Impariamo da Baranzate: stasera ore 20,25 #Rai3

Vi segnalo un’esperienza da conoscere (che potrebbe dire molto anche alla nostra città, soprattutto per intervenire con più efficacia in alcune situazioni).

Si tratta della storia di don Paolo Steffano di Baranzate, insignito dal Presidente della Repubblica con un’onorificenza al merito.

Don Paolo Steffano è un prete anticonvenzionale, la sua attività non si è mai limitata alle quattro mura della parrocchia ma si è sempre “sporcata le mani” scendendo in strada e incontrando i più poveri ed emarginati a prescindere dal credo.

La sua storia stasera a #NuoviEroi, alle 20.25 su #Rai3.

Guarda il video di presentazione su Facebook.

In vino veritas. Grazie, #Astoria!

STOP RACISM. La violenza delle parole e dei fatti non è più tollerabile. “Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla.” MLK #intollerantiversolintolleranza #metwo #paradossodellatolleranza #astoriawines

— Astoria Wines (@Astoria_Wines) 30 luglio 2018

Sono come noi

Ultimamente parlare di stranieri, di accoglienza, di dialogo, integrazione, contaminazione, meticciato, intercultura, eccetera… è difficile.

Prevale la paura, la chiusura, in alcuni casi addirittura la repulsione a sfondo razzista.

Vi invito a vedere questo bel documentario, trasmesso il 18 luglio da TV 2000 in occasione del Nelson Mandela Day, che mi fa pensare a tanti alunni che ho la fortuna di conoscere e che sono davvero nuovi italiani:

Sono i figli della ‘prima generazione’ di profughi e migranti. Sono nati in Italia o sono stati portati nel nostro paese quando erano ancora bambini. Qui hanno studiato e alcuni di loro si sono anche laureati, molti qui lavorano e hanno formato una famiglia. Non sono stranieri di seconda generazione, sono una nuova generazione di italiani. Nel documentario “Italiani – volti e storie di un paese che cambia”, realizzato in collaborazione con il Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, si incontrano e si raccontano le storie alcuni di loro. Le loro voci e i loro sguardi sgretolano i muri degli stereotipi. Hanno origini e tradizioni diverse e molto lontane, ma è con loro che gli italiani sono chiamati a costruire la nuova identità di un paese sempre più multietnico. Il documentario si avvale dell’amichevole partecipazione di Giacomo Poretti.

Di Marco Bergamaschi e Luciano Piscaglia.

Ricetta Milano: c’è anche Delpini (e non potrebbe essere altrimenti)

“Benedetta sei tu, Milano”, ha detto l’arcivescovo Mario Delpini alla maxitavolata “Ricetta Milano” allestita ieri in Parco Sempione:

“I cristiani quando iniziano il pranzo usano invocare la benedizione di Dio sulle cose buone che si mangiano e sui commensali, io come vescovo, come prete, sono qui per benedire coloro che si siedono a tavola. Benedetta sei tu Milano per i multicolori volti della tua gente, perché sei capace di operare con efficienza e con solidarietà. Benedetta sei tu Milano per la folla sterminata che si dedica a fare del bene nelle istituzioni e nel volontariato, per le tue chiese dove si prega per tutti, per la pluralità delle confessioni e delle religioni che cercano di essere insieme una lode a Dio. Benedetta sei tu Milano perché dai voce a quelli che non hanno voce e vieni in soccorso a quelli che non hanno soccorso. Ecco soltanto per questo sono venuto per dire la benedizione di Dio su tutti coloro che fanno il bene. Buon appetito a tutti”.

 

Essere Chiesa multietnica oggi a Milano

Ieri il nuovo Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini, ha dato l’annuncio di voler dedicare un “sinodo minore” (cioè dedicato ad un solo tema) alla crescente multietnicità delle parrocchie ambrosiane: Delpini indice il Sinodo minore su «La Chiesa dalle genti»

Vedi anche Avvenire: Migranti. Milano, Delpini convoca un Sinodo sulla «Chiesa dalle genti»

 

La legge sullo Ius Soli è necessaria e ci conviene. Prendiamo posizione!

Con il corto L’amore senza motivo di Paolo Mancinelli (premiato alla 74esima edizione della mostra del cinema di Venezia) dico anch’io, in modo convinto, che sono a favore dello Ius Soli temperato.

Nei giorni scorsi, firmando una petizione su questo tema ho scritto:

Lavoro nella scuola media e vedo quotidianamente molte ragazze e molti ragazzi che sono italiani di fatto, ma non di diritto. E’ ora di mettere le basi per la società italiana di domani, che sarà per ragioni storiche e globali più varia e colorata di quelle che ci hanno preceduto.

Il tempo a disposizione in Parlamento è poco, ma la partita non è chiusa.

Ieri la giornalista Annalisa Camilli ha fatto il punto sul sito di Internazionale: È ancora possibile approvare lo ius soli?

Oltre tutto, guardiamoci in faccia: siamo una società vecchia, in profonda crisi demografica (il crollo delle nascite è un problema serio, che non è adeguatamente percepito). Chi pensa di difendere l’italianità costruendo barriere non si è accorto che il nostro Paese – per molte ragioni – non ha davanti a sé prospettive. Per questo ci conviene, anche dal punto di vista economico, riconoscere lo status di italiano a chi di fatto già lo è.

Invece di difendere un’Italia che tra poco non esisterà più… costruiamo insieme l’Italia di domani, rafforzando i legami e il radicamento culturale di tutti coloro che vivono nel nostro Paese e ne vogliono condividere lo sviluppo futuro.

A Paderno Dugnano chi è disposto a farsi sentire su questo tema?

Prendiamo pubblicamente posizione!

Mandatemi una dichiarazione, un commento, un pensiero… a favore del cosiddetto Ius Soli: pubblicherò volentieri.

Gli immigrati musulmani minacciano l’identità cristiana dell’Italia?

Mi fanno ridere quelli che rumoreggiano nervosamente contro gli immigrati musulmani che, con la loro crescente presenza in mezzo a noi, “minacciano le nostre tradizioni”.

Spesso questi che si lamentano sono i primi a non andare a messa. O magari, al suono delle campane, protestano con veemenza per disturbo della quiete pubblica…

Va detto chiaramente: non esiste un’Italia cristiana senza cristiani in carne e ossa che la rendano tale attraverso una pratica quotidiana e diffusa.

I fiumi esistono finché l’acqua, scorrendo, li fa vivere.

Lo stesso è delle cosiddette “nostre tradizioni”.

Profughi a Paderno Dugnano: facciamo il punto?

A causa della nota reticenza dell’Amministrazione Comunale a informare i cittadini non è dato sapere molto sulla situazione profughi a Paderno Dugnano.

Riassumiamo le puntate precedenti.

Il 15 maggio sul Corriere della Sera appare un’intervista del Sindaco Alparone nella quale il primo cittadino annuncia la decisione di aderire al Protocollo promosso dalla Prefettura.

Seguono comunicazioni in Commissione Capigruppo e Consiglio Comunale, in cui Alparone dà conferma dell’orientamento espresso.

Il 22 luglio sul Cittadino il Capogruppo della Lega Nord Fabrizio Riboldi lancia un ultimatum alla Giunta (senza risparmiare un fendente anche al collega di partito Gianluca Bogani, vicesindaco).

Lo stesso giorno pubblico su questo blog le seguenti considerazioni: Diatribe in salsa leghista (in cerca di autoassoluzione).

Immediatamente interviene la lista civica di maggioranza con una nota secca che mette il Sindaco e la Lega di fronte ad una scelta: Paderno Cresce contro la Lega: sì al Protocollo SPRAR.

Il 23 luglio scrivo un post sulla necessità di fare chiarezza circa gli orientamenti operativi dell’Amministrazione: Profughi: Alparone al bivio.

La cronaca registra una presa di posizione da parte del Partito Democratico (comunicato del 25 luglio):

Parliamo infine del terzo tema: i migranti. Noi siamo contenti della firma che il Sindaco Alparone ha apposto in Prefettura sulla convenzione, vorremmo però saperne di più. Come principale forza di opposizione in Consiglio comunale vorremmo essere coinvolti, vorremmo che la città potesse conoscere, perché se le cose le conosci riesci a capirle meglio!
Vorremmo sapere se la questione procede oppure se le divergenze, o meglio le divisioni politiche dentro la maggioranza porteranno a ripensamenti o a conferme. Ci piacerebbe capire i progetti, noi siamo per un inserimento e per trattare con la Prefettura affinché i migranti assegnatici siano socialmente e attivamente inseriti con progetti che diano un ritorno alla città.
Noi ci siamo e vogliamo parlarne, abbiamo visto che sull’ultimo numero del notiziario comunale “Calderina” si è fatta la solita propaganda ma dei tre temi più importanti di questo ultimo periodo nemmeno una parola!

Sulla stampa locale, intanto, compaiono notizie di una raccolta firme promossa da alcuni cittadini per ottenere dal Sindaco un’assemblea informativa e di alcune iniziative delle comunità pastorali di Dugnano e Palazzolo in collaborazione con l’area Caritas.

Ora, a fine agosto, le notizie disponibili vengono dalla stampa locale e nazionale:

In conclusione, segnalo il post odierno di Gianfranco Massetti sul blog Qui Paderno Dugnano: Immigrazione e accoglienza. Anche noi messi alla prova

In questo quadro, che è in continuo movimento, sarebbe opportuno sapere come intenda muoversi prossimamente l’Amministrazione di Paderno Dugnano:

  • Il Sindaco ha firmato o no il protocollo della Prefettura?
  • La Lega esce dalla maggioranza o no?
  • Quanti sono i profughi già accolti nella nostra città?
  • Quali iniziative sono state intraprese per un graduale inserimento?
  • Quanti altri richiedenti asilo sono ora assegnati alla nostra città?
  • Come verranno accolti?
  • Ci sono altre cose che non ci avete detto e che dovete dirci?

Grazie.