I nostri valori

Il sovranismo non può rappresentare la difesa dei “nostri valori” tradizionali. Può certamente essere espressione di un disagio diffuso, di una reattività sociale e in certo senso culturale, ma non può aspirare a nulla di più.

I “nostri valori” sono altro rispetto all’egoismo becero.

Il primo valore che vogliamo difendere è il rispetto (dal latino respicio: vedo, mi accorgo di te, ti riconosco… Unicuique suum: riconoscere a ciascuno il suo).

I nostri valori affondano le radici nel pensiero greco, nel diritto romano, nell’incontro fecondo con la tradizione ebraico-cristiana, negli sviluppi del pensiero critico della modernità fino alla sintesi novecentesca della nostra Costituzione…

Come può il sovranismo – grezzo e brutale (anche se talora travestito da gentiluomo) – recitare la parte dell’avvocato difensore dei “nostri valori”?

Gli immigrati musulmani minacciano l’identità cristiana dell’Italia?

Mi fanno ridere quelli che rumoreggiano nervosamente contro gli immigrati musulmani che, con la loro crescente presenza in mezzo a noi, “minacciano le nostre tradizioni”.

Spesso questi che si lamentano sono i primi a non andare a messa. O magari, al suono delle campane, protestano con veemenza per disturbo della quiete pubblica…

Va detto chiaramente: non esiste un’Italia cristiana senza cristiani in carne e ossa che la rendano tale attraverso una pratica quotidiana e diffusa.

I fiumi esistono finché l’acqua, scorrendo, li fa vivere.

Lo stesso è delle cosiddette “nostre tradizioni”.