Quanto è breve la distanza tra àpistos e pistòs

Il vangelo domenicale di oggi (Giovanni capitolo 20, versetto 27) parla di Tommaso, passato alla storia per il suo dito e l’incredulità.

Mi piace questo commento sul blog della rivista Il Regno:

Gesù non rimprovera Tommaso, ma gli offre la possibilità di diventare credente. In greco, basta togliere un semplice “a” privativo, per passare da apistos a pistos: quasi a dire che il passaggio dall’incredulità alla fede può anche essere piccola cosa.

Re-blog

Stamattina ho partecipato via YouTube alla messa della mia comunità pastorale e ho ascoltato con attenzione l’omelia di don Paolo Boccaccia.

Mi è tornata alla mente una frase di Oscar Wilde tratta da Il Ritratto di Dorian Gray, che mi aveva molto colpito in quarta ginnasio:

Quando si espone un’idea a un vero inglese, il che è sempre un atto temerario, costui non si sogna nemmeno di valutare se l’idea è giusta o sbagliata. L’importante per lui è sapere se chi l’ha esposta ne è convinto o meno.

If one puts forward an idea to a true Englishman–always a rash thing to do–he never dreams of considering whether the idea is right or wrong. The only thing he considers of any importance is whether one believes it oneself.

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, capitolo 1

Credente ateo

E non risulta affatto contraddittoria la bellissima risposta che Ernst Bloch diede a Jürgen Moltmann che dopo una sua conferenza gli chiedeva perplesso: «Signor Bloch, lei è ateo, nevvero?». E Bloch rispose: «Sono ateo per amor di Dio». Risposta che a qualcuno può sembrare molto «spiritosa » e che io, invece, trovo molto profonda e molto carica di Spirito! Quello stesso Spirito che tormentava il cuore di padre Turoldo e che, pregato, fioriva sulla sua bocca come poesia: «Fratello ateo, nobilmente pensoso, alla ricerca di un Dio che non so darti, attraversiamo insieme il deserto. Di deserto in deserto andiamo oltre la foresta delle fedi, liberi e nudi verso il nudo Essere e là dove la Parola muore abbia fine il nostro cammino»

Aldo Antonelli,
“Rocca” n.2 del 15 gennaio 2020