Cattolici padernesi: priorità e scelte per il futuro

Nei giorni scorsi ho pubblicato una riflessione rivolta ai cattolici della nostra città. Riprendo l’argomento, segnalando un paio di spunti che mi sembrano di particolare attualità.

Il primo stimolo viene dai Gesuiti.

Aggiornamenti Sociali (19 febbraio): Padre Sosa annuncia le priorità dei gesuiti per i prossimi anni

La Stampa – Vatican Insider (19 febbraio): Gesuiti, Papa Francesco approva le quattro “Preferenze apostoliche universali”

Il secondo spunto viene dai professori di Scienze Religiose toscani:

La parola cresceva (19 febbraio): Una lettera sulla responsabilità politica

Cattolici, un po’ di coraggio!

Una parte non esigua di cattolici simpatizza, tifa, stravede o addirittura spasima per Matteo Salvini. Mi pare impossibile che sia così, ma devo arrendermi all’evidenza: persone che conosco e a cui in chiesa stringo la mano per scambiare la pace la pensano così. Non so dire quanti siano, ma sono consapevole che sono più di quelli che, come me, provano disagio.

Come può Salvini riscuotere il consenso di chi si fida di (ha fede in) Gesù? Me lo chiedo ma, in questa sede, non provo a rispondere.

Piuttosto mi rivolgo agli altri cattolici, a quelli che non si riconoscono nella politica, negli slogan e nei selfie di Salvini. Tra questi penso ai cattolici padernesi e mi permetto di lanciare una proposta.

Abbiamo a disposizione un magistero così stimolante come quello di Papa Francesco, nella nostra Diocesi di Milano abbiamo la parola dell’Arcivescovo Mons. Mario Delpini che recentemente ha visitato Paderno Dugnano, lasciandoci un messaggio che merita di essere preso sul serio: Il paese dei desideri piccoli… Siamo eredi di una tradizione ricchissima di insegnamenti e di testimonianze: non possiamo restare in un angolo o ridurci al silenzio per timidezza!

Se c’è un tempo in cui i cattolici sono chiamati a venire fuori per dare il proprio contributo alla costruzione della città di tutti nella ricerca del bene comune, questo tempo è adesso (parola di mazzolariana memoria!).

“La messe è molta ma gli operai sono pochi”, diceva Gesù nel vangelo. Anche nel campo politico le necessità sono tante, ma le persone disposte a metterci la faccia e a spendere le proprie forze sono troppo poche…

Fai un passo avanti, coinvolgiti, lavoriamo insieme per Paderno Dugnano!

AI LIBERI E FORTI: l’appello di don Sturzo compie 100 anni e parla ancora


Il 18 gennaio 1919 don Luigi Sturzo lanciava il programma del Partito Popolare superando così la stagione del ‘non expedit’, il divieto papale ai cattolici italiani di partecipare alla vita politica.

Questo centenario ha un valore speciale per i cattolici.

Aggiornamenti Sociali (gennaio 2019): Per una nuova generazione di «liberi e forti»

Le ACLI di Milano propongono: BREVE SAGGIO. I cattolici in politica: a 100 anni dalla nascita del Partito Popolare

Si è svolto ieri a Roma con al partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il Convegno dell’Istituto Luigi Sturzo. Di seguito la notizia dell’agenzia SIR: Luigi Sturzo: storici a confronto a cento anni dall’appello “ai liberi e forti”

Avvenire (13 gennaio): 100 anni fa nacque il Partito popolare. Pennisi: Sturzo e la politica come atto d’amore

Si avvicina il centenario dell’appello di don Sturzo “Ai liberi e forti”

Il prossimo 18 gennaio ricorre il centenario dell’appello sturziano “Ai liberi e forti”, da cui nacque il Partito Popolare (forma organizzata di partecipazione dei cattolici alla vita politica dopo la stagione del Non Expedit).

In preparazione a questo centenario si vedono i primi approfondimenti tematici. Lo scorso 13 dicembre presso ANCI Lombardia si è tenuta una Tavola Rotonda sul tema Elogio dei liberi e forti. La responsabilità politica dei cattolici (vedi saluto di Virginio Brivio e relazione di Enzo Balboni).

Tavola Rotonda del 13 dicembre 2018 presso Anci Lombardia

Azione Cattolica e impegno politico: guardare avanti

Dopo la fine della Democrazia Cristiana si è costantemente parlato nella Chiesa della necessità di stimolare e accompagnare, in forme nuove, l’impegno e la testimonianza dei cattolici in politica. È stato un ritornello ripetuto a intervalli regolari, che però non ha prodotto conseguenze pratiche significative.

Ultimamente il dibattito si è intensificato, segno che la questione muove i cuori e le menti più che in passato.

Segnalo di seguito un’interessante intervista dell’agenzia SIR con Paolo Trionfini (Direttore Isacem di Azione Cattolica): / Azione cattolica. Verso un nuovo impegno dei laici nella vita pubblica. Trionfini (Isacem): “Superare la frantumazione per rispondere alle sfide”

Il dovere di non esserci

Sui social si è scatenata un’eco ironica intorno alla campagna mediatica #LuiNonCiSara, lanciata dalla Lega.

Avvenire sintetizza così: A Roma l’8 dicembre. Il raduno della Lega con campagna social sui «non invitati»

Colgo l’occasione per proporre una riflessione.

Chi, come me, si riconosce nella Chiesa Cattolica non può nicchiare, fingere di non vedere o giocare col fuoco. Deve scegliere se stare con le parole liberanti del Cristo o con gli slogan cinici e cattivi di Salvini.

Credo che sia scoccata l’ora di abbandonare la ritrosia e di scendere in campo con coraggio e determinazione contro la logica anticristiana del leader della Lega che nei suoi discorsi fa riferimento spesso al “buon Dio”, ma evidentemente mostra di non conoscere l’ABC del messaggio biblico.

Penso che il fascino di Salvini su tanti, troppi cattolici si fondi su una malintesa fede cristiana a cui mancano i fondamenti basilari della tradizione biblica e teologica.

Vale la pena di richiamare il monito del teologo luterano Bonhoeffer, ucciso dai nazisti nel 1945: “Solo chi grida per gli ebrei può cantare il gregoriano“. Solo chi alza la sua voce contro l’ingiustizia, può annunciare il Vangelo.

Cattolici: dietro al pifferaio o alla riscoperta delle radici autentiche?

C’è chi giura sul vangelo e, agitando la corona del rosario, attira una parte non indifferente (ma certamente non troppo consapevole) del voto cattolico.

Io preferisco riscoprire le radici autentiche del cattolicesimo sociale e politico, come per esempio Giuseppe Toniolo di cui sabato un convegno in Università Cattolica ricorderà il centenario della morte.

Sir (20 novembre):  Anniversari / Cattolici e politica: mons. Sorrentino, “oggi rischiamo l’irrilevanza”. Toniolo “uomo di sintesi” che ha saputo “intuire il futuro”

Cattolica News:  L’altra economia di Giuseppe Toniolo. A cent’anni dalla morte, un convegno ripercorre vita e pensiero dello studioso pisano, tra i promotori dell’idea di un’università cattolica in Italia. Un pioniere che rilesse in modo nuovo la società del suo tempo alla luce del principio del bene comune