Don Luca Andreini: “Voglio lodare i cristiani che si impegnano in politica”

Sul bollettino della Comunità pastorale San Paolo VI (Calderara, Dugnano e Incirano) questa settimana si può leggere questa riflessione del parroco, Don Luca Andreini:

Voglio lodare i cristiani che si impegnano in politica.  Tutti coloro che si impegnano con onestà sono da lodare (cristiani e non cristiani), ma vorrei avere una particolare attenzione  per le sorelle e i fratelli che si rendono disponibili – anche nella nostra città –  in questo tempo in cui si dice che i credenti siano timidi e un po’ disimpegnati.
Li voglio ringraziare, perché vedo le loro buone disposizioni di intelligenza e di cuore e perché mi pare che la loro fede non sia estranea a questa scelta di impegno, ma li spinga a prendersi cura degli altri.
Li voglio anche incoraggiare perché questo servizio è una vera forma di carità. Però è una carità “esigente”, non facile (come scrisse S. Paolo VI), che chiede fortezza d’animo, che esige rigore morale, che porta al sacrificio della dedizione. Solo così si può sfuggire alla seduzione del potere e alla tentazione dello scoraggiamento.
Li voglio anche accompagnare. Vorrei farlo con tutta la nostra comunità. Per dire che li seguiamo con stima perché abbiamo una considerazione alta dell’impegno politico quando è vissuto come servizio.  Per condividere con loro il desiderio di aiutare questa umanità e questa città. Per fare sentire loro la sincerità della nostra preghiera. Anche per assicurarli che li avvertiremo, fraternamente e francamente, quando li vedremo tentati di sfuggire le esigenze del Vangelo.
Voglio lodare i cristiani che si impegnano in politica; quella vera.  
Anche così, infatti,  la Chiesa è fedele al Signore.

don Luca

Don Luca parroco e le elezioni: cercare prima di tutto il bene comune

Don Luca Andreini, parroco della Comunità pastorale Beato Paolo VI (Dugnano – Incirano – Calderara), propone questa breve riflessione in vista del voto di domenica 4 marzo:

“Si ricordino perciò tutti i cittadini del diritto, che è anche dovere, di usare del proprio libero voto per la promozione del bene comune”. Così troviamo scritto nel documento Gaudium et spes, del Concilio Vaticano II (n.75).

Domenica prossima saremo chiamati ad esercitare questo nostro diritto, che è anche un dovere. Ciascun cittadino esprimerà la sua scelta in base alle proprie convinzioni e al giudizio della sua coscienza, valutando quanto ha ascoltato e visto. Le analisi, le promesse e le ricette su cui esprimere il nostro giudizio e la nostra fiducia certo non mancano.

Ciò che invece mi sembra mancare è quella che viene definita la “promozione del bene comune”.

Certo, il concetto di bene comune appare oggi molto “stravagante”, perché richiede lo sforzo di non pensare soltanto alla soluzione dei singoli problemi (i propri), ma anche di immaginare e costruire le condizioni della vita sociale perché tutti (singoli, famiglie, gruppi) possano realizzare il proprio bene. (cf GS, 25)

Il concetto stesso di bene comune va oltre la difesa degli interessi particolari. Richiede poi uno sguardo lungo e profondo sul progetto di società e sul bene da ricercare. Motivi che, forse, lo rendono tema poco “elettorale”.

E però lo rendono anche il più concreto e necessario dei temi: perché si possono risolvere tanti problemi, attuare tante buone leggi, difendere tante giuste rivendicazioni, ma questo sarà inefficace se dovesse mancare una società viva e unita, se l’economia diventasse sempre più ingiusta, se le condizioni di vita fossero impraticabili. Sarebbe come riparare un guasto in un impianto, e dover poi assistere al crollo della casa stessa.

Per questo continuerò a cercare – tra le proposte e le promesse – qualche “luce” che possa contribuire alla promozione del bene comune.

don Luca parroco