Tonino Govoni ci ha lasciato: lo ricorderemo come merita

La scomparsa di Tonino Govoni, avvenuta nei giorni dell’emergenza coronavirus, ha impedito per ragioni di sicurezza il doveroso saluto e la commemorazione che la persona merita.

In un intenso colloquio telefonico ho espresso al figlio Mirko le condoglianze dell’Amministrazione Comunale: ricorderemo Tonino appena possibile, ritrovandoci insieme e facendo memoria di ciò che ha rappresentato per la nostra città.

Tra i molti messaggi di cordoglio e ricordo ne riprendo qualcuno.

Segnalo la breve comunicazione apparsa sul sito di Sinistra per Paderno Dugnano: Tonino Govoni ci ha lasciato

Diego Spinello (Europa Verde / Insieme per cambiare) ha scritto per lui questo messaggio:

Saluto l’amico Tonino. Un uomo veramente per bene.

Domani ci sarà il funerale di Tonino Govoni (in forma privata a causa delle disposizioni di contrasto al coronavirus).
Siamo diventati amici nel 1985 partecipando, da consiglieri, alle riunioni del Consiglio Comunale, nonostante si fosse in gruppi politici diversi. Amici anche se lui orgogliosamente comunista ed io orgogliosamente demoproletario. Il suo attaccamento al PCI è continuato anche dopo lo scioglimento del 1991 continuando ostinatamente a partecipare alle manifestazioni pubbliche con la bandiera del suo vecchio partito, mostrando così il suo convincimento a mantenere quei valori che sono stati di riferimento nella sua vita.
Instancabilmente impegnato nel sociale, è stato fino alla fine un riferimento per il Centro Sociale Amicizia e Solidarietà ARCI di Palazzolo Milanese.
Grazie per l’amicizia. Ciao Tonino, buon riposo.

Diego Spinello

Il Partito Democratico padernese lo ha ricordato così su facebook:

Ciao Tonino!

Nato il 1°maggio 1932 e non poteva essere diversamente ”per un comunista come me”, frase che soleva dire con orgoglio il nostro amico e Compagno Tonino Govoni che ci ha lasciato questa notte.

Presidente del quartiere di Palazzolo Milanese dal 1978 al 1980 e consigliere comunale del PCI di Paderno Dugnano dal 1980 al 1995, ricoprendo anche il ruolo di Capogruppo.

Sempre con e per la gente della nostra città dove aveva deciso di stabilirsi e impegnarsi attivamente, non solo in politica, ma presso l’ARCI di Palazzolo Milanese, la sua seconda famiglia, che ha amato quasi quanto la prima.

Ricorderemo sempre la sua voglia di aiutare i suoi anziani e la generosità nel lasciare spazio anche ai più giovani.
In città numerosissime sono le persone che lo porteranno nel loro cuore, tra queste Sandra che con dolcezza scrive:

“E’ difficile trovare le parole per esprimere un pensiero. Per me e la mia famiglia, oltre che un amico, era come un fratello. Ho il ricordo di un Compagno sempre in prima linea, affettuoso e con un grande sorriso per tutti”.

Efrem che scrive un personalissimo ricordo e ci chiede su richiesta di molti padernesi di ricordarlo in un evento in prossimità del suo amato 25 aprile.

Giorgio che commosso scrive: “che la terra ti sia lieve, caro compagno”.

Sergio ricorda che quando aveva bisogno di parlargli, se non lo trovavi a casa era sicuramente all’ARCI.

Daniela ne sintetizza lo spirito con un laconico: “Bella ciao Tonino”.

Potremmo andare avanti ancora per ore a parlarvi del nostro caro amico, perché la sua era una presenza costante, concreta e sincera che si rifaceva ai valori e ai principi della nostra democrazia.
Ora ti salutiamo mentre tu sulla bicicletta pedali tra Paderno Dugnano e la tua Ferrara.

Con rispetto ed affetto tutto il nostro gruppo si stringe in un caloroso abbraccio ai figli Mirco e Maurizio Govoni e ai parenti tutti.

PD Paderno Dugnano

L’ex vicepresidente del Consiglio Comunale Efrem Maestri (PD) ha ritratto in modo vivido una relazione di amicizia politica e stima reciproca:

Quando lo incontravo mi salutava con un “ciao compagnino!” (e ovviamente col pugno chiuso). E quando gli dicevo “ma tu sai che son figlio e nipote di democristi?!?” lui mi rispondeva sempre dicendomi «ma tu sei un democristo di quelli che va bene!».

Un’Istituzione di e per Palazzolo Milanese: fu il primo Presidente del Quartiere dal ’78 all’ ’80, e successivamente per i primi anni del periodo ’95-’99. E come non ricordarlo alla guida dell’Arci di Palazzolo.

Un’istituzione anche per Paderno Dugnano: fu consigliere comunale dal ’80 al ’95 (capogruppo del PCI).

Rispettato e salutato da tutti, anche da chi non la pensava come lui. Un bell’esempio di uomo umile al servizio della politica e della comunità.

Alle celebrazioni del 25 aprile e del 2 giugno portava sempre la bandiera del vecchio PCI. Una volta per stuzzicarlo gli chiesi: “Tonino, ma come mai sei stato comunista e lo sei tutt’ora?!?”. La risposta fu “uno come me, nato il 1° maggio, per forza dev’essere comunista!».

Ciao compagno Govoni, che la terra ti sia lieve!

Efrem Maestri

Politica, organizzazione del nostro vivere

Ho tre figli scout e, per questo, ho letto con particolare interesse la lettera aperta scritta dal Clan MIR di San Marino: Cara Politica, non possiamo ignorarti perché sei organizzazione del nostro vivere

Rispondo brevemente così:

Care ragazze e cari ragazzi,

ho letto con piacere il vostro messaggio, nel quale ho trovato gli accenti giusti per un rinnovamento della politica.

Sono consigliere comunale a Paderno Dugnano (MI) da 5 anni e candidato sindaco da qualche settimana.

Vi dico GRAZIE, perché avete colto il senso profondo dell’impegno politico e lo avete espresso con un linguaggio fresco e carico di entusiasmo. Abbiamo un enorme bisogno dei vostri occhi che vedono l’orizzonte senza interessi e senza incrostazioni. Dateci una mano a vivere con serietà questo servizio!

Giovanni Giuranna

“Il mondo si muove se noi ci moviamo”

Stanotte, al termine di una giornata molto intensa, non ho tempo neanche per un breve aggiornamento del blog. Ho voglia di cose belle e vere che esprimano ciò che sento e penso. Mi è venuta in mente questa pagina di don Primo Mazzolari, che vi propongo con un senso vivo di ringraziamento:

Il nostro impegno

«Ci impegniamo noi e non gli altri, unicamente noi e non gli altri, né chi sta in alto né chi sta in basso, né chi crede né chi non crede.

Ci impegniamo senza pretendere che altri s’impegnino con noi o per suo conto, come noi o in altro modo.

Ci impegniamo senza giudicare chi non s’impegna, senza accusare chi non s’impegna, senza condannare chi non s’impegna, senza cercare perché non s’impegna, senza disimpegnarci perché altri non s’impegnano.

Sappiamo di non poter nulla su alcuno né vogliamo forzar la mano ad alcuno, devoti come siamo e come intendiamo rimanere al libero movimento di ogni spirito.

Noi non possiamo nulla sul nostro mondo, su questa realtà che è il nostro mondo di fuori, poveri come siamo e come intendiamo rimanere e senza nome.

Se qualche cosa sentiamo di potere — e lo vogliamo fermamente — è su di noi, soltanto su di noi.

Il mondo si muove se noi ci moviamo, si muta se noi ci mutiamo, si fa nuovo se alcuno si fa nuova creatura, imbarbarisce se scateniamo la belva che è in ognuno di noi.

L’«ordine nuovo»incomincia se qualcuno si sforza di divenire un «uomo nuovo».

La primavera incomincia con il primo fiore, la notte con la prima stella, il fiume con la prima goccia d’acqua, l’amore con il primo sogno. […]

Ci impegniamo perché non potremmo non impegnarci. […]

Don Primo Mazzolari (1943)

Si profila uno scontro a tutto campo: tu da che parte stai?


Vaso Francois, Lotta fra Lapiti e Centauri, VI sec. a.C. (Museo Archeologico Firenze)

La stagione politica che stiamo vivendo è per molti aspetti sconfortante. Ciò che fino a poco tempo fa sembrava acquisito ora viene messo in discussione e rischia di essere perso.

Ritenere che l’attuale dialettica sia un legittimo confronto tra posizioni diverse che si alternano nella gestione della cosa pubblica è un’ingenuità imperdonabile.

Nella disaffezione generale per la cosa pubblica qualcuno sta provando a minare i fondamenti stessi della nostra società e a smantellarne l’architettura democratica.

Leggi l’analisi di Riccardo Bonacina su VITA (5 dicembre): Siamo entrati nell’era del razzismo normativo e istituzionale. Ecco perchè

Vogliamo lasciar fare, illudendoci che tutto stia procedendo normalmente? O ci impegniamo a difendere i principi costituzionali del con-vivere civile, che oggi sempre più spesso vengono calpestati, irrisi, minacciati da persone ignoranti e pericolose?

Per favore, non restare chiuso nel tuo mondo mentre i barbari distruggono tutto!

C’è bisogno di te: scrivimi.

Lavoriamo insieme.

Cultura non è accademia, ma fermento che trasforma

Il 17 gennaio scorso ho proposto una riflessione vagamente provocatoria sull’IMPEGNO CIVILE DEGLI INTELLETTUALI A PADERNO DUGNANO.

Adesso rilancio.

Se sei convinto che Paderno Dugnano possa rinascere anche attraverso la vivacità culturale, è ora di passare all’azione per dare concretezza politica a questo scenario.

Se hai idee, scrivimi.

Parliamone.