunemente / galateo e comandamenti. / Da dove si ricomincia, / ora che lo sguardo di troppi è malato / e le forze per reagire / mancano? / Forse dalle grotte, / dagli eremi, / dai banchi di scuola, / dalle cantine nascoste, / dal pensiero vigile fino a notte fonda… / Forse occorre lasciar riposare la terra / come usava un tempo / e avere la pazienza dei sassi / e aspettare / che venga migliore stagione. / O, al contrario, bisogna dannarsi / e bussare a tutte le porte / e chiedere aiuto / e risvegliare gli animi dei timidi / e dei silenti / e tentare insieme / per l’ultima volta / di fondare una città / in cui si provi a vivere da uomini / cioè da fratelli / e sorelle, / città senza l’imperio del cemento / senza interessi di pochi a dettar legge, / città senza confini / che non siano varchi / e ponti e cerniere… / Io credo che sia possibile / evitare l’esito, che oggi sembra scontato, / di questo male / che abbrutisce. / Italia, è ora di tornare ai valori / che ti hanno resa grande / nella cultura, nell’arte, nella generosità, / nella finezza del pensiero e dei sentimenti, / nella fede – umana o divina – che apre / a orizzonti di bellezza / e fraternità / e genio. / Da dove si riparte, compagni?