Cambia musica: in piazza con Giovanni Giuranna

Serata di grandi emozioni ieri in piazza della Resistenza con Insieme per cambiare, Persone al centro e Sinistra per Paderno Dugnano.

Il cielo nerissimo minacciava rovesci, ma le coccinelle – si sa – portano fortuna e siamo stati risparmiati da Giove pluvio 🙂

Aperitivo condiviso, musica, parole di impegno per il futuro… e tanto entusiasmo.

Alberto Manzoni ha tradotto in milanese il nostro programma per farlo giungere ai cittadini di antica residenza (siamo noi, ormai, gli unici interessati a difendere il localismo e il territorio: la Lega di Salvini si è dimenticata della Padania!).

E’ venuto a trovarci David Gentili, consigliere comunale di Milano e presidente della Commissione antimafia: dopo il suo intervento ho firmato insieme ai candidati delle nostre liste l’appello lanciato da Avviso Pubblico

Per sapere di più su ciò che abbiamo fatto e detto ieri in Piazza della Resistenza visita i nostri canali (in particolare Facebook): trovi i link sul sito www.giovannigiuranna.it

La lista civica Insieme per cambiare ha pubblicato questo resoconto emozionale: Ieri sera la festa per un nuovo futuro

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Con l’occasione segnalo il programma padernese della Giornata della legalità (23 maggio).

Manzoni: alegher anca dopo i elezion

Ricevo da Alberto Manzoni il seguente invito alla riflessione sulla cronaca politica. Ironia per pensare.

Alegher, el senator l’è negher!

Riflessioni in italiano che fungono da introduzione al sonetto in milanese dopo cinque anni dal Trittico delle vacanze (chi non ce l’ha può chiedermelo che glielo invio).

Un mese e un giorno fa siamo andati a votare noi italiani maggiorenni; per il Senato, noi italiani ultraventicinquenni. Precisiamo: noi 73% degli elettori. Ciò vuol dire che il 27% degli aventi diritto al voto non lo ha esercitato. Scelta che non condivido e non approvo, ma che ancora una volta non sembra aver interpellato i partiti; per quel che ho ascoltato io, vi ha fatto cenno soltanto la neo-presidente del Senato. Le medie nazionali delle percentuali di voto per questa camera dal 1948 al ’76 sono state costantemente sopra il 92% (anzi, sopra il 93% se si eccettua proprio il ’48), poi è incominciato un lento ma inesorabile calo. Votare, oh-oh!

Il 27%, alla fin della fiera, è il primo partito, perché anche chi ha avuto il 32% dei votanti deve considerare che questi equivalgono al 23% effettivo degli elettori. Questi calcoli non vengono fatti in genere. È vero che conta chi partecipa, ma pure che non si può giocare con le percentuali. Renzi continuava a vantare di essere arrivato al 40% con il Partito democratico alle elezioni europee, alle quali votò però il 58,7% degli elettori. La matematica è un’opinione, a volte.

Il neo-capo del Movimento cinque stelle ha proclamato la nascita della Terza Repubblica: bum! L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare, c’è un Capo dello Stato che sceglie un presidente incaricato, il quale se ha una maggioranza in entrambe le camere forma il governo, altrimenti se ne sta a casa sua. Già le definizioni di Prima e Seconda Repubblica lasciano il tempo che trovano, perché se il passaggio è quello dal prima al dopo Tangentopoli, allora diciamo che in realtà non c’è stato, visto che la corruzione è ancora – secondo la magistratura – diffusa in modo preoccupante. E le stelle stanno a inventare.

La Lega ha avuto un risultato eclatante, anche perché è riuscito a Salvini ciò che non era riuscito a Fini, ossia superare Berlusconi e quindi presentarsi come leader del centro-destra, ossia della coalizione meno coesa del mondo. In più si presenta come il difensore della legalità ma anche della tolleranza e dell’inclusione: il primo senatore di colore della Repubblica italiana è targato Lega Nord. Alegher, el senator l’è negher! Dalla secessione all’annessione.

Intanto nel mondo si sono svolte più o meno di recente delle elezioni-per-modo-didire: Cina, Russia, Turchia. Noi abbiamo votato con una legge elettorale più “maiala” di quella precedente (“porcellum”), ma almeno il voto è ancora personale ed uguale, libero e segreto. Non tutto il mondo è paese.

Queste sono soltanto alcune considerazioni stese nei giorni che hanno preceduto le consultazioni, che il ieri il presidente della Repubblica ha incominciato. Sono volutamente ironiche e provocatorie. Avrei voluto scrivere di più; se lo farò cambierò genere letterario, anche perché come detto sopra sono di premessa al sonetto seguente.

Paderno Dugnano, 5 aprile 2018
(giovedì nell’Ottava di Pasqua,
memoria della sepoltura di sant’Ambrogio)

Alberto Manzoni

Alegher anca dopo i elezion

(Nota: i primi quattro versi fanno riferimento ai film Insyriated e Un sogno chiamato Florida, che ho visto nei giorni scorsi, ambientati rispettivamente in un appartamento di un quartiere siriano colpito dalla guerra e in un condominio di un quartiere statunitense colpito… dal benessere economico e dal degrado morale.)

Quand vedi i film che parlen di paes
che gh’han la guerra o indove no se magna,
o quej che viven semp’r in la cuccagna
e gh’è la maggioranza sorappes,

me disi che in la fin nunc milanes,
trentin o sicilian, in la cavagna
chì gh’emm quajcoss che la dentera sgagna
e di valor pù o men de tucc intes.

Adess ch’emm votaa per el Parlament
e per consilli e capp de la Region,
per quanto ghe sia minga di portent

in su quij scagn a menà el mestolon,
pregand i sant che me staghen arent
l’è ancamò mèj sta barca de cojon!

Alberto
29-31 marzo 2018