Acli Cinisello, incontro giovani sul Referendum (anche online)

Segnalo l’iniziativa della Pastorale Giovanile di Cinisello Balsamo in collaborazione con le Acli (disponibili in presenza 30 posti, altrimenti è possibile seguire attraverso il canale YouTube).

Le Acli Milanesi inoltre hanno diffuso un documento in vista del prossimo referendum costituzionale: Oltre la banalità apparente del referendum sulla riduzione dei parlamentari

Radicali: raccolta firme per otto proposte di legge

Ricevo da Gianni Rubagotti (segretario dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale ‘Myriam Cazzavillan’) il seguente comunicato stampa:

8 firme a Paderno Dugnano per continuare le lotte di Tortora e Pannella

Parte a Milano e negli altri capoluoghi lombardi la campagna di raccolta firme sulle 8 proposte di legge di iniziativa popolare sulla giustizia giusta e non solo del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito che continuano le battaglie che furono di Enzo Tortora.

Nella ex-provincia di Milano si potrà firmare a Paderno Dugnano in via Grandi 15 dal lunedì al venerdì dalle 8:15 alle 12:15.

Le 8 proposte di legge riguardano:

1. Modifica dell’articolo 79 della Costituzione in materia di concessione di amnistia e indulto.
L’amnistia e l’indulto sono necessari per riportare l’Italia nella legalità della sua Costituzione e davanti all’Europa. Il quorum di 2/3 del Parlamento dal 1992 rende impossibili questi provvedimenti.

2. Revisione del sistema delle misure di prevenzione e delle informazioni interdittive antimafia di cui al D.lgs. n. 159 del 6 settembre 2011.
Per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema economico senza distruggerlo, per salvaguardare la continuità aziendale e i posti di lavoro, per prevenire il crimine senza distruggere le vite delle persone, per combattere la mafia senza minare i principi dello Stato di Diritto e i diritti umani fondamentali.

3. Abolizione della possibilità di assunzione di incarichi extragiudiziari da parte dei magistrati.
Per impedire ai magistrati di assumere incarichi incompatibili con l’esercizio efficiente e imparziale delle loro funzioni principali e ordinarie, ovvero quello di amministrare la giustizia «in nome del popolo italiano».

4. Introduzione del sistema elettorale uninominale per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Elezione del parlamento italiano con il sistema elettorale uninominale secco come quello anglosassone: piccoli collegi per assicurare la relazione tra l’eletto e il territorio; chi prende più voti è eletto.

5. Disposizioni in materia di libertà e diritto di informazione e di servizio pubblico radiotelevisivo.
Il servizio radiotelevisivo pubblico assicura il diritto alla conoscenza dei cittadini. Cancellazione del monopolio della Rai e sua messa all’asta con gare distinte nazionali e locali, anche per rilancio emittenza locale. Effettiva privatizzazione della RAI e abolizione della Commissione parlamentare di Vigilanza.

6. Revisione delle procedure di scioglimento dei Comuni per mafia previste dal T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al D.lgs. n.267/2000.
Per favorire una sana partecipazione popolare alla vita amministrativa delle comunità quale unico antidoto al controllo mafioso sui comuni, per sbarrare davvero le porte dei nostri comuni alle mafie, per una efficace politica antimafia.

7. Riforma del sistema di ergastolo ostativo, del regime del 4 bis e abolizione dell’isolamento diurno.
Come diceva Leonardo Sciascia, la mafia non si combatte con la terribilità delle pene, ma con il diritto. E l’art. 27 della nostra Costituzione afferma che la pena non può essere contraria al senso di umanità e deve tendere alla rieducazione del condannato.

8. Riforma del sistema elettorale per l’elezione dei membri italiani al Parlamento europeo.
Elezione del Parlamento europeo con un collegio unico nazionale con sistema proporzionale puro per garantire la rappresentanza di tutte le forze politiche e un dibattito nazionale sulle istituzioni e europee.

Si può firmare entro il 31 ottobre e sono in preparazione volantinaggi informativi di fronte all’ufficio comunale.

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L’Associazione per l’Iniziativa Radicale ‘Myriam Cazzavillan’ è la associazione che nel 2017 si è presa carico della promozione delle attività del Partito Radicale a Milano e in altre zone della Lombardia contribuendo al raggiungimento delle 3000 iscrizioni lo stesso anno.
web: iniziativaradicale.wordpress.com
Twitter: @AirCazzavillan
Facebook: Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”

Casati: csx campo ampio, leader Renzi, per il governo sto con Franceschini

L’on. Ezio Casati commenta sul proprio sito i risultati del referendum lombardo e del voto in Sicilia, guardando alle prossime elezioni politiche (le indiscrezioni apparse su Il Giornale lo danno per candidato alla Camera).

Di argomenti rilevanti in questo ultimo periodo ce ne sono veramente tanti, dal referendum lombardo, la votazione di questi giorni del Consiglio Regionale che ha sancito, quasi all’unanimità, la richiesta da presentare al Governo in merito alle competenze aggiuntive, al voto in Sicilia.

Caro Maroni, lascio agli atti un referendum inutile su una materia che ha visto poi la convergenza dei maggiori partiti di maggioranza e di opposizione. Si potevano, però, risparmiare oltre 50 milioni. Come avevo detto saranno il prossimo Parlamento e il prossimo Consiglio Regionale ad occuparsene, si poteva partire prima e avere già incassato il risultato tre anni fa.

Passiamo alle elezioni siciliane, non lo ritengo un test nazionale perché la Sicilia è di destra e Crocetta vinse grazie alle divisioni di quel campo, voglio però riassumere il mio pensiero. Il centrosinistra ha perso, il PD ha tenuto il risultato insufficiente del 2012 e ha perso. Abbiamo perso con una persona gentile come il rettore Micari, ha invece vinto la destra degli impresentabili. Ed infatti il giorno dopo è scattato il primo arresto di un componente appena eletto nelle liste del UDC. Un ottimo risultato per il candidato del M5S, perdente nonostante i proclami di vittoria del suo leader in pectore Di Maio. I grillini hanno ottenuto un grande consenso anche grazie alle promesse, “gli abusi vanno abbattuti ma ci sono abusi di necessità”, il reddito di cittadinanza che fiorisce in un terreno fertile arato di politica assistenziale. Della serie: “non cercare più il lavoro io ti dò l’assegno mensile”.

E il centro sinistra? Abilissimo a farsi male, diviso e disordinato non poteva che perdere. Cosa ci insegna il voto siciliano? Soprattutto che bisogna fare ogni sforzo perché il campo sia ampio, il più ampio possibile in un progetto che deve garantire governabilità. Ce lo chiede il buonsenso e la nuova legge elettorale. Io condivido il pensiero del Ministro Dario Franceschini, la nuova legge formula l’indicazione del leader di partito, e questo non può essere che il nostro Segretario Matteo Renzi. In un secondo tempo, dopo le elezioni, si individuerà la miglior figura da indicare come leader della coalizione, è chiaro che il risultato elettorale è uno dei criteri della scelta.

Adesso bisogna impegnarsi per vincere le elezioni e ricordare agli italiani che sappiamo governare e farlo bene e che dall’altra parte ci sono il populismo dei 5stelle e la politica del centrodestra. Non quello che ci vuole far intendere il “riesumato” Berlusconi, e cioè: quello di una coalizione moderata. Di moderato c’è poco, ci sono gli estremismi della Lega e la destra estrema di Fratelli D’Italia.

Occorre rilanciare la nostra proposta che parla a chi non vota più e che merita di essere ricoinvolto ed ascoltato. Occorre farci comprendere e far comprendere che la buona politica sta dalla nostra parte, dalla parte della gente comune e dalla parte della piccola impresa, dalla parte dei lavoratori e dalla parte dei pensionati, ma soprattutto dalla parte di quei giovani che ci guardano con diffidenza, noi tifiamo e scommettiamo per loro.

Facciamo capire che stiamo dalla parte degli Italiani e non possiamo essere dipinti come quelli che pensano solo agli stranieri. Certo, uno dei nostri valori è fare accoglienza verso chi ha bisogno di aiuto (ma che rispetta le nostre regole e le nostre tradizioni), ma la nostra prima missione è quella di aiutare i nostri cittadini!

(Milano, 8 novembre 2017)

Nell’ultima parte del testo rilevo un certo imbarazzo sul tema stranieri. Con l’aria che tira… un po’ di retorica destrorsa non guasta. Di solito però queste operazioni non funzionano: tra l’originale e la copia l’elettore in genere preferisce il primo.

#M5S #PadernoDugnano: i consiglieri comunali Abbati e Cezza si autosospendono

Dal profilo facebook di Achille Cezza, consigliere comunale (“portavoce” nel linguaggio specifico) del Movimento 5 Stelle, riprendo una dichiarazione firmata Cezza-Abbati:

AUTOSOSPENSIONE

Se aver dichiarato di astenerci al referendum consultivo del 22 ottobre verrà considerato un errore perché contrario ai principi del M5S non esiteremo a dimetterci dal nostro ruolo di portavoce della lista di Paderno Dugnano. In attesa di un pronunciamento ci auto-sospendiamo.

Ecco la lettera inviata ai probiviri

Alla C.A. del Collegio dei Probiviri del Movimento 5 Stelle

Siamo Emiliano Abbati e Achille Cezza, portavoce, M5S nel Consiglio Comunale del comune di Paderno Dugnano (Mi).

Nei giorni scorsi, alcune nostre considerazioni, personali, pubblicate su Facebook, poi parzialmente riprese da un quotidiano locale, (vedasi link allegato) in merito al referendum lombardo, hanno indignato molti attivisti e portavoce della zona, nessuno dei quali appartenenti al gruppo di Paderno di Dugnano, in quanto ci sarebbe stata, secondo alcuni, una nostra palese indicazione ad astenersi dal voto in occasione del referendum regionale tenutosi in data 22 ottobre 2017. Indicazione considerata contro i principi del Movimento.

Successivamente ai nostri post personali, nessuno degli attivisti del gruppo di Paderno Dugnano, regolarmente coinvolti come da prassi, ha espresso contrarietà alla nostra scelta o ci ha accusati di scarsa trasparenza e\o coinvolgimento. Anzi, molti hanno hanno manifestato aperta condivisione rispetto alla nostra scelta.

Abbiamo anche tentato di aprire un dibattito, con gli attivisti e portavoce al di fuori del nostro comune, sulle differenze tra questo referendum e tutti i precedenti, ma ciò si è reso impossibile perché l’attenzione si è spostata sul fatto che “un portavoce che si astiene si deve dimettere” facendo finire in secondo piano tutti i temi che avevamo proposto in vari interventi su FB.

Crediamo che nel M5S ci debba essere sempre spazio per pensare ed evitare che si faccia tutto in modo automatico: andare a votare solo per il fatto che, come dicono in molti “un vero pentastellato va sempre a votare”, ci sembra riduttivo.

Premesso quanto sopra, riteniamo fondamentale che tale nostro comportamento, qualora lo riteniate scorretto o in contrasto con le regole e i principi del M5S, da noi assunti all’atto della candidatura, sia oggetto di vostra attenta valutazione e\o di vostri provvedimenti nei nostri confronti, anche allo scopo di evitare possibili ripercussioni negative nei confronti del Movimento e\o pretestuose polemiche interne allo stesso.

In attesa di un vostro pronunciamento ci auto-sospendiamo temporaneamente dal ruolo di portavoce, per non nuocere all’immagine del M5S.

Cordialmente

Emiliano Abbati
Achille Cezza

Allegato: articolo Il Giorno 21 ottobre

 

Insalata mista di politica padernese

Sul Notiziario (da oggi in edicola) leggo che l’ex assessore Angelo Salgaro, estromesso dalla Giunta il 14 marzo 2013 (vedi comunicato ufficiale e commento di Carlo Arcari), è tornato sul palcoscenico politico padernese, manifestando contro il Sindaco Alparone per le incertezze dimostrate sul tema migranti. Salgaro rimbrotta anche la Lega per la debolezza delle critiche mosse al Sindaco.

Da Facebook apprendo che anche l’ex candidato Sindaco M5S Emiliano Abbati esprime dissenso nei confronti del Referendum del 22 ottobre e delle modalità con cui i consiglieri regionali grillini lo hanno approvato senza ascoltare la base.

Sempre sul Referendum di domenica prossima Alberto Manzoni rende nota la propria incertezza:

Dal momento che dopodomani siamo invitati a votare in Lombardia per il referendum indetto dalla Regione, mentre in qualche occasione elettorale negli anni scorsi ho cercato, insieme con altri, di promuovere qualche iniziativa che aiutasse a scegliere con la maggiore consapevolezza possibile, in questa circostanza i molti impegni non me l’hanno consentito. Penso che ciascuno abbia trovato modi e forme per farsi un’opinione; personalmente non ho partecipato alla campagna elettorale e non sono a priori schierato con questo o quel partito; e sono tuttora in dubbio fra la scheda bianca e l’astensione. Ho trovato molto interessante per la mia scelta personale l’allegato articolo, che mi hanno girato qualche giorno fa e che mi permetto di proporvi. Lo so che siamo “sotto” con la data, come detto avrei voluto fare qualcosa ma il periodo è stato particolarmente intenso (ormai, in quale stagione non lo è, salvo che forse in agosto?). Leggerò volentieri eventuali vostre osservazioni.

L’on. Ezio Casati ha già dichiarato che non andrà a votare. Sul proprio sito internet rilancia un approfondimento non di parte preparato dall’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Bergamo.

Annoto una curiosità: il sito della lista civica Paderno Dugnano Cresce è fermo a 13 mesi fa (settembre 2016). Comunicano un po’ di più con Facebook e Twitter, ma il sito oggettivamente appare un po’ pietrificato

Del resto, le altre forze politiche del centrodestra padernese sono piuttosto assenti sul versante della comunicazione. Torneranno attive non appena la campagna elettorale entrerà nel vivo.

PS: Ma che bravi quelli che hanno affisso in tutta la città i manifesti del FIRMA DAY per salvare il parco di via Gorizia!!!

 

Discutibile, discutibilissimo referendum

Più ci si avvicina alla data fatidica del 22 ottobre più mi pare inconsistente il referendum consultivo voluto da Maroni, centrodestra e 5 stelle.

Agenzia SIR (17 ottobre): Referendum Veneto e Lombardia: cosa c’è da sapere

Repubblica Milano (17 ottobre): Referendum Lombardia, cresce il partito dell’astensione: finanzieri e politici, ecco chi non vota

Corriere della Sera (17 ottobre): La posta in gioco dei referendum
Lombardia e Veneto, le cifre e il voto

Il Giorno (17 ottobre): Referendum autonomia, Gori: rischio effetto boomerang per la Lombardia

Blog di Giorgio Cremaschi / The Huffington Post (17 ottobre): Quanto conterà l’esito del referendum del 22 ottobre?

Achille Cezza (M5S): il referendum è un grande bluff, io non vado a votare

Achille Cezza, consigliere comunale M5S (più propriamente “portavoce”) ha pubblicato su facebook la seguente dichiarazione in merito al Referendum Consultivo del 22 ottobre. Rilancio il suo pensiero come occasione di riflessione.

IL GRANDE BLUFF

Salvini – la Lega – il referendum.
Sono spesso d’accordo con Grillo, come nell’ultimo post sulla Lega e Salvini. Mi chiedo solo come mai quando alcuni attivisti hanno protestato perchè secondo loro i 9 portavoce in Lombardia sono cascati bellamente nel GRANDE BLUFF della Lega Nord, non sono stati ascoltati?
Un riepilogo di quanto successo:
– La lega Lombarda voleva proporre un referendum consultivo (senza quorum) ma per poterlo fare aveva bisogno del 2/3 del consiglio regionale lombardo.
– I 9 portavoce lombardi del m5s hanno accettato di votare con dei cambiamenti e richiedendo il voto elettronico.
– Questa decisione, che ovviamente ha un peso politico enorme in quanto il voto M5S era determinante, è stata presa senza consultare la base (e all’epoca esisteva ancora il Meet up come eventuale strumento di consultazione con la base);
– Altro elemento non considerato, e che tutti omettono, è che la decisione di indire questo referendum parte dall’alto e non dal basso, senza una raccolta firme e senza una richiesta (e proposta di modifica) nata dalle associazioni (come nel’unico caso, ovvero del referendum Trivelle);
– Tra gli attivisti lombardi ci fu una forte spaccatura; quelli che attualmente sono attivi nel gruppo di Paderno Dugnano si opposero fortemente alla scelta dei regionali: alcuni firmarono una lettera di espulsione, altri (me compreso) diedero più forza alla campagna di richiesta delle RICONFERME (promessa nel momento delle elezioni regionali e mai realizzata nonostante la lettera inviata allo staff)
ERA IL 2015!!!
Era il momento di affrontare di petto IL METODO interno e non le questioni altrui, di costruire qualcosa di condiviso.
Invece all’interno è prevalsa la linea della giustificazione a qualsiasi azione dei portavoce, la linea del “SIA”;
mentre all’esterno abbiamo usato parole come “onestà, partecipazione, democrazia diretta”.
Oggi è il 2017! La lega era ed è un bluff!
Il referendum e il metodo utilizzato dai nostri 9 è un bluff.
Io il 22 me ne sto a casa… tutto il resto è UN GRANDE BLUFF.