Il gesto di Francesco interpella anche noi a #PadernoDugnano

Se Papa Francesco non ci avesse abituato a gesti eclatanti e fuori dal protocollo, diremmo che il bacio dei piedi ai leader del Sud Sudan è clamoroso.

In un tempo non troppo lontano era il Papa che riceveva come omaggio il bacio della “sacra pantofola”. Adesso è lui che implora la pace piegandosi di fronte a politici che hanno gravi responsabilità sulle spalle.

Che cosa significa questo per noi che viviamo a Paderno Dugnano?

Mi vengono in mente tre pensieri:

  • La comunità locale di Paderno Dugnano non può vivere chiusa in sé stessa, ma deve sentirsi parte di una storia più ampia che è provinciale, regionale, nazionale, europea e mondiale. Ciò che accade al di fuori dei nostri confini ci riguarda! Esiste, infatti, una dimensione della politica locale che negli ultimi anni è stata totalmente disattesa, e cioè l’apertura del nostro “piccolo mondo” alla realtà che si trova al di fuori dei nostri confini territoriali.
  • La ricerca della pace esige il superamento degli equilibrismi e delle mezze parole che non scontentano nessuno. Occorre andare oltre e parlare al cuore delle persone, suscitando un moto di umanità capace di avviare percorsi nuovi. La pace è sempre qualcosa che si osa, lasciando da parte calcoli e previsioni di opportunità.
  • L’impegno per la pace coinvolge chiesa e politica, anzi chiese/comunità religiose diverse (perché il processo è ecumenico e interreligioso) e persone/forze politiche con l’obiettivo comune di conseguire il bene della popolazione.

Giornata mondiale della pace: ieri al Santuario di Dugnano

Come ogni anno, ieri alle ore 17 le parrocchie cittadine si sono date appuntamento presso il Santuario dell’Annunciazione a Dugnano per la celebrazione dell’eucaristia nella Giornata mondiale della Pace.

Hanno concelebrato: da sinistra don Simone Arienti, don Giuliano Alberti, don Paolo Boccaccia, il diacono permanente don Andrea Spinelli, don Maurizio Zago (che ha presieduto), don Luca Andreini, don Andrea Sangalli, don Agostino Brambilla.

Un bel momento di Chiesa animato dall’intensa omelia di don Maurizio Zago, ex fidei donum in Zambia e da poco responsabile dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Missionaria, durante la quale ha commentato le letture bibliche e invitato a leggere con attenzione il Messaggio di Papa Francesco. “In un paese non lontano da qui – ha detto poi don Maurizio – un uomo si è rifiutato durante la messa di scambiare la pace con un ragazzo nero… Come è possibile che nella comunità cristiana si manifestino pensieri e atteggiamenti simili?!”.

Al termine della celebrazione, come in passato, è stato consegnato ai partecipanti un ricordo con l’invito ad approfondire la conoscenza della santa / del santo con cui affrontare il cammino nel nuovo anno.

Giornata mondiale della pace: oggi ore 17 al Santuario di Dugnano

Durante l’Angelus Papa Francesco ha ricordato la ricorrenza odierna:

Il santo Papa Paolo VI ha voluto che il primo gennaio fosse la Giornata Mondiale della Pace; e oggi noi celebriamo la cinquantaduesima, che ha per tema: La buona politica è al servizio della pace. Non pensiamo che la politica sia riservata solo ai governanti: tutti siamo responsabili della vita della “città”, del bene comune; e anche la politica è buona nella misura in cui ognuno fa la sua parte al servizio della pace. Ci aiuti in questo impegno quotidiano la Santa Madre di Dio.

Papa Francesco

A Paderno Dugnano presso il Santuario di Dugnano (via Piaggio) alle ore 17 verrà concelebrata una Santa Messa per tutta la nostra Città.


Rubagotti, obiettivo raggiunto: dedicato a Alex Langer il ponte sulla Darsena

Gianni Rubagotti (radicale) informa:

Grazie ad Alessandro Giungi il consiglio comunale di Milano ha votato oggi l’intitolazione a Langer del ponte sulla Darsena. E’ stata la prima iniziativa della Cazzavillan appena fondata e questa proposta fa parte di un accordo più vasto con Giungi. L’intitolazione potrà essere l’occasione di ricordare un federalista europeo che preferiva il federalismo europeo (De Gasperi, Spinelli, Ernesto Rossi…) all’Europa intergovernativa.

Gianni Rubagotti

Vedi dibattito su Radio Radicale: Le armi della nonviolenza? Gli strumenti nonviolenti della politica


Ricordare don Barbareschi per costruire il futuro

«La distinzione fra atei e credenti è una distinzione culturale, la vera distinzione, che trovo nella Bibbia, è quella tra uomo schiavo e uomo libero. Io ho desiderato diventare libero».

Si celebra stamattina a Milano il funerale di don Giovanni Barbareschi, che merita di essere conosciuto e ricordato.

Diocesi di Milano (6 ottobre): Addio a Barbareschi, prete «ribelle per amore»

Avvenire (5 ottobre): Prete partigiano. Morto don Barbareschi, salvò ebrei e antifascisti

Repubblica (5 ottobre): Milano, addio a monsignor Barbareschi: era il prete della Resistenza

Corriere della Sera (5 ottobre) Milano, addio a monsignor Barbareschi il prete della Resistenza

Il Foglio (6 ottobre): Ribelle per amore. Storia di don Giovanni Barbareschi. Prete ambrosiano, partigiano, libero come un’Aquila randagia

Famiglia Cristiana (5 ottobre): Addio a don Barbareschi, uomo libero

Oggi la Marcia #PerugiAssisi: segui la DIRETTA

Diretta sul sito www.perlapace.it

Domenica 7 ottobre 2018

Segui la marcia PerugiAssisi in diretta!

dirette su Rai 3
dalle 8.55 alle 10.25
dalle 13 alle 13.55
dalle 15.35 alle 16.10

Collegamenti e servizi nel corso della giornata su:
Rainews24, Tg1, Tg2, Tg3, TGR, TV2000 ..

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Da dove si riparte?

Da dove si comincia, amici, a ricostruire? / Queste macerie lasciano sgomenti. / Salvini non è che la maschera epifanica / di tanta cattiveria diffusa / che un tempo sguazzava nel limo profondo / e quando usciva alla luce / veniva additata, riconosciuta, respinta, / ora invece ha l’ardire di riscrivere impunemente / galateo e comandamenti. / Da dove si ricomincia, / ora che lo sguardo di troppi è malato / e le forze per reagire / mancano? / Forse dalle grotte, / dagli eremi, / dai banchi di scuola, / dalle cantine nascoste, / dal pensiero vigile fino a notte fonda… / Forse occorre lasciar riposare la terra / come usava un tempo / e avere la pazienza dei sassi / e aspettare / che venga migliore stagione. / O, al contrario, bisogna dannarsi / e bussare a tutte le porte / e chiedere aiuto / e risvegliare gli animi dei timidi / e dei silenti / e tentare insieme / per l’ultima volta / di fondare una città / in cui si provi a vivere da uomini / cioè da fratelli / e sorelle, / città senza l’imperio del cemento / senza interessi di pochi a dettar legge, / città senza confini / che non siano varchi / e ponti e cerniere… / Io credo che sia possibile / evitare l’esito, che oggi sembra scontato, / di questo male / che abbrutisce. / Italia, è ora di tornare ai valori / che ti hanno resa grande / nella cultura, nell’arte, nella generosità, / nella finezza del pensiero e dei sentimenti, / nella fede – umana o divina – che apre / a orizzonti di bellezza / e fraternità / e genio. / Da dove si riparte, compagni?

Berberi a Paderno Dugnano: incontrarsi nell’età della globalizzazione

bandiera berbera

Ho partecipato con piacere in Tilane all’iniziativa promossa dall’associazione Tagdurt (che è attiva anche nella nostra città) La diversità culturale: unità e pluralismo

Uno sguardo vivo sulla realtà della cultura berbera con la partecipazione della dott.ssa Marzia Pontone della Comunità di Sant’Egidio e del docente universitario Prof. Vermondo Brugnatelli  (presidente dell’associazione culturale berbera).

Il dialogo interculturale e interreligioso è step necessario per costruire la pace.