Messaggio di Silvana Carcano dall’ospedale

Silvana Carcano, colpita da infarto e operata d’urgenza a Desio, scrive così ai tanti amici e conoscenti su Facebook :

Amici, non ho parole per ringraziarvi di tutti i bellissimi messaggi di sostegno, di speranza, di affetto e amore. Ho letto tutto anche se non potevo rispondere. Sono stati importanti per ridarmi energia e fiato. Grazie davvero di cuore (giusto per stare in tema).
A Desio mi hanno seguito meravigliosamente, li ringrazio: sono stati tutti degli Angeli.

Guardando a ciò che mi è successo, è proprio il caso di dire che sono rinata: il primo infarto, non riconosciuto, mi aveva probabilmente fermato la mezza parte superiore del cuore. Mi hanno portato in ambulanza a Paderno per sentirmi dire che era un problema di calcio o un attacco di panico. Il secondo infarto, avvenuto mentre ero a Varedo, a 40 ore di distanza, sarebbe stato letale se non fosse stato che il 118 era dietro l’angolo (intendo dire che era decisamente dietro di me e in pochi secondi mi hanno portato in sirena in ospedale a Desio). Sono stata operata pochi minuti dopo (infarto, oltretutto, accaduto senza che io abbia nessun fattore di rischio! nessuno!).

È proprio il caso di dire che Qualcuno mi ha fatto il miglior regalo potessi ricevere: il giorno dopo dell’operazione era il mio compleanno.

Quindi ora sarà tutto più semplice, richiederà un po’ di tempo ma ne uscirò bene nonostante fossi arrivata in ospedale con mezzo cuore fermo, con 3 vasi coronarici chiusi e uno dissezionato, quello portante.

Come dice un grande, non muoio manco se m’ammazzano 🙂

Grazie mille per la vicinanza!😘

(devo purtroppo annullare l’evento di Seregno di sabato prossimo, lo riprogrammerò)

Una domenica grigia e umida: considerazioni varie

Giornata uggiosa che invita alla riflessione.

Per prima cosa vi invito a leggere il discorso del Presidente della Repubblica sulla Giornata del Ricordo: si tratta di una vera e propria lezione di storia sulle foibe e sulla necessità di custodire con impegno l’ideale europeo.

Mi unisco all’affetto di tanti per Silvana Carcano, che è ricoverata in ospedale dopo un grave infarto. Sono rimasto molto colpito dalla notizia del suo malore e del prontissimo intervento sanitario che l’ha salvata.

In vista delle elezioni europee ricevo e vi segnalo l’appello Onda Verde Civica, sottoscritto da varie personalità (attori, cantanti, docenti, professionisti…).

Per quanto riguarda la cronaca politica padernese riprendo un pensiero di Sergio Bucci su Facebook. Non sta a me dire se e quanto corrisponda alla realtà, ma è comunque un punto di vista interessante:

Riflessioni del sabato mattina sulla politica locale: Il csx al momento sembrerebbe diviso in 3: il pd che non ha ancora sciolto la candidatura del suo number one Ezio Casati. Giovanni Giuranna che rappresenta una lista civica molto attiva e sponsorizzato da LeU e da Rifondazione. Giovanna Baracchi potrebbe essere la candidata per PaP. A destra le cose vanno decisamente meglio. Rientrato il problema in casa lega con il commissariamento della sezione “alla faccia del “padroni a casa nostra” Forza Italia ai minimi storici a livello nazionale ma a livello locale vanta un cavallo di pura razza che alle regionali ha toccato le 3mila preferenze, il che significa che senza Alparone a Paderno Forza Italia conta il 2 di spade quando la briscola è bastoni. Paderno Cresce a mio avviso è cresciuta fin troppo fin dalla nascita, per questo penso che avrà un buon risultato ma difficilmente ripetibile. Mancherebbe la lista poltrone e sofà e come dicono in pubblicità, gli sconti finiscono domenica. 😱

[da un suo commento odierno sempre su fb]: Bogani è candidato ma sembrerebbe che interferenze esterne al suo partito abbiano deciso di cambiare cavallo.

Sergio Bucci

Dal sito padernese di Liberi e Uguali segnalo due numeri del giornale che riassume le opinioni e le attività del gruppo politico di Marco Coloretti: gennaio febbraio.

Mancano 104 giorni alle elezioni comunali del 26 maggio. A tutti mi permetto di ricordare quella che ritengo essere la soluzione migliore per andare alle elezioni e offrire un’alternativa concreta alle politiche cittadine degli ultimi dieci anni: Partiamo da qui, INSIEME

Infine, segnate una data in agenda: c’è bisogno di tanti per sostenere il ricorso al TAR contro la costruzione di palazzine nell’area verde pubblica di via Dalla Chiesa / via Gorizia.

Varie: comandamenti Carcano, vasche Seveso, Farmacia Paderno Cresce, ex SuperDì, insediamento Mario Alparone, PD

Sta per uscire il libro di Silvana Carcano (ex consigliera regionale M5S) sui dieci comandamenti. In attesa dell’arrivo del volume nelle librerie l’autrice ha aperto una nuova pagina facebook.

Sul blog Qui Paderno Dugnano ieri Gianfranco Massetti (LeU) ha espresso alcune considerazioni circa il progetto anti-esondazione: Le vasche del Seveso

La nuova Farmacia San Gaetano (Baraggiole/Calderara) vicina alla lista di centrodestra Paderno Dugnano Cresce? Così pare da Instagram

Notiziario (7 gennaio): Ex Superdì, le cose si stanno complicando, saltano le riaperture, 800 nell’angoscia

Monza in diretta (6 gennaio): ASST Monza: insediato il nuovo DG Mario Alparone (testo integrale della lettera di saluto ai dipendenti)

PD Paderno Dugnano (7 gennaio): In mille piazze – sabato 12 gennaio

Riscossa Cristiana: l’articolo di Silvana Carcano suscita molte critiche

Avevo segnalato l’articolo di Silvana Carcano sul sito Riscossa Cristiana. Come prevedibile, il testo ha raccolto numerose critiche dei lettori dell’area tradizionalista.

 prof. Quatermass ha detto: 13 Dicembre 2018 alle 0:56

Non ho capito la ragione di pubblicare questo articolo, che contiene tante critiche a Formigoni e non contiene prove. E poi vi sembra giusto dimenticare le azioni a favore della famiglia, come il fondo nasko, il sostegno ai centri di aiuto alla vita?

Silente ha detto: 13 Dicembre 2018 alle 14:57

No, no, non ci sto. Non perché sia ciellino. Io provengo dal vecchio, glorioso MSI e ne rivendico orgogliosamente tutta l’eredità. Formigoni non l’ho mai votato. Ma non accetto che da una militante 5 stelle, movimento che viene dalla violenza teppistica dei centri sociali, dai terroristi NO TAV, NO TAP, NO TEM, no tutto, dal cretinismo ecologista, falsario efalsificante, della intellettualmente miserabile “decrescitafelice”, si attacchi Formigoni, a mio parere un buon presidente di Regione, perseguitato e condannato ingiustamente da giudici di ultra-sinistra. E, ripeto, non l’ho mai votato. Ma non accetto che dall’estrema sinistra si attacchi una persona, che non appartiene alla mia area politica, e il cui pensiero politico non molto condivido, ma che ha svolto più che dignitosamente il suo ruolo, difendendo anche la presenza cattolica nelle istituzioni. A una esponente 5 stelle, “convertita” quanto volete, non riconosco questo diritto. Formigoni poteva essere, come avrebbe detto Almirante, un mio cortese avversario. I 5 stelle sono miei nemici.

Silente

Cisco22 ha detto: 13 Dicembre 2018 alle 15:05

Giusto ricordare il fondo nasko, ma giusto pure ricordare la clinica santa Rita che ti asportava un rene perché così prendeva più soldi grazie alle riforme di Formigoni.

prof. Quatermass ha detto: 13 Dicembre 2018 alle 18:15

Se in Lombardia il sistema non fosse misto (pubblico-privato) non ci sarebbero servizi a sufficienza per tutti. Gli episodi di malcostume ci sono dappertutto, purtroppo. Ma vi siete chiesti perchè ci sono persone che arrivano anche dalla Sicilia o dalla Calabria per farsi curare in Lombardia? Se la sanità lombarda fosse così da buttare, non succederebbe questa migrazione interna. E come mai Formigoni è stato rieletto così a lungo? Gli elettori sono proprio tutti scemi?

Domenico Carlucci ha detto: 13 Dicembre 2018 alle 18:16

Non condivido, almeno nel tono. Non sono simpatizzante di CL ma credo che Formigoni comunque abbia difeso i valori cristiani, pagando di persona. Poi, nessuno è santo, tutti siamo peccatori e se lui ne ha commessi credo glieli abbiano fatti pagati anche caramente. Avrei voluto vedere fosse stato di un’altra corrente politica! Circa l’ultimo capoverso, contesto apertamente questa gnostica visione sociologica del ‘Re di duemila anni fa, lontano dal potere e vicino agli ultimi”. Cristo scappò quando volevano farlo re. Ha trattato con tutti, indipendentemente da ogni ceto sociale, politici e non, ricchi e poveri, ed ha accolto solo quelli che hanno veramente creduto e cercato Lui, non tutti; vale a dire i ”poveri in spirito”, ai quali è ”annunziata la buona novella”, cioè quelli che hanno un cuore mite e umile, come Lui, e si arrendono alla Verità. Che facciamo come il Papa attuale, che parla della povertà e degli ultimi in termini solo economici e sociali? Vangelo morto, falso Cristo, ”sale insipido, che viene calpestato dagli uomini”.

ROBERTO ha detto: 13 Dicembre 2018 alle 19:37

Il ragionamento di Silvana Carcano è improntato alla logica. Purtroppo in questo paese, mai come ora, tutto viene reinterpretato in base alla consorteria o partigianeria vigente in quel momento , quindi anche il celeste – personaggio poi di una supponenza ed ipocrisia unici – può contare, incredibilmente, su una schiera di fans convinti. Il vero problema è: per quali ragioni il popolo italiano si è reso così incapace nella scelta della sua classe dirigente?

Marco Toti ha detto: 13 Dicembre 2018 alle 22:04

La distinzione tra “cortese avversario” — ricordiamo che il delfino di Almirante si chiamava G. Fini — e “nemici” è un artificio. Provenire dal MSI non è, in sè, un merito: soprattutto se poi si è legati a FI, con la Meloni che si è detta “antifascista” (e i vertici del MSI sono stati quasi sempre atlantisti e sionisti). L’Autrice dell’articolo ha abbandonato non solo i 5S, ma anche la politica — rara avis! E non avrebbe neppure il diritto di raccontare ciò che ha visto –:ella ha elencato fatti: che Silente non smentisce. E allora attacca la decrescita felice: dobbiamo forse consumare più popcorn eMccheese? Tra l’altro, i 5S coi centri sociali c’entrano come i cavoli a merenda. Sulla Tav, forse sarebbe bene invertire l’accusa di terrorismo: facile parlare, quando non si abita in Val di Susa, facendo il (presunto) duro pseudonimo da un divanetto della Ritter. Se Silente crede che F. sia stato “un buon presidente cattolico”, allora crederà pure alla Befana. Il“non ci sto”, poi, mi ricorda un certo presidente della repubblica antifascista: evidentemento un…

Domenico Carlucci ha detto: 13 Dicembre 2018 alle 23:50

No. Non stravedo per CL ma Formigoni ha difeso valori cristiani mettendoci la faccia. Poi, nessuno è santo e se ha commesso errori o peccati glieli hanno fatti pagare caramente, perché cattolico e non di sinistra. Non condivido affatto l’ultimo capoverso dell’articolo. Il Re nato duemila anni fa non era ”re di questo mondo”,….” scappò quando lo volevano fare re”. Ha avuto contatti con tutti, ricchi e poveri. Ha accolto però solo coloro che lo cercavano con fede, cuore sincero, bisognosi della sua grazia. Sono questi gli ultimi, i ”poveri in spirito”, cioè quelli che, indipendentemente dalla loro condizione economica e sociale, si arrendono alle Verità. Non facciamo come il Papa attuale, che parla di poveri in senso strettamente economico. È una lettura gnostica di Cristo e del Vangelo, che diventa falso, ”sale insipido che viene calpestato dagli uomini”. E ciò accade ormai da troppi anni. ”È tanto difficile per un ricco rinunciare alle proprie ricchezze, quanto per un povero rinunciare ad ambire di possederle” (Lanza del Vasto).

Maria Laura ha detto: 14 Dicembre 2018 alle 1:05

Perché ospitare un tale articolo, pieno di accuse generiche e di livore? Mi associo a Silente

Claudia Lucchesi ha detto: 14 Dicembre 2018 alle 14:21

Quand’ero giovane mi disgustava la moda invalsa nei movimenti ecclesiali postconciliari (neocat, rinnovamento, etc) di esibire nelle loro riunioni i neo convertiti: più ne avevano fatte prima e più anticattolica era la loroprovenienza, più aumentava la loro credibilità ora. Noi povere ragazze di campagna e di parrocchia (le parrocchie non erano ancora così devastate) non potevamo essere altrettanto promozionali… Ma il mio vecchio padre spirituale sentenziava: il vero convertito sta zitto, penitenza e silenzio, finché non si espia tutto. Quelli invece tanto erano stati bravi a insegnare l’errore e a praticarlo, tanto lo erano adesso nell’insegnare la verità, sempre sul pulpito, sempre in vista. La volpe aveva indubbiamente perso il pelo, ma il vizio? Questo mi è venuto immediatamente in mente quando ho letto l’articolo qui sopra. Scusate la franchezza, Claudia

Gabriel Garcia Moreno ha detto: 14 Dicembre 2018 alle 17:40

Complimenti alla dottoressa Silvana Carcano per questa mirabile analisi del ventennio formigoniano. C’è tutta la parabola di un politico (e di un Movimento) sedicente cattolico, che non ha mai realmente messo in pratica la Dottrina Sociale della Chiesa e ha fatto della politica clientelare e corrotta i cui esiti sono sotto i nostri occhi. Significativa anche la foto del “Celeste” con una giacca che dice tutto del personaggio. L’analisi dell’ex consigliera regionale mi è parsa sobria, misurata, documentata. Non così i commenti livorosi, specie quelli del militante missino che evidentemente non si ricorda più dei bei tempi in cui il suo partito denunciava i “forchettoni”, i politici che crapulavano a nostre spese. Complimenti a Riscossa Cristiana per essere sempre una voce libera, coraggiosa,controcorrente, autenticamente cattolica.

Garcia Moreno

Furlans ha detto: 15 Dicembre 2018 alle 12:13

Qualcuno mi dovrá spiegare il senso di questo articolo. Mi sfugge. E mi sfugge sopratutto il contributo“valoriale”. Scagli la prima pietra (o la primastella) chi non ha peccato! E´ probabile che Formigoni abbia commesso errori, anzi é certo! Ma é insopportabile l’elevarsi a duri e puri da parte di certi soggetti. Dico solo che, essendo del settore,criticare la sanitá lombarda é ridicolo. Ed é ancora piú triste che un sito cattolico faccia proprie affermazioni dichiaratamente contrarie alla Dottrina sociale della Chiesa. Criticare l’apertura verso il privato, quando questo concorre, in qualunque settore (sanitá, scuola, etc), a fornire un servizio pubblico, é triste. Condannare illegalitá é doveroso,esporre al pubblico ludibrio il peccatore é indegno.

P.S. non sono ciellino ma sono vostro attento e fedele lettore

C ha detto: 15 Dicembre 2018 alle 14:53

c’è il rischio che il nuovosovranismo faccia la fine di cl. poveri tutti noi

alfredo celeste ha detto: 15 Dicembre 2018 alle 15:25

Sono felice per la nuova scelta divita, illuminata da una fede ritrovata (?) di Silvana Carcano, la stessa che si é prodigata, quale consigliere regionale dell’epoca, in una serie di commenti diffamatori e di condanna anticipata nei miei confronti (video documentali) in quanto accusato di corruzione quale Sindaco del comune di Sedriano, subendo lo scioglimento dello stesso consiglio comunale, solo perché consiglieri e assessori sono rimasti in carica “sfidando” con l’innocenza l’ipotesi accusatoria della procura di Milano. Dopo cinque lunghi anni di sofferenza sono stato assolto con formula piena perché “il fatto non sussiste”, sentenza divenuta definitiva perché non impugnata dalla procura. Non ho letto commenti della signora Carcano di condanna per la gogna mediatica e l’ingiustizia subita da un innocente né tanto meno le scuse della stessa per le parole giustizialiste e affrettate lanciate nel 2015 in quel di Sedriano. La preghiera e la fede sono state le mie armi vincenti, che auspico siano continua compagnia anche all’ex politico.

Alfredo Celeste

La grande incertezza

Il quadro politico padernese appare incerto.

Silvia Sardone – così sembra – diventerà assessore regionale e questa sua promozione salverà Alparone dallo smacco di arrestarsi sul limitare del Consiglio Regionale. Entrerà dunque nell’Olimpo, ma senza il corteo di trionfo che si prefigurava…

Se così fosse il vicesindaco Bogani (Lega fu Nord) sarà per un anno il timoniere comunale, incaricato di traghettare l’Amministrazione fino al voto della primavera 2019. La Lega però ha già fatto sapere sulle pagine del Notiziario (ancora in edicola) che il suo nome non è gradito come futuro candidato sindaco. Dichiarazione sorprendente (e non smentita).

Nel centrodestra è iniziata la lotta intestina per la successione. Non sono un esperto conoscitore di quel mondo, ma è facile intuire che le diverse anime e fazioni stanno affilando le lame.

Da non dimenticare che la Lega può contare su un notevole incremento di voti (grazie a Salvini), mentre Forza Italia è in flessione. I civici di Paderno Dugnano cresce non vanno d’accordo con la Lega e non sono disposti a piegarsi ad altri che non siano Marco Alparone.

Il Partito Democratico padernese finora non ha commentato i risultati delle elezioni. Immagino che, al suo interno, si aprirà un confronto sulle scelte da fare. Sono possibili due strade: il ritorno a tutti gli effetti di Ezio Casati o l’avvio di un percorso innovativo che guardi al futuro.

La lista civica Insieme per cambiare continua a lavorare sui problemi concreti di Paderno Dugnano. Non ci interessano le questioni di bandiera o di bottega! Domenica prossima in occasione della Fiera di Primavera allestiremo due stand (in piazza Matteotti e in via Camposanto) per incontrare i cittadini e distribuire l’ultimo numero de La Coccinella con le notizie del territorio.

Il Movimento 5 Stelle per ora tace. L’ex consigliera regionale Silvana Carcano è data come la figura che potrebbe ricostituire il gruppo padernese che negli ultimi mesi si è dissolto per protesta nei confronti dell’evoluzione/involuzione nazionale.

Dopo le elezioni nazionali/regionali si definirà il panorama politico locale

Il prossimo turno elettorale sarà occasione di chiarimento anche per la situazione locale.

Dopo il 4 marzo scopriremo se Ezio Casati sarà confermato in Parlamento oppure no, con evidenti conseguenze per gli equilibri interni del PD padernese.

Vedremo poi se il Movimento 5 Stelle esisterà ancora nella nostra città: dopo le dimissioni dei due portavoce Abbati e Cezza e la surroga dei nuovi consiglieri Tomaselli e Biraghi (che si sono dichiarati indipendenti rispetto al Movimento) non ci sono stati comunicati da parte del gruppo rimasto fedele a (Grillo), Casaleggio jr. e Di Maio. Ammesso che, a livello locale, ci sia ancora qualcuno. Forse l’unica rimasta è Silvana Carcano, di cui il 7 novembre scorso ho pubblicato la lettera di saluto al Consiglio Regionale/Parlamento con la promessa di un nuovo inizio… Dopo il 4 marzo sapremo.

Anche nel centrodestra le cose si chiariranno dopo le elezioni regionali/politiche.

Se Alparone risulterà eletto in Regione, cominceranno in tutta calma le grandi manovre per individuare il candidato sindaco per la primavera del 2019. Se invece il Sindaco (che ieri è apparso poco convincente sugli schermi di Telenova) resterà a piedi, si aprirà nel partito e nella coalizione di centrodestra una fase difficile dagli esiti non scontati.

Dopo il 4 marzo conosceremo la percentuale di voti padernesi che otterrà la Lega di Salvini (la quale ha mantenuto il “Nord” nell’indirizzo URL e lo ha fatto sparire dal simbolo elettorale).

Capiremo, inoltre, che cosa faranno gli scissionisti locali di Forza Italia (i consiglieri comunali Mosconi e Pirovano con l’ausilio dietro le quinte di Papaleo) e i cattolici civici di Paderno Dugnano Cresce (sito in stato di abbandono, profili fb e twitter attivi).

Ultimi tasselli che saranno chiari dopo il 4 marzo: la forza effettiva, a livello locale, di Liberi e Uguali e di Potere al popolo, come pure il risultato elettorale nella nostra città della lista Insieme (socialisti, verdi, civici e prodiani).

Silvana Carcano, un nuovo inizio

Pubblico la dichiarazione di Silvana Carcano su Facebook. Con i migliori auguri.

REGIONARIE O PARLAMENTARIE (La stampa dimostra sempre di essere sul pezzo!).

Senza elencare le battaglie e le vittorie degli ultimi anni in Regione e senza raccontare le bellissime esperienze che ho vissuto e sto vivendo (e che sto lasciando che mi conducano laddove dovranno condurmi), senza entrare in tutti questi meandri che si intrecciano tra di loro in maniera difficilmente decifrabile con le sole parole, posso comunque confermarvi che non mi sono candidata in Regione e non mi candiderò in Parlamento.

Lascio il ruolo di portavoce consigliere in Regione, non lascio il M5S. Né tanto meno le battaglie che devono ancora essere portate avanti. E che continuerò a portare avanti, di fianco a chi entrerà in regione, passando il testimone. E non mollerò di un centimetro quanto rimane da fare in questi ultimi mesi, prima del nuovo consiglio.

Dico subito che rifarei tutto quello che ho fatto. E ringrazio tutte le persone che ho conosciuto lungo questa strada. Tutte, davvero. A partire dai tanti attivisti con cui abbiamo collaborato, impossibile elencarli, ma il ringraziamento è profondo, di cuore. Senza di loro non avrei combinato nulla. Ringrazio in particolar modo Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, sempre nel mio cuore. L’intuizione geniale di queste due persone passerà alla storia, e mi riempie di orgoglio essere parte di questo bellissimo sogno. Ringrazio i miei colleghi in regione, compagni di questa avventura. Con alcuni di loro ho rinforzato un’amicizia già iniziata, come con Gianmarco Corbetta e Iolanda Nanni, a cui voglio un mondo di bene, non ci sono altre parole per ringraziarli. Con altri è iniziata una nuova e bellissima amicizia, come con Giampietro Maccabiani e Paola Ezzelina Macchi. Con altri c’è stato un rapporto meno amicale, ma di stima e rispetto, come con Dario Violi, Andrea Fiasconaro ed Eugenio Casalino. E ringrazio tutti i portavoce parlamentari con cui ho collaborato, aiuto prezioso per tutte le battaglie.

Dopo 5 anni di istituzioni sento ancora più forte il bisogno di contribuire offrendo la mia piccola goccia nell’oceano, sebbene abbia compreso come sia indifferibile la necessità di alzare ulteriormente l’asticella. Non solo una nuova Politica. È più che mai urgente rivisitare quella rivoluzione culturale, darle nuova linfa e nuovo vigore. Sì, continuo a inseguire ancora oggi una rivoluzione che nasca dal basso come quando la inseguivo nel 2009, anno di fondazione del M5S, in cui, anch’io, in seconda fila allo Smeraldo, decisi di cogliere quella sfida, che mirava ad una nuova modalità di fare Politica.

Non è testardaggine la mia.

È un pensiero solido: ciò che arriva dal basso nasce dall’essere umano, ciò che è calato dall’alto arriva da tecnicismi, da leggi, decreti, imposizioni. E abbiamo bisogno di rimettere l’uomo al centro, spodestando dal trono ciò che uomo non è. Ciò che nasce dal basso parte dal cuore, unico organo che può smuovere tutto. Ciò che arriva dall’alto parte da una «cosa», pur nascosta dietro un volto umano, che non smuoverà mai nulla, tanto meno le anime che formano un Paese. Certo, è più comodo entrare nell’ottica dell’offrire una soluzione agli altri, in modalità binaria: è sufficiente qualche tecnica e sperare in quei pochi che ancora votano. È molto più difficile vivere con chi non crede più, con chi non spera più, con chi non vota più, per aprirsi all’incerto, al rischio dell’altro, ad un terzo invisibile. Dal basso tutti i protagonisti si rimodellano, si ridefiniscono, si lanciano in nuove avventure, ignote, in maniera egualitaria. Ma questo percorso è più lento, ha i ritmi delle relazioni umane vere, delle esistenze della carne viva di fronte alle quali non ci sono soluzioni preconfezionate.

Ed ecco il punto: per iniziare un nuovo umanesimo, così mi piace rinominare la rivoluzione culturale, non esiste un rimedio istituzionale, fatto da nuove leggi, nuovi decreti, o nuove imposizioni, pur nobili. Ne consegue che il mio posto non è lì, in quelle istituzioni, ma tra la gente, dove un nuovo umanesimo va semplicemente «fatto», per essere da esempio. Gli ultimi fatti istituzionali confermano ciò che ormai è evidente da anni: è dal basso che si può cambiare un Paese, tra la gente, restituendo speranza a prescindere dalla politica rozza, falsa e autoreferenziale che serpeggia strisciando attraverso le vite di tutti.

Come? Ancora non mi è ben chiaro, ma intuisco che tutto ciò che farò ruoterà intorno a due nuove declinazioni di rivoluzione culturale: *Conversazione e Fraternità*.

Rubo a Theodore Zeldin alcuni pensieri che ho fatto miei.

«L’umanità è una famiglia che non si è quasi mai incontrata. Dal nostro secolo non mi aspetto un supplemento di modernità o di postmodernità ma la sensazione di appartenere a una nuova conversazione. Credo che il ventunesimo secolo debba orientarsi verso un nuovo e ambizioso obiettivo, quello di sviluppare non le modalità del parlare ma la conversazione, la quale sì che è in grado di cambiare le persone. La conversazione vera non consiste semplicemente nell’inviare e nel ricevere informazioni. […] La conversazione che mi interessa è quella che intavoliamo con la disponibilità a uscirne un po’ cambiati, i cui risultati non sono mai garantiti. *Implica dei rischi* […] La conversazione cambia il modo in cui vediamo il mondo, e cambia anche il mondo».

In nessun luogo istituzionale, oggi, figuriamoci in Regione, si riesce a conversare con quell’apertura che ti cambia, ti rigenera e ti mostra il mondo in maniera diversa. Per farlo servono interlocutori che sanno stare nel «non-potere», condizione introvabile, oggi. Nelle istituzioni democratiche, invece, la violenza, la menzogna e i tentativi di prevaricazione sono all’ordine del giorno, insiti nelle regole stesse, li subisci e li metti in atto, in contemporanea, poiché quel mondo agisce in quel modo. O accetti quelle regole o cambi mondo, e ti rivolgi ad altri, in zone più feconde, più fertili rispetto ad un’arida area rinsecchita.

Avete presente la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948?

Di solito ci ricordiamo solo della prima parte dell’art. 1: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti».

L’art. 1 prosegue, però, e dice: *«Essi (gli esseri umani) devono agire gli uni verso gli altri nello spirito di fraternità»*.

Devono: la fraternità è un dovere, non un invito. Agire: la fraternità è un agire concreto, non un vago sentimento. E si rivolge a tutti gli esseri umani. Tutti.

Nelle Istituzioni gli esseri umani non sono considerati tali, sono, a seconda del momento, elettori, categorie di lavoratori, nemici, comitati di cittadini pro o contro qualcosa, stakeholder, portatori di interessi, dati statistici, risorse da educare, plasmare, confondere e manipolare. Un non-luogo di non-persone. Nessuno ricorda più questo «dovere» di fraternità, soprattutto nelle Istituzioni. In realtà, nessun politico, con tutte le differenze dei singoli casi, ha più nulla da dire e nessun politico è in grado di ascoltare, tutti ripiegati su sé stessi o sulla maschera di sé, mentre il Paese sta andando in un’altra direzione, ahimè.

È con gli esseri umani, per gli esseri umani e nella loro vita che può partire una nuova conversazione in fraternità, non certo con persone disumanizzate, fissate sul proprio ego, schiave del dio potere, o degli dei-interessi economici individuali e della guerra ad ogni costo (è solo inventando nemici inesistenti che persone meschine e inaffidabili possono dire «vieni con me, io ti salverò»). Non puoi avere una nuova conversazione con persone che patiscono di una privazione profonda, mai nate ad una vita autentica e che vivono la quiete pace del cimitero, con tutte le distinzioni del caso, lo ripeto.

Tutti questi «Io odiosi» incontrati in questi anni vanno a braccetto con i drammi attuali e con un periodo storico difficile, molto difficile. E io non ho fatto, non faccio e non farò sconti a nessuno, tanto meno alla politica, al sistema informativo televisivo e cartaceo, causa di tanto degrado, e alla società occidentale. Anzi, è proprio per evitare di rimanere bloccata in quel mondo bislacco, in quel «sistema-idiota» da noi creato ma non governato, o anche solo in un suo angolo, che esco dal ring.

L’ho detto pochi giorni fa ad un evento pubblico: ricordate la brillante e folgorante espressione di Kierkegaard nei suoi Diari «La nave è in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta ma ciò che mangeremo domani»?

Ecco, ridiamo in mano la nave al Comandante.

Attenzione, lo ripeto, rifarei tutto quello che ho fatto. Se la strada che intraprendo oggi è più che mai sfidante, posso intraprenderla solo grazie all’esperienza vissuta, grazie a quello che ho visto, che ho toccato con mano e che ho cercato di contrastare.

Ma oggi inizio una nuova vita, verso una strada ancora tutta da decifrare, in cui rimetterò ancora tutto in gioco. La vita è fatta per osare, non per stare comodi o per fare due conti.

Voglio essere chiara. Tutto quello che ho scritto *vale solo ed esclusivamente per me*. Perché ho i miei obiettivi, le mie aspirazioni, la mia indole e, soprattutto, inaspettatamente, la mia nuova vocazione e la mia chiamata.

Ripeto: non lascio il M5S. E il mio nuovo «mestiere», qualunque esso sarà, so che tornerà utile al M5S, a quella politica onesta, post-ideologica, di rinnovo, idealista e volta al bene collettivo come nessun’altra forza politica oggi in Italia.

Lascio luoghi dove ormai mi sento distante da dove vorrei essere, per tornare dove devo tornare. Non smetterò di fare politica, impossibile per la mia indole, e metto in guardia tutti di fronte ai pericoli del fare il portavoce a certi livelli: interrogatevi ogni giorno sul motivo per cui fate ciò che fate, senza mentire a voi stessi. Fidatevi: non è facile, non è per niente facile smascherare sé stessi!

Io sarò sempre disponibile per affiancare chi entrerà, per fare il passaggio di testimone, per regalare ciò che ho imparato, o per mettere al servizio la mia competenza tecnica. Ho visto meravigliose candidature in rete e ne sono felice, continueremo insieme a scalfire il potere lombardo.

Auguro, dunque, a tutti i miei amici pentastellati-candidati tanta fortuna e una lieta e serena campagna elettorale.

Le mie figlie vi direbbero «May the Force be with you».

Io aggiungo: «You must unlearn what you have learned!»

Varie #PadernoDugnano: rogo in carrozzeria, Arcivescovo, Silvana Carcano

Monza Brianza News (6 novembre): Rogo in una carrozzeria, quattro autovetture danneggiate: non è escluso il dolo

Repubblica (6 novembre): M5s, i primi candidati in corsa per le Regionarie in Lombardia: incognita Buffagni. Non hanno ancora comunicato le loro intenzioni, invece, oltre a Buffagni, Silvana Carcano (ex candidata alla presidenza, che dovrebbe rimanere in Regione)