Considerazioni generalissime sul voto in Abruzzo

Il test delle elezioni regionali in Abruzzo ci offre alcuni spunti di riflessione. Mi limito ad uno sguardo d’insieme.

Il centrodestra unito è fortissimo (ma sappiamo che il caso Abruzzo non è indicativo di una ritrovata unità), il Movimento 5 Stelle è in caduta libera (Di Maio non regge il confronto con Salvini, che lo sta cannibalizzando), il centrosinistra ha ottenuto un risultato apprezzabile (fa tuttavia impressione la percentuale di voti del Partito Democratico).

Per risalire la china e contrastare l’avanzata dell’astro nascente Salvini e dei suoi valori di riferimento che sono molto lontani dai miei ritengo necessario un cambio di passo.

Basta con le vecchie maniere, con i metodi che potevano andare bene in passato ma che oggi non hanno più presa!

Bogani: leader della nuova Lega o agente per conto terzi?

La crisi scoppiata nella Lega di Paderno Dugnano mi ha sorpreso e impressionato. Non sono in grado di darne un giudizio compiuto, perché sono un osservatore esterno. Registro semplicemente i fatti e mi pongo alcune domande.

Via Bellerio ha tentato maldestramente di derubricare quanto accaduto a “normale dialettica politica”. Niente di meno corrispondente al vero. Lo scontro tra le parti va ben oltre la contrapposizione di opinioni e strategie.

Si tratta di un assalto a Fort Apache da parte di forze esterne che hanno agito con scaltrezza e determinazione. C’è un piano che con tutta probabilità è stato messo a punto da tempo e che ora è in fase attuativa.

Qualcuno ha curato minuziosamente i rapporti con il livello provinciale della Lega, lasciando intravedere appetibili risultati che non potrebbero essere raggiunti con la gestione di Rodolfo Tagliabue.

Di qui la scelta del colpo di mano.

Mi chiedo chi sia lo stratega che guida il processo in corso. E’ Bogani, che finora non ha dimostrato doti di leader ma si è generalmente comportato da fedele collaboratore di Alparone? Oppure il regista è l’ex sindaco e attuale consigliere regionale che sarebbe interessato (in questo tempo di rapidi trasformismi) a ridefinire il centrodestra spostando il baricentro verso Salvini? O ancora l’organizzatore di queste grandi manovre siede in Via Bellerio, se non addirittura più in alto in gerarchia, e sta mettendo in atto un piano espansivo ai danni di Forza Italia?

Comunque sia, in questa aspra controversia non riesco a vedere nulla di positivo. Mi sembra una lotta di potere, di cui Paderno Dugnano potrebbe fare le spese.

Almeno una lacrima

Almeno un sussulto, un senso di vuoto… l’avete provato di fronte alla notizia di ieri dei migranti morti nell’ennesimo naufragio? Almeno una lacrima ha bagnato le vostre guance in questa stagione brutale di indifferenza e insensibilità?

Papa Francesco oggi all’Angelus:

Penso alle vittime, naufraghi nel Mediterraneo. Cercavano un futuro per la loro vita. Vittime, forse, di trafficanti di esseri umani. Preghiamo per loro e per coloro che hanno la responsabilità di quello che è successo.

“Ave o Maria…”.

Al nord la #Lega di #Salvini non convince

Qualche giorno fa un sondaggio riservato aveva lanciato l’allarme per la perdita di consensi alla Lega nelle aree produttive del nord.

Oggi sul Foglio l’ex Governatore della Lombardia ed ex segretario della Lega Nord Roberto Maroni ha firmato un editoriale che solleva più di un dubbio sulla linea Salvini…

A Paderno Dugnano che cosa pensano i leghisti? Stanno con il “capitano” Salvini o sotto sotto pensano che Maroni abbia ragione?

Il segretario cittadino della Lega Rodolfo Tagliabue si riconosce nelle politiche messe in atto dal governo gialloverde o preferirebbe qualcosa di diverso?

Le divise di #Salvini e l’inconsistente opposizione

Graffito di Cristina Meyer, Milano, Naviglio Grande (Il Giornale, 8/10/2018)

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che in passato era diventato famoso per le sue felpe, ora sfoggia divise e giubbotti di Polizia, Vigili del Fuoco e altre forze

A me dà fastidio. Più dei selfie a ripetizione con la Nutella, l’arancino, il cannolo siciliano, il sandwich…

Non riesco a capire come mai così tante persone si riconoscano politicamente in Salvini o siano tanto indulgenti con lui da lasciargli passare tutto.

I pecoroni, i grossolani, i volgari – si sa – sono numerosi e in Salvini hanno trovato il leader convincente.

Ma gli altri dove sono?!

Comincio a pensare che abbiano grave colpa quanti non sono d’accordo con Salvini, eppure non fanno nulla per contrastarlo e metterlo fuori gioco.

Il dovere di non esserci

Sui social si è scatenata un’eco ironica intorno alla campagna mediatica #LuiNonCiSara, lanciata dalla Lega.

Avvenire sintetizza così: A Roma l’8 dicembre. Il raduno della Lega con campagna social sui «non invitati»

Colgo l’occasione per proporre una riflessione.

Chi, come me, si riconosce nella Chiesa Cattolica non può nicchiare, fingere di non vedere o giocare col fuoco. Deve scegliere se stare con le parole liberanti del Cristo o con gli slogan cinici e cattivi di Salvini.

Credo che sia scoccata l’ora di abbandonare la ritrosia e di scendere in campo con coraggio e determinazione contro la logica anticristiana del leader della Lega che nei suoi discorsi fa riferimento spesso al “buon Dio”, ma evidentemente mostra di non conoscere l’ABC del messaggio biblico.

Penso che il fascino di Salvini su tanti, troppi cattolici si fondi su una malintesa fede cristiana a cui mancano i fondamenti basilari della tradizione biblica e teologica.

Vale la pena di richiamare il monito del teologo luterano Bonhoeffer, ucciso dai nazisti nel 1945: “Solo chi grida per gli ebrei può cantare il gregoriano“. Solo chi alza la sua voce contro l’ingiustizia, può annunciare il Vangelo.

Cattolici: dietro al pifferaio o alla riscoperta delle radici autentiche?

C’è chi giura sul vangelo e, agitando la corona del rosario, attira una parte non indifferente (ma certamente non troppo consapevole) del voto cattolico.

Io preferisco riscoprire le radici autentiche del cattolicesimo sociale e politico, come per esempio Giuseppe Toniolo di cui sabato un convegno in Università Cattolica ricorderà il centenario della morte.

Sir (20 novembre):  Anniversari / Cattolici e politica: mons. Sorrentino, “oggi rischiamo l’irrilevanza”. Toniolo “uomo di sintesi” che ha saputo “intuire il futuro”

Cattolica News:  L’altra economia di Giuseppe Toniolo. A cent’anni dalla morte, un convegno ripercorre vita e pensiero dello studioso pisano, tra i promotori dell’idea di un’università cattolica in Italia. Un pioniere che rilesse in modo nuovo la società del suo tempo alla luce del principio del bene comune


Lega mangiatutto: a #PadernoDugnano che fine farà Forza Italia?

Gli ultimi sondaggi confermano le emorragie di consensi da Forza Italia alla Lega e addirittura parlano di Movimento 5 Stelle cannibalizzato da Salvini.

Il dato nazionale che effetti produce sul piano locale?

L’ex sindaco e attuale consigliere regionale Marco Alparone cercherà con la sua popolarità di arginare le perdite per Forza Italia. Riuscirà nell’intento? E le correnti interne a Forza Italia troveranno l’accordo che negli ultimi mesi ha mostrato incrinature?

Razzismo, violenza e buonsenso

Spunti di riflessione in questo nostro tempo a tinte forti.

Su Nigrizia l’antropologo Marco Aime mette in guardia: Il sentire comune è la maschera del neo-razzismo

Redattore Sociale dà voce alla preoccupazione: Affido condiviso, centri antiviolenza mobilitati: “Il ddl Pillon è pericoloso”

Ma… non esiste un’altra destra oltre a quella salviniana?

La proposta viene da Filippo Rossi (direttore artistico del festival Caffeina Cultura) sul Foglio del 23 ottobre: Manifesto per una nuova destra

Di questo si è parlato il 27 ottobre a Viterbo: Viva l’Italia – Discorsi per un’altra politica

 

 

 

La lezione che giunge dalla Baviera, dal Belgio e dal Lussemburgo

L’exploit elettorale dei Verdi in Baviera, ma anche in Belgio e Lussemburgo merita attenzione, se non altro perché si tratta di un fenomeno inatteso che costituisce un argine al dilagare di sovranismo ed euroscetticismo.

Mi sembra interessante l’analisi del sito il Post (15 ottobre): Perché i Verdi sono andati così bene in Baviera. E perché il loro successo non sembra temporaneo

Quale lezione possiamo ricavare?

Anzitutto che si può fermare l’avanzata travolgente dei vari Salvini, Orban & C. Non tutto è compromesso; anzi, è possibile un effetto reattivo di proporzioni significative.

In secondo luogo, servono anche in Italia energie nuove, giovani e fresche… libere da certe rigidità, eppure portatrici di un messaggio forte e determinato.

Infine: per cambiare occorre abbandonare lo sguardo rancoroso e dimostrare di amare sinceramente e con passione la Terra e i suoi abitanti.

Good luck, Italy! Good luck, Europe!