The End

E’ finito un ciclo e ne comincia un altro.

Il centrodestra, che amministrava Paderno Dugnano dal 2009, ha clamorosamente perso: Bogani e la Lega non se lo aspettavano, ma è successo e la sconfitta brucia.

Di chi è la responsabilità di questa débâcle?

Non sta a me dirlo, anche perché non conosco a fondo le dinamiche interne al centrodestra padernese. Certo è che, da osservatore esterno, ho notato molte cose e credo di aver colto alcune ragioni della crisi che ha indebolito e diviso lo schieramento, aprendo le porte alla sconfitta.

I fasti della stagione Alparone, quel senso di ostentata consapevolezza della propria forza, hanno progressivamente minato le fondamenta dell’intera struttura che domenica notte ha ceduto.

Non è bastato Salvini, chiamato in soccorso per ben due volte in un mese a Paderno Dugnano… Che soddisfazione vincere, battendo 1-0 l’invincibile “capitano”!

Non è stata sufficiente l’energia del commissario Ettore Fusco che ha cercato di porre rimedio alle divisioni nate all’interno della sezione padernese della Lega…

I maligni ridono beffardamente, leggendo i nomi degli eletti in Consiglio Comunale: Forza Italia ha eletto un solo consigliere comunale sotto la bandiera del partito e vari altri sotto le insegne della Lega.

Qualcuno in Via Bellerio si porrà qualche domanda? Cercherà di comprendere che cosa è successo domenica a Paderno Dugnano?

E forse qualcuno ai piani alti proverà a mettere il naso nella questione rovente che è all’origine della frana elettorale, e cioè l’ampliamento del Carrefour, contro cui l’allora segretario della Lega Rodolfo Tagliabue aveva intimato lo stop perché c’era qualcosa che non lo convinceva.

Restano da chiarire:

  1. Il ruolo dell’ex sindaco Marco Alparone nelle vicende degli ultimi mesi che hanno portato alla sconfitta del centrodestra.
  2. Le responsabilità della dirigenza cittadina di Forza Italia.
  3. Le dinamiche e le sofferenze interne del gruppo di Alberto Ghioni che inizialmente si è smarcato da Bogani con il sostegno di Forza Italia, poi si è trovato solo ad affrontare il primo turno, quindi è stato spinto ad apparentarsi con il candidato della Lega pagando per questo il prezzo di delusioni e abbandoni da parte di alcuni aderenti.

Rubagotti: “Voto Casati, ecco perché”

Ricevo dal Radicale Gianni Rubagotti le seguenti considerazioni:

Fusco mi ha convinto, voto Casati

Fusco, il commissario della sezione padernese della Salvini Premier, nonché della coalizione del centrodestra e di Bogani mi ha convinto. Domenica 9 giugno voterò Ezio Casati come sindaco di Paderno Dugnano.
Stiamo vedendo come una carica di fatto con pochi poteri come quella del Presidente del Consiglio dei ministri oggi chiamato premier, stride con un notaio esecutore di volontà altrui anche se si tratta di un contratto di governo.
Possiamo immaginare i rischi di un ruolo di grande potere come quello del Sindaco di un comune con una figura che negli scorsi giorni ha mostrato gravi limiti di libertà di movimento e non è chiaro fino a che punto si rapporterà con gli organi del suo partito una volta insediatasi.
Ora, la sede del PD padernese NON è commissariata da Milano.
Ezio Casati con i suoi pregi e difetti ha rappresentato da candidato sindaco tutta la sua coalizione e NON si è ritrovato un commissario del PD metropolitano che contattava altri esponenti politici a nome anche della lista a lui collegata.
Ezio Casati NON è stato smentito nelle sue posizioni politiche da un commissario esterno che contattava qualcuno con cui lui aveva detto di non volere avere a che fare (Bogani aveva detto di non voler parlare con Giuranna, Fusco da come si legge dal blog di Giuranna lo ha contattato).
E’ abbastanza chiaro perché Giuranna ha rotto non un’alleanza di giunta ma un rapporto all’opposizione per andare da solo alle amministrative (Giuranna pensava fosse necessario un candidato civico, Casati no) ed è chiaro perché si è alleato per il ballottaggio.
Qualcuno mi spiega perché dopo 5 anni di alleanza e un anno con Bogani ViceSindaco facente funzioni di sindaco Ghioni gli si è candidato contro? E quindi perché ora è tornato ad allearsi con lui?
E’ inoltre molto importante che la alleanza di Casati si sia allargata a Giuranna e Simona Arosio: ora il Partito Democratico non è più la maggioranza schiacciante nella coalizione di centrosinistra come lo era 5 anni fa, è stato costretto dalla crescita di Insieme per cambiare a sedersi a un tavolo e riconoscere che ha bisogno di altri. E’ la Lega invece ora nella alleanza di centrodestra ad avere una voce schiacciante sulle altre sensibilità.
E io vengo da una scuola per cui schiacciare gli altri è segno di debolezza e non di forza, e senza forza le giunte hanno il fiato corto o tirano a campare.
Chiudo con 2 note e un consiglio: il termine “recupero di suolo” presente nel programma di Casati non ricordo qualcuno che lo abbia usato prima di me (serata sulla Re3 all’ex Circolo della Famiglia), leggo di piantare 10.000 alberi, Oscar Figus nelle primarie delle idee del 2013 votate durante le primarie PD ne propose 4000.
Infine consiglio a Giuranna che corre un rischio analogo alle civiche di Sesto San Giovanni che sono state fagocitate dal Sindaco oramai ex-Forza Italia: hai avuto l’intelligenza di continuare la campagna elettorale per 5 anni con iniziative come quella sul Seveso e il testamento biologico. Continua e potrai andare oltre la grande crescita elettorale che hai raccolto.

Gianni Rubagotti,
Ex-candidato alle mai tenute primarie di centrosinistra a Paderno Dugnano.

L’Associazione per l’Iniziativa Radicale ‘Myriam Cazzavillan’ è la associazione che nel 2017 si è presa carico della promozione delle attività del Partito Radicale a Milano e in altre zone della Lombardia contribuendo al raggiungimento delle 3000 iscrizioni lo stesso anno.

web: iniziativaradicale.wordpress.com
Twitter: @AirCazzavillan
Facebook: Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”

Verso il ballottaggio: dialoghi in corso

Molti ci chiedono: che cosa farete adesso? Stiamo parlando con Ezio Casati e la sua coalizione per valutare un possibile apparentamento.

Sorprendentemente anche il commissario Ettore Fusco della Lega mi sta chiedendo un confronto e non esclude possibili forme di collaborazione con Bogani. Non l’avrei mai detto, ma la politica è bizzarra e capace di stupire 🙂

Il tempo per decidere l’apparentamento è breve. Entro 7 giorni dal primo turno elettorale (cioè entro il prossimo week-end) i due candidati hanno facoltà di dichiarare il collegamento con altre liste che al primo turno hanno sostenuto candidati diversi.

Ieri abbiamo avuto un primo confronto, necessariamente interlocutorio, con Casati e con le sue due liste di sostegno (PD e Futura). Dialoghi con altre forze politiche sono in programma. Naturalmente per giungere all’accordo serve la volontà di tutte le parti, cioè la cosa non dipende solo da noi.

La maggior parte dei messaggi che riceviamo ci invitano a dare sostegno a Casati, mentre una minoranza spinge per mantenere autonomia.

Il dialogo tra le forze politiche locali è in corso per cui non posso aggiungere i dettagli. Dico solo che io e le tre liste che mi hanno sostenuto siamo disponibili a collaborare per il bene della città se ci saranno chiarimenti su alcune questioni programmatiche relative al territorio.

Per conoscere l’assetto del ballottaggio serve pazienza fino a venerdì-sabato.

Ieri riflessione dei gruppi in vista del ballottaggio

Ieri sera i gruppi della coalizione che mi ha sostenuto si sono incontrati per focalizzare i prossimi passi in vista del ballottaggio.

Moltissimi cittadini (che ringrazio) mi hanno inviato attestazioni di stima e affetto. Non mancano le domande sul futuro prossimo: “E ora cosa farete?”.

Sono stato contattato per un confronto da Ezio Casati e da Ettore Fusco (commissario della Lega).

“Con Bogani – ho detto – non posso parlare prima che venga rettificato quanto riportato sul sito del Cittadino” (vedi post precedente). Con Casati il dialogo è aperto, e non da oggi.

La Lega e la suora

Saprà la suora che questa fotografia è stata scattata per uso politico? O concorda con le tesi leghiste in nome del noto rosario agitato da Salvini in Piazza Duomo?

Le prossime elezioni saranno per molti versi una partita giocata tra diverse sensibilità del mondo cattolico: oltre ai cattolici che si fidano di Salvini ce ne sono altri praticamente in tutte le formazioni in lizza.

Da credente ritengo che il periodo che precede le elezioni sia l’occasione per un discernimento e per una crescita nella fede e nella coscienza civile. Non ogni scelta è equivalente e alcune sono migliori di altre.

Tra le tante segnalo un’ottima occasione per coniugare fede e impegno politico: la neonata lista civica Persone al centro.

Forza Italia & Alparone: che cosa succederà ora?

Il primo a dire qualcosa di diverso rispetto a quanto stava accadendo nella nostra città è stato il Cavaliere: Berlusconi contro Alparone: come la mettiamo con Paderno Dugnano cresce?

La lettera del fondatore di Forza Italia non è stata accolta a Paderno Dugnano come un’indicazione da seguire, ma come un’opinione non vincolante.

Così, Alparone ha continuato a costruire le sue creature “Paderno Dugnano Cresce” e “Cormano Cresce”.

Quest’opera (finalizzata evidentemente a creare un bacino di consenso personale, non al servizio del partito) non è piaciuta a qualcuno.

Si è aggiunta poi la crisi con la Lega.

Ettore Fusco (il commissario inviato nella nostra città da Via Bellerio per riportare la pace dopo il colpo di mano tentato da Alparone sul Carroccio) è un leghista col forcone che parla chiaro e digrigna i denti. Sul Notiziario di venerdì ha dichiarato: “Ai giochini di Marco Alparone non ci stiamo. Facciamo un passo avanti a loro e ai loro interessi personali e a quello che non riguarda i cittadini. Per 9 anni, qui c’è chi ha portato avanti solo la sua immagine”.

Sufficientemente chiaro?

Direi di sì, visto che nella giornata di sabato si sono viste le prime ripercussioni in provincia di Milano. Affari Italiani le ha riassunte così:
Lega-Fi, lite in tre comuni. Effetto domino da Paderno

Adesso Mariastella Gelmini è al lavoro per mediare e ricucire. Deve trovare il bandolo della matassa: l’esito non è affatto scontato.

A Paderno Dugnano sono possibili più scenari: 1) tutto resta così com’è con Forza Italia che sostiene Alberto Ghioni e Paderno Dugnano Cresce; 2) per ragioni di equilibri provinciali/regionali tra Lega e Forza Italia quest’ultima potrebbe essere costretta a mollare il sostegno a Ghioni per confluire sul candidato Bogani (in questo caso Alparone resterebbe con Forza Italia o sceglierebbe di uscirne per continuare a fare il patron del suo partitino locale?); 3) potrebbe anche verificarsi un colpo di scena: Gelmini potrebbe decidersi per un drastico repulisti: far fuori, cioè, la dirigenza locale di Forza Italia per ricostruire il partito con altri nomi.

Stay tuned: la vicenda riserva possibili sorprese.

Lega, lo spettacolo continua

[Se non sai niente, guarda le puntate precedenti]

Dopo l’arrivo del commissario (Ettore Fusco) che ha ricevuto l’incarico di mettere pace tra i leghisti padernesi in vista delle elezioni del 26 maggio… dopo il comunicato stampa che ha annunciato che il candidato voluto da Via Bellerio è il Vicesindaco Bogani… proseguono i contatti e gli incontri per trovare la strada che conduca fuori dal pantano.

La situazione nel Carroccio padernese non è affatto stabilizzata (come vorrebbe far credere il comunicato di Fusco). Bogani per ora è il candidato della Lega, ma non è certo che lo resterà fino al 26 maggio. Proseguono infatti le manovre di Alparone (vero dominus della politica locale) per giungere ad un candidato unitario del centrodestra che si collochi ovviamente tra i nomi di suo gradimento.

Le informazioni circolano abbondantemente nei bar, nei colloqui privati, nelle telefonate, negli incontri riservati… Alcune notizie sono vere, altre meno, altre non lo sono per niente.

La mia impressione è che il centrodestra farà di tutto per arrivare unito all’appuntamento elettorale, anche perché con il vento che tira a livello nazionale la situazione è favorevole.

Restano però le ferite, che sono profonde e di non poco conto. La più grave è quella che ha intaccato la fiducia all’interno del gruppo dei sostenitori/alleati del Sindaco Alparone.

L’alchimia di un tempo non c’è più: agli occhi di tanti Alparone ha perso punti e il “NOI” di una volta è molto più fragile oggi.

Quando in un gruppo/alleanza ci si fa la guerra con modalità simili a quelle che si sono viste nel centrodestra padernese, non è facile tornare all’idillio degli inizi.

A Paderno Dugnano è ora di cambiare, non vi sembra? Chiudiamo questa brutta pagina e apriamone una nuova, fatta dai cittadini per la città!

Il brutto volto della Lega dietro la candidatura di Bogani

Il comunicato della Lega (vedi post precedente) scioglie le riserve: con la benedizione del commissario Ettore Fusco la Lega si presenterà al voto del 26 maggio con un proprio candidato. Il prescelto, dopo le turbolenze delle ultime settimane, è Gianluca Bogani che negli ultimi 10 anni è stato il fido collaboratore del Sindaco Marco Alparone.

Per questa sua attitudine alla subordinazione nei confronti dell’attuale consigliere regionale di Forza Italia Bogani si era inimicato parte della sezione padernese del Carroccio. Da questo malcontento era scaturita la candidatura del segretario cittadino Rodolfo Tagliabue (dimessosi nelle scorse settimane), che Via Bellerio ha impietosamente stroncato.

Ribadisco il mio dispiacere per come è stato trattato Tagliabue, del quale molti – ben al di là dell’area politica di riferimento – hanno stima. In questo modo la Lega ha confermato di non essere affatto la forza politica che difende le istanze locali contro il centralismo e la burocrazia. Al contrario, la macchina del partito, sottoposta all’influsso nocivo di Alparone & C., ha preferito sacrificare le istanze più genuine del territorio in nome di logiche di potere.

Parliamoci chiaramente: dietro il terremoto verificatosi nella Lega di Paderno Dugnano c’è soprattutto la questione scottante dell’ampliamento del Carrefour, su cui molti esprimono dubbi e preoccupazioni.

Bogani rappresenta la continuità con Alparone, per cui è abbastanza scontato che al ballottaggio vi sarà un apparentamento con il candidato sostenuto da Forza Italia e dalla civica Paderno Dugnano Cresce.

I padernesi sanno che Bogani governa da 10 anni: sull’operato della Giunta molti esprimono critiche, soprattutto per la carenza di progettualità e per la scarsa manutenzione dell’esistente.

La Lega con il commissario Fusco sostiene Bogani Sindaco

Ieri sera tardi sulla pagina Facebook della Lega di Paderno Dugnano è comparso questo comunicato:

ETTORE FUSCO È IL NUOVO COORDINATORE DELLA LEGA A PADERNO DUGNANO

Il Consigliere di Città Metropolitana ed ex Sindaco di Opera porterà la Sezione al voto di primavera.

Paderno Dugnano, mercoledì 20 febbraio 2019. Presentato ieri il nuovo Coordinatore della Lega alla riunione dei militanti di Paderno Dugnano a Cassina Amata. Sarà l’ex Sindaco di Opera e attuale Consigliere di Città Metropolitana Ettore Fusco a guidare il Movimento di Matteo Salvini in pista per le elezioni di maggio con un proprio candidato alla carica di Sindaco.
Ettore Fusco attualmente è anche vice Sindaco della sua Città, dopo due mandati da primo cittadino, con un ruolo di membro in quel Direttivo provinciale che lo ha, unanimemente, designato per questa carica tenendo conto delle capacità politiche, amministrative e strategiche mostrate in oltre trent’anni di militanza che, come lui stesso ha dichiarato appena insediatosi al coordinamento della Sezione locale, “metto al servizio degli amici di Paderno Dugnano affinché siano superati quegli attriti provocati ad arte, ma con poco successo, per indebolire una Lega con il vento in poppa che lascerà tutti dietro al vicino giro di boa delle elezioni”
La Lega si candida quindi a guidare la coalizione di centrodestra mettendo in campo accanto all’esperienza di Gianluca Bogani, il vice Sindaco facente funzioni che si propone all’insegna della continuità amministrativa con i due mandati precedenti, un valido amministratore e stratega che ha saputo portare la Lega alla conquista di Opera quando il Carroccio viaggiava intorno al 4% dei consensi in una delle roccaforti della sinistra nel cuore del sud Milano.
“Terminata la presentazione del Coordinatore – afferma Ettore Fusco – da questo momento si parlerà solo di Paderno Dugnano: una Città a cui mi sono già affezionato e che voglio considerare la mia seconda casa fino al termine del mio compito. Sono fortunato perché ho trovato molti militanti e sostenitori motivati che portano avanti gli ideali ed i valori del Movimento per l’esclusivo interesse dei cittadini delle sette frazioni di una Comunità che ha ancora molto da ricevere in termini di servizi ed attenzioni da parte di un Ente che, grazie all’attuale Governo del cambiamento, ha oggi la possibilità di essere ancora più vicino ai bisogni dei cittadini garantendo sicurezza, opere pubbliche e cura del territorio che in passato hanno patito i limiti delle politiche nazionali”.
Una sfida importante, in una grande Città, che Ettore Fusco e la Lega affrontano compatti sostenendo Gianluca Bogani Sindaco e la sua squadra di futuri consiglieri ed assessori che ancora tanto lavoro hanno da fare per Paderno Dugnano.