Don Luca Andreini: “Voglio lodare i cristiani che si impegnano in politica”

Sul bollettino della Comunità pastorale San Paolo VI (Calderara, Dugnano e Incirano) questa settimana si può leggere questa riflessione del parroco, Don Luca Andreini:

Voglio lodare i cristiani che si impegnano in politica.  Tutti coloro che si impegnano con onestà sono da lodare (cristiani e non cristiani), ma vorrei avere una particolare attenzione  per le sorelle e i fratelli che si rendono disponibili – anche nella nostra città –  in questo tempo in cui si dice che i credenti siano timidi e un po’ disimpegnati.
Li voglio ringraziare, perché vedo le loro buone disposizioni di intelligenza e di cuore e perché mi pare che la loro fede non sia estranea a questa scelta di impegno, ma li spinga a prendersi cura degli altri.
Li voglio anche incoraggiare perché questo servizio è una vera forma di carità. Però è una carità “esigente”, non facile (come scrisse S. Paolo VI), che chiede fortezza d’animo, che esige rigore morale, che porta al sacrificio della dedizione. Solo così si può sfuggire alla seduzione del potere e alla tentazione dello scoraggiamento.
Li voglio anche accompagnare. Vorrei farlo con tutta la nostra comunità. Per dire che li seguiamo con stima perché abbiamo una considerazione alta dell’impegno politico quando è vissuto come servizio.  Per condividere con loro il desiderio di aiutare questa umanità e questa città. Per fare sentire loro la sincerità della nostra preghiera. Anche per assicurarli che li avvertiremo, fraternamente e francamente, quando li vedremo tentati di sfuggire le esigenze del Vangelo.
Voglio lodare i cristiani che si impegnano in politica; quella vera.  
Anche così, infatti,  la Chiesa è fedele al Signore.

don Luca

La difesa è sempre legittima? No. La difesa è legittima se e solo se…

Il consigliere comunale Francesco Boatto, eletto nel 2014 con la civica Paderno Dugnano Cresce di Alberto Ghioni, è passato da qualche mese – senza darne evidenza pubblica – alla Lega. Sul suo canale youtube pubblica la videoregistrazione dell’incontro organizzato lunedì sera da Fratelli d’Italia in Aula Consiliare sul tema “La difesa è sempre legittima”.

Questo slogan è ingannevole.

Basta un esempio estremo per mostrarne la falsità: se uno mi aggredisce con un bastone, non è legittimo che io mi difenda usando una bomba ad alto potenziale di distruzione.

Di seguito ricordo i criteri che la morale cattolica (e non solo) ritiene necessari perché si possa parlare di legittima difesa. Traggo il testo da un articolo del teologo Mauro Cozzoli apparso recentemente su Avvenire:

La Chiesa insegna che «si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza». Esse sono essenzialmente tre. La prima è che il ricorso alla forza sia un estremo rimedio. Questo significa che si devono considerare ed esperire prima i mezzi non violenti e meno violenti di dissuasione e di difesa e che questi «si siano rivelati impraticabili o inefficaci ». La seconda è che l’irruzione e la violenza dell’aggressore siano effettive, in atto e non ipotetiche, presunte o possibili. La terza è che la violenza difensiva deve essere proporzionata: non può essere maggiore e causare più mali di quella aggressiva.

Attenzione! Temo che la diffusione di armi in Italia e una legislazione più favorevole possa portare più guai che soluzioni, più violenza che difesa.

La Lega e la suora

Saprà la suora che questa fotografia è stata scattata per uso politico? O concorda con le tesi leghiste in nome del noto rosario agitato da Salvini in Piazza Duomo?

Le prossime elezioni saranno per molti versi una partita giocata tra diverse sensibilità del mondo cattolico: oltre ai cattolici che si fidano di Salvini ce ne sono altri praticamente in tutte le formazioni in lizza.

Da credente ritengo che il periodo che precede le elezioni sia l’occasione per un discernimento e per una crescita nella fede e nella coscienza civile. Non ogni scelta è equivalente e alcune sono migliori di altre.

Tra le tante segnalo un’ottima occasione per coniugare fede e impegno politico: la neonata lista civica Persone al centro.

La barzelletta di Ghioni: Giuranna estremista di sinistra

A carnevale ogni scherzo vale.

Sarà per questo, forse, che Alberto Ghioni (consigliere comunale della lista civica di centrodestra e probabile candidato sindaco) mi etichetta sul Notiziario di venerdì 1 marzo come esponente dell’estrema sinistra.

Notiziario, 1 marzo 2019

Colpa del carnevale, viene da dire.

Oppure la ragione è un’altra, molto più pratica. Ghioni parla così di me perché, essendo anche lui cattolico, vuole squalificarmi agli occhi degli elettori, dipingendomi come ciò che non sono.

Lascio a voi giudicare se il giudizio corrisponda o meno alla realtà.

Di seguito riporto il video di una delle mie attività sediziose, anticlericali ed estremiste.

Ieri sera, come avevo annunciato sul blog, ho condotto e moderato la presentazione dell’ultimo libro di teologia pubblicato da don Samuele Pinna presso il monastero francescano di Palazzolo/Incirano.

Cattolici: che cosa bolle in pentola?

Da tempo si parla della possibile nascita di un partito cattolico (vedi Il Punto di Paolo Pagliaro del 20 febbraio). Sempre su LA7 Berlusconi dice sciocchezze (vedi Otto e mezzo del 20 febbraio).

Sempre utile il sito C3Dem: Un Sinodo, non un partito

Dubito che sia possibile tornare ad un partito cattolico. La stagione dell’unità politica dei cattolici è superata.

Però sono convinto che “in questa grave ora” (come scriveva 100 anni fa don Sturzo) serva, anzi sia urgente una maggiore e più determinata presenza di cattolici in politica.

Anche a Paderno Dugnano: Cattolici, un po’ di coraggio!

Cattolici padernesi: priorità e scelte per il futuro

Nei giorni scorsi ho pubblicato una riflessione rivolta ai cattolici della nostra città. Riprendo l’argomento, segnalando un paio di spunti che mi sembrano di particolare attualità.

Il primo stimolo viene dai Gesuiti.

Aggiornamenti Sociali (19 febbraio): Padre Sosa annuncia le priorità dei gesuiti per i prossimi anni

La Stampa – Vatican Insider (19 febbraio): Gesuiti, Papa Francesco approva le quattro “Preferenze apostoliche universali”

Il secondo spunto viene dai professori di Scienze Religiose toscani:

La parola cresceva (19 febbraio): Una lettera sulla responsabilità politica

Cattolici, un po’ di coraggio!

Una parte non esigua di cattolici simpatizza, tifa, stravede o addirittura spasima per Matteo Salvini. Mi pare impossibile che sia così, ma devo arrendermi all’evidenza: persone che conosco e a cui in chiesa stringo la mano per scambiare la pace la pensano così. Non so dire quanti siano, ma sono consapevole che sono più di quelli che, come me, provano disagio.

Come può Salvini riscuotere il consenso di chi si fida di (ha fede in) Gesù? Me lo chiedo ma, in questa sede, non provo a rispondere.

Piuttosto mi rivolgo agli altri cattolici, a quelli che non si riconoscono nella politica, negli slogan e nei selfie di Salvini. Tra questi penso ai cattolici padernesi e mi permetto di lanciare una proposta.

Abbiamo a disposizione un magistero così stimolante come quello di Papa Francesco, nella nostra Diocesi di Milano abbiamo la parola dell’Arcivescovo Mons. Mario Delpini che recentemente ha visitato Paderno Dugnano, lasciandoci un messaggio che merita di essere preso sul serio: Il paese dei desideri piccoli… Siamo eredi di una tradizione ricchissima di insegnamenti e di testimonianze: non possiamo restare in un angolo o ridurci al silenzio per timidezza!

Se c’è un tempo in cui i cattolici sono chiamati a venire fuori per dare il proprio contributo alla costruzione della città di tutti nella ricerca del bene comune, questo tempo è adesso (parola di mazzolariana memoria!).

“La messe è molta ma gli operai sono pochi”, diceva Gesù nel vangelo. Anche nel campo politico le necessità sono tante, ma le persone disposte a metterci la faccia e a spendere le proprie forze sono troppo poche…

Fai un passo avanti, coinvolgiti, lavoriamo insieme per Paderno Dugnano!

AI LIBERI E FORTI: l’appello di don Sturzo compie 100 anni e parla ancora


Il 18 gennaio 1919 don Luigi Sturzo lanciava il programma del Partito Popolare superando così la stagione del ‘non expedit’, il divieto papale ai cattolici italiani di partecipare alla vita politica.

Questo centenario ha un valore speciale per i cattolici.

Aggiornamenti Sociali (gennaio 2019): Per una nuova generazione di «liberi e forti»

Le ACLI di Milano propongono: BREVE SAGGIO. I cattolici in politica: a 100 anni dalla nascita del Partito Popolare

Si è svolto ieri a Roma con al partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il Convegno dell’Istituto Luigi Sturzo. Di seguito la notizia dell’agenzia SIR: Luigi Sturzo: storici a confronto a cento anni dall’appello “ai liberi e forti”

Avvenire (13 gennaio): 100 anni fa nacque il Partito popolare. Pennisi: Sturzo e la politica come atto d’amore