Democrazia a perdere? Dipende da noi

Nei giorni scorsi sul blog Qui Paderno Dugnano Ottorino Pagani ha pubblicato una riflessione sulla crisi del sistema democratico a livello “provinciale”: Verso le “Istituzioni Marziane”: Cristo si fermerà su Marte. Democrazia e Città metropolitana

In generale, a due mesi dalle elezioni politiche e regionali, credo che sia importante recuperare lo spirito della partecipazione democratica (che oggi sembra smarrito). Utile in questa prospettiva rileggere il Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella.

Mi spiace doverlo riconoscere, ma il grado di partecipazione alla vita politica (cioè alla gestione comune della pòlis) è veramente ridotto. Non è il momento, ora, di cercare le responsabilità di questo stato di cose; resta, però, la preoccupazione.

La maggior parte degli elettori appare disinteressata e delusa.

Molti non partecipano neanche più al voto. Quelli che ancora lo fanno… spesso pensano che la democrazia si riduca alla scelta depositata nell’urna elettorale: “Io ti delego, tu fai… La prossima volta, se il tuo operato non mi piace, non ti voterò più”.

Questa visione è profondamente distorta e conduce alla sterilizzazione della vita democratica. Perché democrazia non è mai delega, neanche quando assume la forma indiretta della rappresentanza.

Continuiamo, dunque: la strada è faticosa ma va percorsa.

Ampliamento Carrefour e variante RE3: partecipazione (quale?), diritti (di chi?)

Per il mese di settembre l’agenda politica padernese prevede due temi caldi: l’ampliamento della galleria del Centro Commerciale Brianza e l’ambito residenziale RE3. I lettori più assidui sanno a cosa mi riferisco, gli altri lo metteranno a fuoco nei prossimi giorni.

Intanto vi propongo tre riflessioni, scritte in tempi diversi da Ottorino Pagani sul blog Qui Paderno Dugnano.  Apparentemente possono sembrare ragionamenti teorici e sganciati dalla fattualità concreta; sono invece approfondimenti utili per capire che cosa sta succedendo oltre la cronaca di superficie.

Che cosa si intende con partecipazione popolare? Può una sola assemblea pubblica essere considerata un adeguato strumento di confronto con la cittadinanza?

E quando si parla di diritti acquisiti (lo fa per esempio la Giunta padernese relativamente ai diritti edificatori RE3), si fa riferimento a titoli di spettanza di poche persone, mentre occorrerebbe non dimenticare il quadro generale del bene comune…

Di seguito i tre post di Ottorino Pagani: