Il gesto di Francesco interpella anche noi a #PadernoDugnano

Se Papa Francesco non ci avesse abituato a gesti eclatanti e fuori dal protocollo, diremmo che il bacio dei piedi ai leader del Sud Sudan è clamoroso.

In un tempo non troppo lontano era il Papa che riceveva come omaggio il bacio della “sacra pantofola”. Adesso è lui che implora la pace piegandosi di fronte a politici che hanno gravi responsabilità sulle spalle.

Che cosa significa questo per noi che viviamo a Paderno Dugnano?

Mi vengono in mente tre pensieri:

  • La comunità locale di Paderno Dugnano non può vivere chiusa in sé stessa, ma deve sentirsi parte di una storia più ampia che è provinciale, regionale, nazionale, europea e mondiale. Ciò che accade al di fuori dei nostri confini ci riguarda! Esiste, infatti, una dimensione della politica locale che negli ultimi anni è stata totalmente disattesa, e cioè l’apertura del nostro “piccolo mondo” alla realtà che si trova al di fuori dei nostri confini territoriali.
  • La ricerca della pace esige il superamento degli equilibrismi e delle mezze parole che non scontentano nessuno. Occorre andare oltre e parlare al cuore delle persone, suscitando un moto di umanità capace di avviare percorsi nuovi. La pace è sempre qualcosa che si osa, lasciando da parte calcoli e previsioni di opportunità.
  • L’impegno per la pace coinvolge chiesa e politica, anzi chiese/comunità religiose diverse (perché il processo è ecumenico e interreligioso) e persone/forze politiche con l’obiettivo comune di conseguire il bene della popolazione.

Cattolici padernesi: priorità e scelte per il futuro

Nei giorni scorsi ho pubblicato una riflessione rivolta ai cattolici della nostra città. Riprendo l’argomento, segnalando un paio di spunti che mi sembrano di particolare attualità.

Il primo stimolo viene dai Gesuiti.

Aggiornamenti Sociali (19 febbraio): Padre Sosa annuncia le priorità dei gesuiti per i prossimi anni

La Stampa – Vatican Insider (19 febbraio): Gesuiti, Papa Francesco approva le quattro “Preferenze apostoliche universali”

Il secondo spunto viene dai professori di Scienze Religiose toscani:

La parola cresceva (19 febbraio): Una lettera sulla responsabilità politica

Rifondazione morale della politica

Ieri il sito di Famiglia Cristiana ha pubblicato nella rubrica L’angolo della speranza una riflessione che considero importante: «Politica: la tentazione di liquidare tutti è forte. Eppure bisogna reagire».

Consiglio di leggere e, dopo, di agire.

Non è stupido criticare aspramente la politica ed evitare di impegnarsi in prima persona per cambiare la situazione in meglio?

Per cambiare le cose serve una reazione positiva di tanti.

Si avvicina il centenario dell’appello di don Sturzo “Ai liberi e forti”

Il prossimo 18 gennaio ricorre il centenario dell’appello sturziano “Ai liberi e forti”, da cui nacque il Partito Popolare (forma organizzata di partecipazione dei cattolici alla vita politica dopo la stagione del Non Expedit).

In preparazione a questo centenario si vedono i primi approfondimenti tematici. Lo scorso 13 dicembre presso ANCI Lombardia si è tenuta una Tavola Rotonda sul tema Elogio dei liberi e forti. La responsabilità politica dei cattolici (vedi saluto di Virginio Brivio e relazione di Enzo Balboni).

Tavola Rotonda del 13 dicembre 2018 presso Anci Lombardia

Una buona domanda

C’è un criterio, secondo me, che permette di riconoscere il buon politico, il bravo prete e, in generale, l’educatore significativo:

Chi e che cosa hai fatto crescere intorno a te? Hai saputo far emergere nuove e valide individualità, capaci di arricchire la comunità o le hai soffocate con la tua presenza ingombrante?

Il buon politico, il bravo prete e il valido educatore generano e fanno crescere.

Sono “auctoritates” (dal latino augeo, accrescere).