Elettori demotivati, serve uno shock di fiducia

Il divorzio di tanti (troppi) cittadini dalla politica è preoccupante.

Contro il partito del non voto (formato da elettori disillusi che hanno deciso di farsi da parte) non valgono le vecchie ricette. Serve qualcosa di nuovo. Una sorta di shock emozionale che riaccenda in tanti la voglia di partecipare.

A livello locale questo può accadere, se invece di riproporre vecchie formule si avrà il coraggio di sperimentare qualcosa di nuovo. Bisogna mettere in secondo piano i partiti, le bandiere, le strutture, gli organigrammi, le logiche di schieramento, i linguaggi collaudati (insomma, il passato) e puntare sulla passione civica.

Dire a tutti che non interessa nient’altro che la città.

Amare Paderno Dugnano, far innamorare altri, contagiarli, coinvolgerli in un sussulto di partecipazione.

Come rinnovare la politica locale

Sulla mia nuova pagina facebook ieri ho scritto così:

Per rinnovare la politica locale è necessario puntare fortemente sul civismo, fare agli elettori una proposta nuova che esca dagli schemi.

Con questo non intendo una riverniciatura civica su un impianto politico vecchio… In questo campo il maquillage non convince.

Bisogna attingere energie ad un livello più profondo!

Leggete la definizione di “civismo” proposta dal vocabolario Treccani.

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Dal civismo la speranza di novità per #PadernoDugnano

Dopo la cena di autofinanziamento prosegue la campagna soci della lista civica Insieme per cambiare.

Insistiamo, perché siamo convinti che in questa fase di disorientamento e disaffezione verso la politica l’unico percorso credibile per il rinnovamento locale possa venire dai cittadini.

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Paderno Dugnano merita di più!

Politica locale, trattative in corso: gossip e convenienze

I giornali locali riferiscono di incontri tra le forze politiche in vista delle elezioni amministrative: poco più che gossip.

Leggo e rifletto, riproponendo alla vostra attenzione il concetto fondamentale per la lista civica Insieme per cambiare: puntare realmente sul civismo.

Quanto ai sommovimenti interni al centrodestra, si sa che nei giorni scorsi la Lega ha scelto il proprio candidato (Rodolfo Tagliabue), ma al tempo stesso si intravede un’ombra. Non conosco le dinamiche di via Bellerio, ma ho la sensazione che la decisione vera calerà dall’alto e con buona probabilità sarà diversa da quella assunta dai leghisti padernesi.

A Paderno Dugnano gli interessi in gioco sono tanti e la linea espressa da Tagliabue potrebbe non essere considerata adeguata all’obiettivo. Spiace per il segretario cittadino del Carroccio e per chi, all’interno del partito, vorrebbe una politica protesa verso i bisogni della città.

Se vi interessa il futuro di Paderno Dugnano, fate meglio a fidarvi di chi in questi anni ha dimostrato di lavorare seriamente per la nostra città: la lista civica Insieme per cambiare.

Elezioni Comunali: ecco che cosa chiede l’altra città alla politica

A Paderno Dugnano governa dal 2009 il centrodestra unito (Forza Italia, Lega e liste di supporto). Che cosa gli Amministratori abbiano fatto in questi 10 anni è sotto gli occhi di tutti, per cui ognuno ne darà personale valutazione al momento del voto.

Non pochi cittadini sono scontenti, perché la manutenzione non c’è.

Girando per Paderno Dugnano si ha la sensazione di muoversi in una città lasciata andare. Esempio estremo di questo cattivo governo del territorio è lo stato di abbandono in cui versa Piazza Berlinguer con la velostazione (pomposamente annunciata da Alparone come porta di ingresso della città) diventata un casotto logoro e deteriorato prima ancora dell’inaugurazione!

Chi ha permesso tanto degrado ne è responsabile.

Che cosa chiedono, dunque, alla politica i cittadini che non si riconoscono in questa Giunta?

Di non essere presi in giro.

Cioè di avere un sindaco che non sia preoccupato della propria carriera politica o del blasone di scuderia. Un interlocutore che metta al primo posto la città e non le bandiere di partito. Una maggioranza che non sia un carrozzone di interessi e pretese, ma che lavori in modo concreto per il benessere della collettività.

I partiti, soprattutto a sinistra, stanno attraversando una crisi di grosse proporzioni di cui bisogna prendere atto. Evitando però di ricorrere al civismo quasi fosse un espediente per tamponare momentaneamente la falla!

Al riguardo trovo interessante un post scritto un paio di mesi fa dal Professor Andrea Pertici (ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Pisa): Evocare il “civismo” per mascherare gli errori di partito

A livello locale è possibile tentare un esperimento nuovo, che in molti oggi attendono: mettere al centro i cittadini e costruire – in uno stile collaborativo e aperto – la Paderno Dugnano dei prossimi dieci anni.

Cittadini che non siano cooptati al servizio di partiti ormai fiacchi e poco propositivi, ma siano invece motore di sviluppo e di creatività. Insieme naturalmente a tutti quelli che ci stanno: partiti, associazioni, imprenditoria, parrocchie, scuole, singole persone…

Questo per me significa puntare sul civismo!

Ci proviamo?

Verso le elezioni: che cosa succede dietro le quinte?

Sono in corso colloqui riservati tra forze politiche in vista delle elezioni di maggio. Chi non vi partecipa si chiede: che cosa sta succedendo?

Riferisco solo quello che è già sostanzialmente pubblico e su questo rifletto ad alta voce.

Un video di auguri postato nei giorni scorsi su facebook dal consigliere comunale Alessandro Camagni della lista civica di centrodestra Paderno Dugnano Cresce (eletto però in Forza Italia) contiene un appello ai consiglieri a cui egli chiede di fare scelte di responsabilità per il bene della città e di non restare “attaccati alla cadrega”.

L’invito è ripetuto un paio di volte e suscita curiosità. A che cosa si riferisce?

Probabilmente si tratta di un messaggio alla Lega e ai suoi possibili alleati perché rinuncino alla candidatura che va per la maggiore del segretario cittadino Rodolfo Tagliabue, che di fatto spezzerebbe la compagine di centrodestra tagliando fuori gli alparoniani di Forza Italia (se ancora esiste) e di Paderno Dugnano Cresce. Può darsi che l’appello si rivolga anche all’assessore Di Maio, che in questo frangente sta valutando su quale alleanza puntare.

Quanto a Gianluca Bogani, dopo la plateale messa in discussione (a fine novembre in Commissione Territorio) della linea della Giunta da lui presieduta circa l’ampliamento del Carrefour, credo che non possa essere più considerato candidato della Lega. Forse potrebbe essere un nome spendibile per il nucleo alparoniano, vista anche la sintonia costantemente manifestata con le scelte dell’ex Sindaco, ma circolano anche altre voci su possibili candidature.

La vera questione in vista del voto di primavera pare essere l’unità del centrodestra o la sua divisione in due tronconi: da una parte la Lega di Salvini (baciata dai sondaggi) con alcuni alleati minori e dall’altra il gruppo alparoniano (sostanzialmente la civica Paderno Dugnano Cresce più forse altri soggetti in gestazione perché, come ho già detto, Forza Italia è in evidente difficoltà ed è presumibile che il consigliere regionale non scenda in campo direttamente se non ha la garanzia di un risultato più che apprezzabile).

Al riguardo segnalo anche le considerazioni di Massetti ieri sul blog Qui Paderno Dugnano.

Su altri fronti non ci sono evidenze pubbliche, se non che la lista civica Insieme per cambiare si muove con assoluta coerenza avanzando una proposta che punti fortemente sul civismo.

#PD, i buoni propositi di Zingaretti

Ho seguito ieri sera l’intervento di Nicola Zingaretti (Governatore della Regione Lazio e candidato alle Primarie PD del 3 marzo) durante il programma Punto di vista del TG2, condotto da Maurizio Martinelli.

Zingaretti ha parlato di un Partito Democratico “ferito” che ha bisogno di riconoscere i propri errori e di recuperare gli elettori che gli hanno voltato le spalle:

“Siamo chiamati ad essere una forza più unita, ma anche più unitaria… Mi sono candidato per voltare pagina, perché credo che c’è un dovere etico e morale di capire che cosa abbiamo sbagliato… Se è necessario, dobbiamo anche chiedere scusa dei tanti errori commessi…

Sbrighiamoci, voltiamo pagina insieme, costruiamo un’alternativa credibile… Perché poi è vero che (pensiamo a Milano, al Lazio…) ci sono delle alleanze larghe e delle candidature che vincono anche in momenti drammatici…

Mentre a livello locale in tante città e in molte regioni ci sono alleanze che coinvolgono forze civiche, movimenti, associazionismo e altre forze politiche, noi abbiamo commesso un errore grave negli anni passati nel distruggere qualsiasi idea credibile di alleanza, litigando un po’ con tutti e anche tra di noi…”.

Nicola Zingaretti (28.12.2018)

Comprendo e condivido il desiderio di “voltare pagina” espresso da Zingaretti, ma non so dire se il Partito Democratico avrà la forza di realizzarlo in modo credibile, anche perché è troppo poco il tempo che ci separa dalle Elezioni Europee e dalla tornata delle Amministrative.

Un rinnovamento serio presuppone alcune condizioni: riconoscere i passi falsi, uscire dalle rivendicazioni incrociate e dai personalismi, non chiudersi nell’autosufficienza e non riproporre vecchie ricette ma promuovere un atteggiamento collaborativo verso l’esterno, aprirsi alla società civile cercando di fare spazio a nuovi input e nuove sensibilità, rinnovare di conseguenza la classe dirigente (ma questo richiede tempo e una buona dose di saggezza per non ripetere il cortocircuito della rottamazione…).