Manzoni: alegher anca dopo i elezion

Ricevo da Alberto Manzoni il seguente invito alla riflessione sulla cronaca politica. Ironia per pensare.

Alegher, el senator l’è negher!

Riflessioni in italiano che fungono da introduzione al sonetto in milanese dopo cinque anni dal Trittico delle vacanze (chi non ce l’ha può chiedermelo che glielo invio).

Un mese e un giorno fa siamo andati a votare noi italiani maggiorenni; per il Senato, noi italiani ultraventicinquenni. Precisiamo: noi 73% degli elettori. Ciò vuol dire che il 27% degli aventi diritto al voto non lo ha esercitato. Scelta che non condivido e non approvo, ma che ancora una volta non sembra aver interpellato i partiti; per quel che ho ascoltato io, vi ha fatto cenno soltanto la neo-presidente del Senato. Le medie nazionali delle percentuali di voto per questa camera dal 1948 al ’76 sono state costantemente sopra il 92% (anzi, sopra il 93% se si eccettua proprio il ’48), poi è incominciato un lento ma inesorabile calo. Votare, oh-oh!

Il 27%, alla fin della fiera, è il primo partito, perché anche chi ha avuto il 32% dei votanti deve considerare che questi equivalgono al 23% effettivo degli elettori. Questi calcoli non vengono fatti in genere. È vero che conta chi partecipa, ma pure che non si può giocare con le percentuali. Renzi continuava a vantare di essere arrivato al 40% con il Partito democratico alle elezioni europee, alle quali votò però il 58,7% degli elettori. La matematica è un’opinione, a volte.

Il neo-capo del Movimento cinque stelle ha proclamato la nascita della Terza Repubblica: bum! L’Italia è ancora una Repubblica parlamentare, c’è un Capo dello Stato che sceglie un presidente incaricato, il quale se ha una maggioranza in entrambe le camere forma il governo, altrimenti se ne sta a casa sua. Già le definizioni di Prima e Seconda Repubblica lasciano il tempo che trovano, perché se il passaggio è quello dal prima al dopo Tangentopoli, allora diciamo che in realtà non c’è stato, visto che la corruzione è ancora – secondo la magistratura – diffusa in modo preoccupante. E le stelle stanno a inventare.

La Lega ha avuto un risultato eclatante, anche perché è riuscito a Salvini ciò che non era riuscito a Fini, ossia superare Berlusconi e quindi presentarsi come leader del centro-destra, ossia della coalizione meno coesa del mondo. In più si presenta come il difensore della legalità ma anche della tolleranza e dell’inclusione: il primo senatore di colore della Repubblica italiana è targato Lega Nord. Alegher, el senator l’è negher! Dalla secessione all’annessione.

Intanto nel mondo si sono svolte più o meno di recente delle elezioni-per-modo-didire: Cina, Russia, Turchia. Noi abbiamo votato con una legge elettorale più “maiala” di quella precedente (“porcellum”), ma almeno il voto è ancora personale ed uguale, libero e segreto. Non tutto il mondo è paese.

Queste sono soltanto alcune considerazioni stese nei giorni che hanno preceduto le consultazioni, che il ieri il presidente della Repubblica ha incominciato. Sono volutamente ironiche e provocatorie. Avrei voluto scrivere di più; se lo farò cambierò genere letterario, anche perché come detto sopra sono di premessa al sonetto seguente.

Paderno Dugnano, 5 aprile 2018
(giovedì nell’Ottava di Pasqua,
memoria della sepoltura di sant’Ambrogio)

Alberto Manzoni

Alegher anca dopo i elezion

(Nota: i primi quattro versi fanno riferimento ai film Insyriated e Un sogno chiamato Florida, che ho visto nei giorni scorsi, ambientati rispettivamente in un appartamento di un quartiere siriano colpito dalla guerra e in un condominio di un quartiere statunitense colpito… dal benessere economico e dal degrado morale.)

Quand vedi i film che parlen di paes
che gh’han la guerra o indove no se magna,
o quej che viven semp’r in la cuccagna
e gh’è la maggioranza sorappes,

me disi che in la fin nunc milanes,
trentin o sicilian, in la cavagna
chì gh’emm quajcoss che la dentera sgagna
e di valor pù o men de tucc intes.

Adess ch’emm votaa per el Parlament
e per consilli e capp de la Region,
per quanto ghe sia minga di portent

in su quij scagn a menà el mestolon,
pregand i sant che me staghen arent
l’è ancamò mèj sta barca de cojon!

Alberto
29-31 marzo 2018

#PadernoDugnano, vince il cavallo scosso del M5S

Al Palio di Siena, e in analoghe manifestazioni ippiche, il cavallo scosso (cioè senza fantino) può continuare la corsa e anche vincere.

Così ha fatto il Movimento 5 Stelle alle elezioni di ieri a Paderno Dugnano: il “marchio” M5S ha ottenuto il maggior numero di voti senza che in città esista un gruppo di attivisti! Il vecchio gruppo, infatti, si è sciolto e i due portavoce in Consiglio Comunale Abbati e Cezza si sono dimessi non riconoscendosi nell’evoluzione del Movimento.

Achille Cezza annota amaramente su Facebook:

A Paderno Dugnano il Nm5s prende 7101 voti (il 26,50%). Niente incontri, niente pubblicità, niente gazebo, niente volantini.
Anzi 2 consiglieri dimissionari (con tutto il gruppo) a 2 mesi dalle elezioni.
Che dire! E’ la “social”-democrazia bellezza 😂😂😂
Confermo quanto scritto alcuni giorni fa da Giovanni Giuranna sul suo blog: l’ingombro.
Bisognerebbe lasciare spazio a questo nuovo voto (o vuoto, dipende dai punti di vista) e vedere cosa hanno da proporre di così innovativo e diverso rispetto a quanto hanno fatto alcuni cittadini in comune in questi anni.

Occorre riflettere su questa dinamica che evidenzia la generale disattenzione verso la politica locale e la partecipazione al voto come semplice gradimento del logo.

Marketing al posto di una reale partecipazione alla vita democratica?

Paderno: M5S primo partito, Lega raggiunge e supera il PD, FI arretra, Casati non passa all’uninominale

Avremo tempo per analizzare attentamente il risultato locale del voto di ieri.

Ad un primo sguardo si coglie il balzo in avanti del Movimento 5 Stelle che (rimasto senza rappresentanti in Consiglio Comunale!) è divenuto la prima forza politica cittadina.

La Lega (fu Nord) di Salvini al Senato raggiunge il PD e alla Camera, col voto dei giovani, lo supera.

Forza Italia appare in calo e soprattutto perde la primazia nel centrodestra. Il vicesindaco del Carroccio Bogani gongola, mentre il coordinatore cittadino di F.I. Elia Torraca soffre.

Il Partito Democratico cittadino è in netta flessione: alle Politiche del 2013 aveva ottenuto alla Camera 8.229 voti, nel 2014 alle Europee fece il boom raggiungendo 10.606 voti e ieri è stato sostenuto alla Camera da 5.993 elettori.

Il candidato padernese di centrosinistra nel collegio uninominale della Camera non è stato eletto. Ezio Casati arriva, purtroppo, terzo alle spalle di Jari Colla (centrodestra) e Daniela Gobbo (M5S).

Casati ha pubblicato su Facebook in mattinata la seguente dichiarazione:

È complicato scrivere oggi, ovvero basterebbe dire
Ho Perso!!!
Ed è la verità, ho perso e perso male.
Però voglio aggiungere una riflessione, breve ma doverosa,
Il 50% degli italiani hanno scelto Lega e Movimento 5 Stelle.
Non pronuncio le parole hanno vinto i populismi.
Hanno vinto la paura dello straniero e la facile soluzione a problemi molto più complicati.
Ma bisogna portare molto rispetto per il voto dei cittadini.
Ora tocca a loro, non so come formeranno un governo e mi auguro che il PD decida di restare all’opposizione.
I numeri per formare un governo Lega 5 Stelle ci sono.
Forza Italia esce molto indebolita e può solo fare la portatrice di voti, le carte le danno gli altri.
Il PD, il mio partito esce pesantemente sconfitto e con esso la sua leadership,
Io torno a fare il cittadino e l’imprenditore, ringrazio tutti quelli che hanno creduto e sperato in me, molti mi avevano detto di non metterci la faccia e di stare ad aspettare, io non sono fatto così , io ce l’ho messa e non mi pento.
Voglio però dirvi che provo preoccupazione per il nostro Paese, adesso bisogna passare dalle promesse ai fatti e penso che ne vedremo delle belle.
Vi ringrazio…….una parola sul futuro ……certamente non lascio l’impegno politico .
Buona fortuna Italia mi auguro fortemente e saldamente dentro l’Europa.

Liberi e Uguali ottiene un risultato molto basso (Camera 2,97% e Senato 3,09%)

Resta da conoscere il risultato personale del Sindaco Marco Alparone candidato alle Regionali. Lo spoglio inizia oggi alle ore 14.

Alberto Manzoni: riflessioni per il voto del 4 marzo

Ricevo da Alberto Manzoni questo denso contributo in vista delle elezioni, che pubblico integralmente:

Verso il voto del 4 marzo: qualche paginetta per chi ha voglia e tempo

I – Riassunto della serata di “discernimento preelettorale” del 4.2.2018 a Paderno Dugnano

Paderno Dugnano, 28 febbraio 2018 – Domenica prossima, 4 marzo, siamo chiamati alle urne per le elezioni politiche e – come lombardi, al pari dei laziali, – regionali. La domenica 4 febbraio, quindi un mese prima, per iniziativa del sottoscritto come consigliere pastorale diocesano, dopo aver sentito un parere delle parrocchie su data e ora più opportune, si è svolto un incontro pubblico, presso il salone “Monsignor Buzzi” della parrocchia di Paderno, che ho presentato come “discernimento preelettorale”. Questa definizione voleva sottolineare il fatto che si trattava di un’occasione di riflessione, a partire da interventi recenti del Magistero della Chiesa, senza alcuna pretesa di dare indicazioni di voto – anche perché non sono stati invitati candidati o esponenti di partito –, ma cercando di fornire qualche criterio per orientarsi nei programmi e nelle dichiarazioni degli schieramenti politici.

Avevamo invitato due relatori; uno, Nadir Tedeschi, non è potuto essere presente per motivi familiari. Ricordo che è stato deputato (1976-1987); profondo conoscitore del mondo del lavoro e della formazione professionale, è medaglia d’oro di vittima del terrorismo 2010 assegnata dal presidente della Repubblica. Ci ha inviato un breve messaggio: «Cari Alberto e amici di Paderno Dugnano, mi spiace tanto avere dato la mia adesione e poi non poterla onorare. Pensavo di esprimere la mia opinione sulle prossime elezioni politiche e regionali, soprattutto essendo consapevole del difficile ma insieme interessante momento. La nostra democrazia dopo 70 anni vive una grande crisi di identità e fiducia. Le ragioni sono varie e complesse. Secondo me è terminato il ruolo preminente svolto fino a poco tempo fa, più o meno, direttamente dai Partiti che hanno fatto la Resistenza, la Repubblica, la Democrazia e tutto il resto, compreso l’avvio di una politica di integrazione europea. Era prevedibile tutto questo, ma il dopo vive un momento di sfiducia e smarrimento. Dire che la democrazia non ha alternative, se non evocando il grande Churchill, non basta, soprattutto rispetto ai giovani. L’offerta politica è molto carente e confusa. Però non possiamo andare indietro, soprattutto nel disegno della Europa del futuro. Abbiamo bisogno di una politica seria e di coinvolgere nuove energie nell’impegno politico, raccogliendo tutta la forza che può anche derivarci dalla cultura cristiana europea. Amici di Paderno: non perdiamo l’occasione del voto, scegliendo forze e persone capaci e credibili. Ritroviamo fiducia e speranza. Siamo partiti dai venti mesi terribili della Repubblica di Salò, io li ho vissuti da vicino, non disperdiamo il cammino fatto».

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