Imparare a pregare al tempo del coronavirus

Questa preghiera proposta da padre Giuseppe Bettoni su Avvenire del 19 marzo scorso mi piace. Per questo mi permetto di condividerla con voi, pensando che sia sempre utile scoprirsi vicini a chi soffre.

PREGHIERA PER COLORO CHE MUOIONO IN QUESTE ORE
Signore, mi rivolgo a te,
con il cuore gonfio di dolore per la morte di Nome.
Non mi è dato di rivolgere al suo corpo un ultimo saluto,
né posso dargli un ultimo sguardo per salutarlo.
Ti prego per lui/lei:
non sappiamo come gli/le hai parlato
nel profondo della sua coscienza,
ma certi del tuo amore
ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto per lui/lei.
Ora ti prego di accoglierlo/la presso di te,
donagli quella pace che qui con noi ha appena assaporato,
riempilo di quell’amore che con noi ha condiviso,
avvolgilo della tenerezza con cui lui/lei ha sostenuto noi.
Dona anche a me e a noi tutti
di continuare a fidarci di te giorno dopo giorno,
nonostante la tristezza della separazione
dagli affetti che costruiamo a fatica nella nostra vita.
Li affidiamo a te, amante della vita,
Signore del tempo che vivi per sempre.
Amen.

p. Giuseppe Bettoni,
presidente e fondatore della Fondazione Arché

Inizia la primavera, ma nei cuori è inverno

Da oggi – equinozio astronomico – è primavera, ma il tempo interiore che stiamo vivendo è cupo. Andiamo verso un incremento dei contagi e delle morti, con conseguenti preoccupazioni, ansie, timori, incertezze…

38 casi oggi a Paderno Dugnano, mentre il telegiornale ci informa che la Protezione Civile manderà 300 medici in Lombardia…

Rispettiamo le regole, custodiamoci a vicenda con l’affetto e l’amicizia. Anche con la preghiera per chi è credente.

Non cediamo a comportamenti isterici. Serve pazienza, determinazione.

Fiato lungo.

Pilastrello aperto domenica 17 settembre

Ricevo da Luciano Bissoli (Presidente della Compagnia del Pilastrello) la seguente comunicazione:

Pilastrello, tra fragilità e ritorno alla vita

Segnalo che prosegue al Pilastrello l’esposizione della gigantografia del dipinto di Jacob Jordaens, la Sacra famiglia ritorna dall’Egitto su una barca,
che presentiamo come simbolo e ispirazione per una corretta comprensione dell’istinto dell’uomo di spingersi oltre.
Sarà toccante rivedere nel dipinto un barcone su cui Cristo, Maria e Giuseppe, viaggiano sulle rotte dei profughi di oggi.
Passato, memoria e drammatica attualità!
In questa occasione proporremo ai visitatori alcune intense poesie sul tema degli immigrati composte qualche anno fa da padre Umberto Marin, parroco a Pinzano e a Milano alla Madonna del Carmine. La manifestazione si concluderà con la preghiera per gli immigrati di papa Francesco.
Vi aspettiamo a cuore aperto.
Luciano Bissoli

#PadernoDugnano: l’Arcivescovo, la chiesa piccola e il primato della preghiera

Dal sito della Comunità pastorale di Dugnano – Incirano – Calderara riprendo l’articolo del parroco don Luca Andreini, sulla visita di Mons. Mario Delpini al Monastero Francescano (piazza S.Francesco – via Serra):

Lunedì 4 settembre il nostro nuovo Arcivescovo, mons. Mario Delpini, sarà nella nostra Comunità a celebrare la S. Messa alle ore 7.30 presso il Monastero TOR.

Tutti coloro che desiderano accogliere l’Arcivescovo e pregare con lui possono partecipare, tenendo presente però che la cappella del monastero non è molto grande e che l’Arcivescovo subito dopo la Messa si sposterà in un’altra chiesa.

Mons. Delpini infatti ha dedicato questa estate a un “pellegrinaggio personale”. Ha visitato moltissime chiese in ogni zona della Diocesi (soprattutto quelle dedicate alla Madonna) per pregare per il suo ministero e per l’intera diocesi.

Con questa sua scelta l’Arcivescovo ci offre già un insegnamento molto forte: il primato della preghiera! Non ha scelto di visitare le comunità per parlare, predicare, dare indicazioni operative e nemmeno per conoscere, salutare, verificare… l’Arcivescovo ha percorso la Diocesi solo per pregare, nella convinzione che il suo ministero e la vita della Chiesa sono nelle mani di Dio, sgorgano da Dio e solo Dio può donare fecondità e luce.

Anche noi cristiani corriamo il rischio di mettere tutta la nostra fiducia nell’organizzazione, nelle strutture, nelle molte cose da fare e nelle troppe parole da dire e da sentire. Forse nemmeno noi cristiani crediamo più che l’opera più preziosa e più potente a cui possiamo dedicarci sia la preghiera.

L’Arcivescovo si presenta anzitutto come un uomo che prega. E noi gli siamo grati per questo insegnamento!

don Luca