Si profila uno scontro a tutto campo: tu da che parte stai?


Vaso Francois, Lotta fra Lapiti e Centauri, VI sec. a.C. (Museo Archeologico Firenze)

La stagione politica che stiamo vivendo è per molti aspetti sconfortante. Ciò che fino a poco tempo fa sembrava acquisito ora viene messo in discussione e rischia di essere perso.

Ritenere che l’attuale dialettica sia un legittimo confronto tra posizioni diverse che si alternano nella gestione della cosa pubblica è un’ingenuità imperdonabile.

Nella disaffezione generale per la cosa pubblica qualcuno sta provando a minare i fondamenti stessi della nostra società e a smantellarne l’architettura democratica.

Leggi l’analisi di Riccardo Bonacina su VITA (5 dicembre): Siamo entrati nell’era del razzismo normativo e istituzionale. Ecco perchè

Vogliamo lasciar fare, illudendoci che tutto stia procedendo normalmente? O ci impegniamo a difendere i principi costituzionali del con-vivere civile, che oggi sempre più spesso vengono calpestati, irrisi, minacciati da persone ignoranti e pericolose?

Per favore, non restare chiuso nel tuo mondo mentre i barbari distruggono tutto!

C’è bisogno di te: scrivimi.

Lavoriamo insieme.

La tentazione di credere che bisogna distruggere l’Europa per cambiarla

Dopo l’incontro tra Salvini e Orban il disegno appare più chiaro.

Lo ha riassunto ieri su Affari Italiani in modo comprensibile il filosofo filogovernativo Diego Fusaro:

Salvini e Orban riusciranno a cambiare l’Europa?
“Io spero che più che cambiarla, questa Unione europea, la facciano crollare e da lì poi si riparta per un’Europa unita, vera, di popoli affratellati, democratici, solidali e, aggiungo, socialisti. Il contrario dell’Unione europea bancocratica e turbocapitalistica oggi imperante”.

Molti purtroppo pensano che le “picconate” di Salvini e Orban porteranno ad un miglioramento del funzionamento delle istituzioni europee.

Imperdonabile ingenuità: distruggere è facile, ricostruire è molto più difficile, per non dire impossibile.

Mandare l’Europa a gambe all’aria è pericolosissimo.

 

Democrazia non è solo votare

Come antidoto a tanta malapolitica che avvelena l’aria che respiriamo vi segnalo un libretto che raccoglie vari interventi di Dossetti sulla “democrazia sostanziale”.

Democrazia sostanziale

In questo volume, per la prima volta, vengono proposti gli interventi di uno dei padri della Costituzione sulla democrazia. L’idea di promuovere una “democrazia sostanziale” – ossia “vero accesso del popolo e di tutto il popolo al potere e a tutto il potere, non solo quello politico, ma anche a quello economico e sociale” – è il contributo più fecondo di Dossetti al sistema politico italiano. Rileggendo queste pagine emerge il carisma di una personalità che seppe unificare le diverse componenti dell’Assemblea Costituente e appare chiaro il senso di un ambizioso progetto per il progresso democratico, economico e sociale del nostro Paese.

Leggi la Prefazione (di Carlo Galli) e l’Appendice 2 (Democrazia sostanziale di Giuseppe Dossetti)

Web: Edizioni Zikkaron

Democrazia a perdere? Dipende da noi

Nei giorni scorsi sul blog Qui Paderno Dugnano Ottorino Pagani ha pubblicato una riflessione sulla crisi del sistema democratico a livello “provinciale”: Verso le “Istituzioni Marziane”: Cristo si fermerà su Marte. Democrazia e Città metropolitana

In generale, a due mesi dalle elezioni politiche e regionali, credo che sia importante recuperare lo spirito della partecipazione democratica (che oggi sembra smarrito). Utile in questa prospettiva rileggere il Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella.

Mi spiace doverlo riconoscere, ma il grado di partecipazione alla vita politica (cioè alla gestione comune della pòlis) è veramente ridotto. Non è il momento, ora, di cercare le responsabilità di questo stato di cose; resta, però, la preoccupazione.

La maggior parte degli elettori appare disinteressata e delusa.

Molti non partecipano neanche più al voto. Quelli che ancora lo fanno… spesso pensano che la democrazia si riduca alla scelta depositata nell’urna elettorale: “Io ti delego, tu fai… La prossima volta, se il tuo operato non mi piace, non ti voterò più”.

Questa visione è profondamente distorta e conduce alla sterilizzazione della vita democratica. Perché democrazia non è mai delega, neanche quando assume la forma indiretta della rappresentanza.

Continuiamo, dunque: la strada è faticosa ma va percorsa.

Fascistelli, fascistoidi, fascistoni…

Tira una brutta aria.

Basta leggere i titoli a tutta pagina del quotidiano Libero (che vende poche copie, ma si fa notare grazie al rimbalzo a catena sui social).

O restare sorpresi di fronte a persone carine e vestite a modo che dicono con naturalezza frasi mostruose.

Solo qualche anno fa non avrei pensato che organizzazioni come Forza Nuova potessero riscuotere tanta simpatia e sostegno.

L’idea di rieditare la marcia su Roma il prossimo 28 ottobre potrebbe sembrare una provocazione, una boutade da sbruffoni, ma ottiene una risonanza che in altri periodi non avrebbe avuto.

Purtroppo oggi l’antifascismo sa di vecchio e stantio. Meglio pensare a sé stessi e seguire l’istinto di potenza e piacere.

Mostrare i muscoli (e all’occorrenza usarli) è motivo di vanto.

Chi, come me, prova imbarazzo e disagio di fronte alla panna nera che sta montando deve avere il coraggio di dire che  qualcosa non ha funzionato nell’educazione dei più giovani, nella formazione delle coscienze, nella ricerca del bene comune.

Una simile presa d’atto è il primo passo per ricominciare.

 

 

Ampliamento Carrefour e variante RE3: partecipazione (quale?), diritti (di chi?)

Per il mese di settembre l’agenda politica padernese prevede due temi caldi: l’ampliamento della galleria del Centro Commerciale Brianza e l’ambito residenziale RE3. I lettori più assidui sanno a cosa mi riferisco, gli altri lo metteranno a fuoco nei prossimi giorni.

Intanto vi propongo tre riflessioni, scritte in tempi diversi da Ottorino Pagani sul blog Qui Paderno Dugnano.  Apparentemente possono sembrare ragionamenti teorici e sganciati dalla fattualità concreta; sono invece approfondimenti utili per capire che cosa sta succedendo oltre la cronaca di superficie.

Che cosa si intende con partecipazione popolare? Può una sola assemblea pubblica essere considerata un adeguato strumento di confronto con la cittadinanza?

E quando si parla di diritti acquisiti (lo fa per esempio la Giunta padernese relativamente ai diritti edificatori RE3), si fa riferimento a titoli di spettanza di poche persone, mentre occorrerebbe non dimenticare il quadro generale del bene comune…

Di seguito i tre post di Ottorino Pagani: