Election Day: per le Regionali della Lombardia si vota il 4 marzo con le Politiche

La notizia arriva in forma ancora ufficiosa dal consigliere regionale PD Fabio Pizzul: Il 4 marzo le elezioni regionali. Atteso per domani il decreto della Prefettura

Il Sindaco Alparone non dovrà dimettersi prima del voto, come avviene nel caso di Gori (sindaco di Bergamo). Se eletto, però, esiste incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di sindaco in un Comune della stessa Regione.

Capodanno, gli auguri dell’Amministrazione Comunale saranno di buon auspicio?

Ho ricevuto alcune segnalazioni e io stesso ho potuto verificare di persona. L’Amministrazione Comunale ha trasmesso gli auguri di capodanno attraverso l’app MyPaderno, commettendo un vistoso errore.

Uno dei cittadini che mi ha contattato commenta: “E’ segno patente della loro inefficienza”. Un altro si chiede: “L’augurio di Alparone porterà sfiga?”.

2018, Alparone va in Regione

Il sindaco di Paderno è da tempo in campagna elettorale per le Regionali, anche se al momento non è stata ancora fissata la data del voto per il Pirellone.

Se eletto, tirerà per le lunghe e darà le dimissioni da sindaco all’ultimo minuto utile. A reggere le sorti del Comune resterà il vicesindaco Bogani che avrà così il suo momento di gloria in attesa delle elezioni amministrative che si terranno nel 2019.

Il vero problema per il centrodestra padernese resta l’individuazione del candidato sindaco per il dopo Alparone. Le divisioni interne si fanno sentire e non è detto che il civismo che ha sostenuto il “Marco comunale” sia disposto a fare la stessa cosa per un altro.

Politica a Paderno Dugnano: quadro in movimento

Si vocifera che il Sindaco Alparone pensi più alle Elezioni Regionali che alla propria città. O che pensi alla città in quanto trampolino di lancio verso il Consiglio Regionale.

Malignità, certo.

E’ un fatto però che l’ormai prossima scadenza elettorale abbia impresso un’accelerazione a varie cose: in primis, alla Variante RE3 che viene considerata dalla Giunta prioritaria, mentre invece necessiterebbe di un rallentamento finalizzato al confronto cittadino e ad una decisione consapevole.

Il centrodestra (anche se da fuori non si percepisce) è in movimento.

La Lega Nord scalpita per smarcarsi all’interno dell’alleanza di centrodestra. Si muove, alza i toni, ma di fatto resta al suo posto sia su Carrefour che su RE3. Su quest’ultima operazione, anzi, è proprio la Lega a voler condurre in porto la Variante del cemento nel parco di via Gorizia.

In Forza Italia pesano le risultanze a carico di Mario Mantovani e del suo giro. Sono in corso manovre di riorganizzazione interna con attenzione ai desiderata della coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini.

La lista civica Paderno Dugnano Cresce appare piuttosto asservita ad Alparone. Difficile ad oggi pensare ad un suo futuro riposizionamento, cioè ad una rottura col centrodestra e all’apertura di credito nei confronti del PD di Ezio Casati. Tuttavia, la cosa non è impossibile, soprattutto se il Partito Democratico a livello nazionale si sposterà ulteriormente su posizioni centriste, magari finendo per allearsi dopo il voto con Forza Italia. In questo caso non si può escludere l’emergere di un’alleanza che faccia riferimento ad ambienti oratoriani. Vedremo.

Nel centrodestra padernese esistono tensioni e rivalità che sarebbe interessante mettere a fuoco. Papaleo si muove, altri lasciano trapelare voci di scontentezza e delusione nei confronti dell’operato del Sindaco Alparone. L’armata dei costruttori serra i ranghi e vorrebbe realizzare qualcosina in più…

Guardando al di fuori della maggioranza, si registra negli ultimi tempi un’apprezzabile collaborazione di cittadini, associazioni e forze politiche sul tema RE3. Questa convergenza non può essere interpretata come preludio di future alleanze. Il Movimento 5 Stelle infatti, per definizione, non si allea con nessuno.

A livello locale il gruppo “grillino” vive con disagio scelte nazionali che sono poco o per nulla condivise. Per delineare lo scenario futuro non si conosce inoltre cosa farà la consigliera regionale Silvana Carcano (sarà ricandidata in Regione o si orienterà verso il Parlamento? oppure, più probabilmente, dedicherà il proprio impegno politico alla nostra città? E in che forma?).

Nel PD padernese si avvertono le conseguenze delle difficoltà nazionali. Finora non si sono verificate scissioni, ma i malumori non mancano e l’emorragia di militanti storici è un fatto. La punta di diamante resta Ezio Casati (anche nel suo caso bisognerà vedere quali saranno le scelte future, sue e del partito).

Di Insieme per cambiare mi limito a dire che siamo una lista civica che nel 2014 ha ottenuto quasi il 5%. Abbiamo un solo consigliere comunale e, in questi tre anni, abbiamo lavorato tanto. Evidentemente, però, non siamo autosufficienti per vincere.

Altre forze minori sono presenti e attive in città. Credo che possano essere preziose se scatterà la voglia di lavorare insieme per dare alla nostra città una prospettiva diversa.

A noi “coccinelle” di Insieme per cambiare piacerebbe veder nascere un convenire plurale e variegato, ma fortemente coeso e centrato sui problemi concreti di Paderno Dugnano.

Non siamo interessati a dispute di bandiera; sentiamo l’esigenza di una coalizione a forte impronta civica, che abbia voglia di lavorare congiuntamente per la città.