Partecipazione, sport e cultura: ne abbiamo parlato con il Centro Schiaffino

Molto interessante la tavola rotonda di sabato pomeriggio alla festa di Insieme per cambiare. Al dibattito ha partecipato il Centro Schiaffino, che così ha scritto sulla propria pagina facebook:

Nel’ambito della 2 giorni organizzata dalla lista civica Insieme per cambiare Paderno Dugnano che presenta il candidato sindaco Giovanni Giuranna si è svolto ieri un dibattito sul tema “Più partecipazione: sport, cultura e tempo libero”

La nostra Società è stata ufficialmente invitata all’evento che si è svolto al Parco Toti di Paderno.

Il nostro Presidente Roberto Romanò e il consigliere Luciano Buschi sono intervenuti al dibattito fornendo agli organizzatori e al pubblico presente interessanti spunti e concrete proposte.

#CentroSchiaffino #PadernoDugnano #Proposte #Sport #Tempolibero #noicisiamo #Paderno

Di seguito il video del dibattito, a cui hanno preso parte, oltre a me, Roberto Romanò e Luciano Buschi del Centro Schiaffino e Anna Varisco di Insieme per cambiare.

Occhi e cuore per far bella #PadernoDugnano

Credo che Paderno Dugnano potrebbe diventare un punto di riferimento per il Nord Milano, una sorta di faro che segnala l’accesso nord alla grande… “Mila”.

La nostra città è posizionata su assi viari di rilievo, ancorché bisognosi di ripensamento: in senso nord-sud la superstrada Milano-Meda, la linea ferroviaria TreNord, l’antica via Comasina (il cui tracciato risale all’epoca romana), il tram Milano-Limbiate… e, in direzione est-ovest, le autostrade Rho-Monza e A4…

Senza dimenticare la rete verde (il sistema dei parchi, che va difeso e ha bisogno di essere implementato) e la rete blu (fiume Seveso da bonificare, canale Villoresi).

Per raggiungere l’obiettivo però servono occhi capaci di intravedere già oggi il futuro della nostra città. E servono cuori, cioè passione, intelligenza e audacia.

Non lasciamo la città in mano ai palazzinari!

La Giunta si è dimostrata culturalmente povera (non fatemi fare esempi) e, in otto anni di governo, ha saputo solo gestire l’esistente.

A causa della crisi economica non hanno devastato eccessivamente il territorio, ma non sono stati capaci di avviare processi virtuosi di partecipazione, innovazione e creatività per migliorare la qualità della vita a Paderno Dugnano.

Se andiamo avanti così, siamo destinati a restare per sempre periferia dell’Impero

Lettera al blog: Bovassi, cultura e fascismi

Ricevo da Sandro Bovassi la seguente riflessione che pubblico volentieri:

Cerco di mescolare due interventi del blog: cultura non è accademia (17 gennaio/1 dicembre), e mentalità fascisteggiante (7 dicembre).
La cultura dovrebbe essere la rappresentazione dello spirito popolare della società, nel senso che acquisiamo cultura quando/se riusciamo a comprendere ciò che la società vive. E successivamente ci sforziamo di capire e analizzare quali bisogni e quali insegnamenti ci vengono trasmessi.
Possiamo dire con rammarico che non riusciamo a capire molto.
Purtroppo il riferimento non è solo locale ma copre l’intero nostro paese.
Cosa sappiamo delle idee della cosiddetta gente comune?
Soldi: per lo più tutti dicono non siano mai abbastanza. Mi piacerebbe poter raccontare alcune situazioni in cui le persone coinvolte si devono preoccupare del pasto quotidiano e non di molto più.
Assistenza: che viene di seguito, perché chi non ha, ha maggior bisogno di sostegno, e non so quanti si rendano conto di quanto ampi siano questi bisogni (provate a chiedere agli assistenti sociali o ai patronati).
Salute: cercate un appuntamento veloce senza dover pagare un professore privatamente.
Casa: quante sono le abitazioni sfitte e quante persone cercano una casa? Guardate per le vie, quante sono le agenzie pronte a trovarvi casa… (dato che ci siete guardate quante sono le banche pronte al prestito o le assicurazioni…). Però dobbiamo costruire…
Questo ci porta all’ambiente, che in un altro modo si può ricollegare alla salute. Ogni tanto leggiamo delle polveri sottili, e cose simili… Fate fatica a respirare? Tossite spesso? Vi ammalate più di una volta? Fate voi…
Naturalmente ci sarebbe ancora da parlare di scuola, partecipazione, vicinato, volontariato, privatizzazioni, migrazione…
Le mancanze della politica hanno ricadute sulla vita sociale, potremmo dire colpe…
Allora perché stupirsi che ci sia chi crede che una chiusura nei confronti degli altri sia la risposta da dare a tutto. Stupirsi che la persona forte, il leader, sia la ricerca che muove un po’ tutte le forze politiche sembra un po’ ipocrita, soprattutto se si guardano alle liste delle elezioni che propongono il partito/movimento per… (metteteci il nome che volete di quelli che compaiono più spesso nei notiziari e lo troverete).
Fascismo/nazismo sono fatti storici del secolo scorso (ed anche il comunismo) che si credevano superati per esperienza diretta. Ma più le ere si susseguono e meno testimoni credibili rimangono.
Allora spacciare certe ideologie come quelle che “ascoltano” il popolo, la gente, riesce facile, soprattutto con chi non ha avuto per decenni dei buoni maestri.
Noi siamo nati qui, noi abbiamo diritto a tutto, noi contiamo.
Paderno ha quasi 50 mila abitanti: quanti sono i nativi? Quanti se ne sono andati? Quanti lavorano o studiano fuori dal nostro paese? Quanti allora potrebbero rivendicare dei diritti? Quanti contano qui?
La tolleranza è difendere ed ascoltare tutte le opinioni per poterle mettere a confronto, sempre che queste opinioni non siano escludenti. Nel momento in cui si dice “quando saremo al potere gli altri non ci saranno più” siamo di fronte a una posizione che non si può accettare.
Tanti anni di politiche che sostengono il privato (io solo conto) a discapito del conviviale (se stai bene tu sto bene anch’io) hanno portato un po’ tutti a ragionare in termini di Pil (ma cosa ne sappiamo noi?), di carriera (e quando la multinazionale si trasferisce in qualche luogo fiscale, paradisiaco per pochi?).
Perché stupirsi se siamo superficiali ed ignoranti dal momento che non siamo consapevoli di come siamo, di come ci hanno/siamo cresciuti?
Domani è un altro giorno, si vedrà. Se sapessimo dove guardare…

Sandro
E buon natale…

Cultura non è accademia, ma fermento che trasforma

Il 17 gennaio scorso ho proposto una riflessione vagamente provocatoria sull’IMPEGNO CIVILE DEGLI INTELLETTUALI A PADERNO DUGNANO.

Adesso rilancio.

Se sei convinto che Paderno Dugnano possa rinascere anche attraverso la vivacità culturale, è ora di passare all’azione per dare concretezza politica a questo scenario.

Se hai idee, scrivimi.

Parliamone.

«Scuotere l’immobilismo conservatore» della città. L’eredità di Gigi Pedrazzi

Sulla rivista Il Mulino Romano Prodi commemora l’amico bolognese Luigi Pedrazzi, recentemente scomparso: Un ricordo di Gigi Pedrazzi

In occasione della morte ho dedicato anch’io un post a questa figura significativa del cattolicesimo democratico bolognese (e non solo).

Da lui, negli anni 2009-13, ricevevo per e-mail la lettera Il nostro ’58, ideata per rivisitare (in un clima ecclesiale diverso da quello odierno) il 50° anniversario dell’elezione di Papa Giovanni XXIII e il conseguente Concilio Vaticano II.

E’ stata un’esperienza intensa sia dal punto di vista spirituale che culturale. Chi avesse curiosità può rendersene conto, frugando nell’archivio delle circolari spedite regolarmente da Gigi ad un indirizzario ampio e variegato e successivamente confluite, almeno in parte, in volumi a stampa (Edizioni Il Mulino / Claudiana).

Leggendo il ricordo di Prodi, mi ha colpito l’impegno profuso, con Dossetti, per «scuotere l’immobilismo conservatore» di Bologna durante la campagna elettorale per le Amministrative del 1956.

Anche noi a Paderno Dugnano (senza naturalmente istituire impropri confronti con un polo universitario come Bologna) abbiamo bisogno di scuotere un certo immobilismo conservatore.

Sì, perché la nostra città (nonostante la feconda stagione delle giunte di centrosinistra) è da considerarsi piuttosto stagnante dal punto di vista socioculturale. Nessuno si offenda: a Paderno esistono certamente bellissime e stimolanti esperienze di segno contrario, ma è oggettivamente difficile respingere l’impressione del “dormitorio” alle porte di Milano

L’acqua ferma va smossa, canalizzata; così la “palude” (culturalmente parlando) potrà lasciare il posto ad un ambiente più vivace ed ospitale. Sono convinto che Paderno Dugnano abbia molte risorse da giocare, che ad oggi risultano poco valorizzate.

Raccogliamo, dunque, anche nella nostra città la sfida di Luigi Pedrazzi in ambito ecclesiale, sociopolitico e culturale!