Don Ettore: “Prima gli italiani? Basta con questi slogan”

Don Ettore Dubini ha scritto così:

L’Editoriale di Don Ettore del 29 settembre 2019

Ho ricevuto in settimana una telefonata da una signora erbese, che non si è presentata, dal tono molto risentito e accusatorio nei miei confronti in merito al dramma di solitudine accaduto nella palazzina di via Vincenzo Monti con la morte della mamma anziana e del figlio trovati su segnalazione dei vicini, dopo settimane dal decesso. L’accusa che mi veniva rivolta riguarda, secondo la signora al telefono, di dedicare attenzione esagerata agli immigrati e di trascurare gli italiani con tutto un elenco di quello che io farei per gli stranieri dedicando poca attenzione alle situazioni di povertà delle persone fragili italiane. Il mantra ossessivo ripetutamente era lo slogan noto a tutti e di origine ben identificabile: “prima gli italiani, prima gli italiani, prima gli italiani…”. Quando una persona mi richiama ai miei doveri di prete e di responsabile della Caritas la trovo come una grazia perché mi aiuta a fare bene il bene. Ma non posso accettare che si strumentalizzi una tragedia, quale la morte delle due persone, per sostenere una visione della vita e della società che contrappone poveri contro poveri. Sono poveri gli uni e sono poveri gli altri, e per me i poveri non hanno una graduatoria per cui prima… gli uni e poi gli altri. Fa molto male quando non si ha il rispetto per una tragedia che potremmo certo definire di solitudine, ma che non per questo deve essere strumentalizzata senza ritegno alcuno ai fini che non sono quelli di condividere i drammi ma polemizzare. A che pro? Mi auguro solo che la signora in questione, a pensare bene, abbia voluto esternate un sentimento di rabbia di fronte alle ingiustizie, ma se così non fosse mi chiedo a cosa serve polemizzare. Esistono diverse povertà e come Caritas cerchiamo di dedicare risorse e attenzioni sia alle une che alle altre. Basta con questi slogan: “prima gli italiani……

Consiglio, emergenza climatica a Paderno Dugnano

Seduta lunga e pesante del primo Consiglio Comunale dopo la pausa estiva, che ha fatto dire al Sindaco – dopo cinque ore di pazienza – parole di richiamo nei confronti della Lega.

Se in futuro continuerà l’approccio superficiale e ostruzionistico che si è visto finora, vorrà dire che non c’è possibilità di vero confronto sui temi posti all’ordine del giorno. La ferita della sconfitta elettorale prevale su tutto il resto.

Di seguito il filmato:

In positivo si registra la volontà della maggioranza di porre il tema ambientale al centro delle politiche del Comune, attraverso la dichiarazione di emergenza climatica e la rinnovata adesione da parte del Comune di Paderno Dugnano al Patto dei Sindaci che impegna l’Amministrazione all’elaborazione del PAESC (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile ed il Clima).

Con questo atto abbiamo ripreso il cammino avviato nel 2009 dal Sindaco Massetti, successivamente interrotto per l’inerzia delle Amministrazioni seguenti.

Approvati inoltre il Piano del Diritto allo Studio, che rafforzerà l’impegno dell’Amministrazione nel mondo della scuola, e due atti di bilancio.

Il cimelio del “Nord”, stampato a Paderno Dugnano 23 anni fa

Il 15 settembre 1996, giusto 23 anni fa, dalla tipografia Seregni di Paderno Dugnano usciva il numero zero de il Nord, prologo unico de La Padania considerato oggi un cimelio introvabile, tanto che c’è chi lo propone su eBay alla modica cifra di 9mila euro.

Il Fatto Quotidiano (15 settembre): Lega, c’era una volta ‘Il Nord’: il quotidiano nato prima della ‘Padania’ ora è introvabile e vale 9mila euro

IXC: cronaca dettagliata del Consiglio Comunale

Se volete sapere che cosa è successo in Aula Consiliare, non accontentatevi dell’articolo del Notiziario (piuttosto sbilanciato a favore della Lega), nel quale si legge: ” I consiglieri padernesi del partito di Matteo Salvini hanno tenuto in scacco per oltre due ore l’intero consiglio comunale per discutere la mozione [sul bonus libri]”.

Certo, i leghisti hanno agitato le acque e dato spettacolo (bisognerebbe spendere una parola anche sullo stile sguaiato e acre!); non è vero però che la Lega ha tenuto in scacco la maggioranza.

Diciamo, piuttosto, che la maggioranza ha voluto rispondere puntualmente ai vari interventi, dimostrando volontà di ragionare sulla questione. Non si è limitata a dare una risposta stringata per procedere oltre. Ciò ha evidentemente dilatato i tempi, con soddisfazione della Lega che ha utilizzato tutte le strategie regolamentari per fare pressing.

Per farvi un’idea dello svolgimento del dibattito consiliare vi invito a leggere il resoconto pubblicato ieri dalla lista civica Insieme per cambiare: Il Consiglio Comunale del 23 e 24 luglio

Consiglio, secondo tempo più mite. Approvata la Commissione Antimafia e Legalità

Il Consiglio Comunale (seconda serata) si è svolto con toni e modalità decisamente più moderati. E’ un particolare da apprezzare.

Sui contenuti naturalmente c’è ampia diversità di vedute. A mio parere la distanza tra i due schieramenti è aumentata rispetto agli ultimi cinque anni. O meglio: la Lega ha scelto di “salvinizzarsi” e quindi si compiace di mostrare un profilo che trovo inaccettabile; da parte di Forza Italia e delle due liste Ghioni c’è invece un approccio diverso (è forse questo che genera la spaccatura difficilmente sanabile tra le due opposizioni).

Tra i vari punti all’ordine del giorno la definizione e la composizione delle commissioni consiliari. Sono state confermate tre commissioni: Economia, Territorio, Servizi. Si è soltanto modificato il nome della quarta da “Commissione Legalità” a “Antimafia e Legalità” (con fortissime resistenze da parte delle forze di minoranza che puntavano a eliminare il termine antimafia e a esplicitare invece il tema della sicurezza).

Io invece sono proprio soddisfatto.

Come ha dichiarato in aula il capogruppo Walter Tiano di Insieme per cambiare: ascolta il suo breve ma efficace intervento.

Divisioni

Quanto è profondo il solco che si è aperto (da mesi) all’interno del centrodestra padernese? Lo verificheremo in occasione del prossimo Consiglio comunale, quando si dovrà votare per il presidente e il vicepresidente.

La posizione della Lega mi sembra prevedibile e scontata.

Resta da capire che cosa succederà in futuro nella compagine di Alberto Ghioni che ha evidentemente bisogno di ritrovare il proprio punto di equilibrio/unità a seguito delle tensioni interne viste durante la fase finale della campagna elettorale (ballottaggio).

The End

E’ finito un ciclo e ne comincia un altro.

Il centrodestra, che amministrava Paderno Dugnano dal 2009, ha clamorosamente perso: Bogani e la Lega non se lo aspettavano, ma è successo e la sconfitta brucia.

Di chi è la responsabilità di questa débâcle?

Non sta a me dirlo, anche perché non conosco a fondo le dinamiche interne al centrodestra padernese. Certo è che, da osservatore esterno, ho notato molte cose e credo di aver colto alcune ragioni della crisi che ha indebolito e diviso lo schieramento, aprendo le porte alla sconfitta.

I fasti della stagione Alparone, quel senso di ostentata consapevolezza della propria forza, hanno progressivamente minato le fondamenta dell’intera struttura che domenica notte ha ceduto.

Non è bastato Salvini, chiamato in soccorso per ben due volte in un mese a Paderno Dugnano… Che soddisfazione vincere, battendo 1-0 l’invincibile “capitano”!

Non è stata sufficiente l’energia del commissario Ettore Fusco che ha cercato di porre rimedio alle divisioni nate all’interno della sezione padernese della Lega…

I maligni ridono beffardamente, leggendo i nomi degli eletti in Consiglio Comunale: Forza Italia ha eletto un solo consigliere comunale sotto la bandiera del partito e vari altri sotto le insegne della Lega.

Qualcuno in Via Bellerio si porrà qualche domanda? Cercherà di comprendere che cosa è successo domenica a Paderno Dugnano?

E forse qualcuno ai piani alti proverà a mettere il naso nella questione rovente che è all’origine della frana elettorale, e cioè l’ampliamento del Carrefour, contro cui l’allora segretario della Lega Rodolfo Tagliabue aveva intimato lo stop perché c’era qualcosa che non lo convinceva.

Restano da chiarire:

  1. Il ruolo dell’ex sindaco Marco Alparone nelle vicende degli ultimi mesi che hanno portato alla sconfitta del centrodestra.
  2. Le responsabilità della dirigenza cittadina di Forza Italia.
  3. Le dinamiche e le sofferenze interne del gruppo di Alberto Ghioni che inizialmente si è smarcato da Bogani con il sostegno di Forza Italia, poi si è trovato solo ad affrontare il primo turno, quindi è stato spinto ad apparentarsi con il candidato della Lega pagando per questo il prezzo di delusioni e abbandoni da parte di alcuni aderenti.

Paderno Dugnano della partecipazione vince su Salvini & C.

Arosio, Casati e Giuranna in aula consiliare [foto tratta dal Cittadino]

Grazie a tutti i cittadini che ci hanno votato e grazie all’impegno di tutti i candidati e i militanti delle sette liste che si sono unite Ezio Casati è diventato sindaco.

Finisce un ciclo.

Il Notiziario (10 giugno): Ballottaggio, ribaltone a Paderno: Ezio Casati è il nuovo sindaco

Il Cittadino (10 giugno): Elezioni 2019: a Paderno la piazza canta “Bella ciao” per Casati sindaco

Il Giorno (10 giugno): Ballottaggio a Paderno Dugnano, torna il centrosinistra: il nuovo sindaco è Ezio Casati. Dopo dieci anni finisce l’amministrazione di centrodestra

Il Cittadino (9 giugno): Elezioni, il liveblog del ballottaggio in Brianza: la Lega vince a Concorezzo, bis del centrosinistra a Muggiò con Fiorito. A Paderno vince Casati (centrosinistra) FOTO e VIDEO

Lascio ulteriori commenti e analisi ai prossimi giorni.