I nostri valori

Il sovranismo non può rappresentare la difesa dei “nostri valori” tradizionali. Può certamente essere espressione di un disagio diffuso, di una reattività sociale e in certo senso culturale, ma non può aspirare a nulla di più.

I “nostri valori” sono altro rispetto all’egoismo becero.

Il primo valore che vogliamo difendere è il rispetto (dal latino respicio: vedo, mi accorgo di te, ti riconosco… Unicuique suum: riconoscere a ciascuno il suo).

I nostri valori affondano le radici nel pensiero greco, nel diritto romano, nell’incontro fecondo con la tradizione ebraico-cristiana, negli sviluppi del pensiero critico della modernità fino alla sintesi novecentesca della nostra Costituzione…

Come può il sovranismo – grezzo e brutale (anche se talora travestito da gentiluomo) – recitare la parte dell’avvocato difensore dei “nostri valori”?

Le elezioni europee si avvicinano: Salvini guadagna consensi e gli altri cincischiano

La “rivoluzione del buon senso”, preannunciata da Matteo Salvini in vista delle Europee del 26 maggio 2019, mi fa venire i brividi.

Il leader leghista è in contatto da tempo con Orban (Ungheria), Le Pen (Francia) e altri esponenti dell’area cosiddetta sovranista.

«Noi siamo contro l’Ue, ma non contro l’Europa che anzi vogliamo salvare»: questo è il refrain che piace a tanti e che invece dovrebbe suscitare prudenza e attenzione.

Distruggere l’Unione Europea in nome di una fantomatica Europa dei popoli e delle libertà è un rischio che non possiamo permetterci.

Questi attizzafuoco sono pericolosi e vanno fermati.

Ma come?!

Il tempo passa e sul fronte degli oppositori a questi piani deliranti non matura nulla di concreto.

Solo parole che hanno il sapore dell’astrazione, solo rivalità e gelosie personali…

Sono molto preoccupato da quello che sta succedendo e dall’incapacità di reagire da parte di quanti potrebbero e dovrebbero farlo.

I vecchi schemi sono superati: è urgente fare argine all’esondazione nera che si avvicina.

La tentazione di credere che bisogna distruggere l’Europa per cambiarla

Dopo l’incontro tra Salvini e Orban il disegno appare più chiaro.

Lo ha riassunto ieri su Affari Italiani in modo comprensibile il filosofo filogovernativo Diego Fusaro:

Salvini e Orban riusciranno a cambiare l’Europa?
“Io spero che più che cambiarla, questa Unione europea, la facciano crollare e da lì poi si riparta per un’Europa unita, vera, di popoli affratellati, democratici, solidali e, aggiungo, socialisti. Il contrario dell’Unione europea bancocratica e turbocapitalistica oggi imperante”.

Molti purtroppo pensano che le “picconate” di Salvini e Orban porteranno ad un miglioramento del funzionamento delle istituzioni europee.

Imperdonabile ingenuità: distruggere è facile, ricostruire è molto più difficile, per non dire impossibile.

Mandare l’Europa a gambe all’aria è pericolosissimo.