Fac bonum

Mi colpisce su Repubblica di oggi un pensiero (apparentemente semplice) della filosofa ungherese Agnes Heller, che è morta nei giorni scorsi.

Ritengo che questo tema sia di grande importanza soprattutto oggi: perché fare il bene e non il male? perché fare il bene quando non è vantaggioso per me, mentre il male offre opportunità e guadagni? e poi: che male c’è nel fare questo e quello? Eccetera…

Sono domande da prendere sul serio e a cui tentare di dare risposta.

Oggi c’è bisogno di riscoprire la riflessione e l’educazione morale, pur nella diversità dei sistemi etici di riferimento.

Morale, non moralismo.

La difesa è sempre legittima? No. La difesa è legittima se e solo se…

Il consigliere comunale Francesco Boatto, eletto nel 2014 con la civica Paderno Dugnano Cresce di Alberto Ghioni, è passato da qualche mese – senza darne evidenza pubblica – alla Lega. Sul suo canale youtube pubblica la videoregistrazione dell’incontro organizzato lunedì sera da Fratelli d’Italia in Aula Consiliare sul tema “La difesa è sempre legittima”.

Questo slogan è ingannevole.

Basta un esempio estremo per mostrarne la falsità: se uno mi aggredisce con un bastone, non è legittimo che io mi difenda usando una bomba ad alto potenziale di distruzione.

Di seguito ricordo i criteri che la morale cattolica (e non solo) ritiene necessari perché si possa parlare di legittima difesa. Traggo il testo da un articolo del teologo Mauro Cozzoli apparso recentemente su Avvenire:

La Chiesa insegna che «si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza». Esse sono essenzialmente tre. La prima è che il ricorso alla forza sia un estremo rimedio. Questo significa che si devono considerare ed esperire prima i mezzi non violenti e meno violenti di dissuasione e di difesa e che questi «si siano rivelati impraticabili o inefficaci ». La seconda è che l’irruzione e la violenza dell’aggressore siano effettive, in atto e non ipotetiche, presunte o possibili. La terza è che la violenza difensiva deve essere proporzionata: non può essere maggiore e causare più mali di quella aggressiva.

Attenzione! Temo che la diffusione di armi in Italia e una legislazione più favorevole possa portare più guai che soluzioni, più violenza che difesa.

Chirurgia etica

Lavorando nella “scuola media” a stretto contatto con tanti preadolescenti, e osservando alcune ricorrenti dinamiche relazionali o ascoltando le giustificazioni di certi loro comportamenti mi viene da pensare che sia urgente rimettere la riflessione etica al centro delle nostre attenzioni.

Alla stessa conclusione arrivo anche osservando il mondo degli adulti.

C’è bisogno di uscire dall’anarchia dei comportamenti e di ricercare punti di riferimento per quanto possibile condivisi.

Che cosa è giusto fare? Come orientarsi di fronte a scelte complesse?

Segnalo il blog Moralia (sul sito della rivista Il Regno) che da non molto tempo offre spunti di riflessione su questo tema