Politica: nel mondo cattolico si muove qualcosa?

Sul sito c3dem leggo l’interessante editoriale di Sandro Antoniazzi, pubblicato oggi: L’unità necessaria tra cattolicesimo democratico e cattolicesimo sociale

Di seguito uno schema illustrativo che evidenzia alcune polarità interne al cosiddetto “mondo cattolico” (dalle slides Il cattolicesimo democratico tra storia e politica del prof. Guido Formigoni – 2017).

Nei giorni scorsi ho letto un articolo sul sito Il Sussidiario che riporta una novità interessante: ELEZIONI REGIONALI/ Dalla Campania alla Liguria, ecco il patto tra verdi e cattolici

L’accordo raggiunto per la lista congiunta tra Verdi-Europa Verde e Demos in Campania è la vera novità politica del momento. Europa Verde e Demos saranno alleati anche in Liguria e in diversi altri comuni. È la prima volta che il mondo cattolico e quello ambientalista stringono una vera alleanza e, qualora l’esperimento avesse successo, rappresenterebbe una vera svolta politica in Italia.

Azione Cattolica e impegno politico: guardare avanti

Dopo la fine della Democrazia Cristiana si è costantemente parlato nella Chiesa della necessità di stimolare e accompagnare, in forme nuove, l’impegno e la testimonianza dei cattolici in politica. È stato un ritornello ripetuto a intervalli regolari, che però non ha prodotto conseguenze pratiche significative.

Ultimamente il dibattito si è intensificato, segno che la questione muove i cuori e le menti più che in passato.

Segnalo di seguito un’interessante intervista dell’agenzia SIR con Paolo Trionfini (Direttore Isacem di Azione Cattolica): / Azione cattolica. Verso un nuovo impegno dei laici nella vita pubblica. Trionfini (Isacem): “Superare la frantumazione per rispondere alle sfide”

«Scuotere l’immobilismo conservatore» della città. L’eredità di Gigi Pedrazzi

Sulla rivista Il Mulino Romano Prodi commemora l’amico bolognese Luigi Pedrazzi, recentemente scomparso: Un ricordo di Gigi Pedrazzi

In occasione della morte ho dedicato anch’io un post a questa figura significativa del cattolicesimo democratico bolognese (e non solo).

Da lui, negli anni 2009-13, ricevevo per e-mail la lettera Il nostro ’58, ideata per rivisitare (in un clima ecclesiale diverso da quello odierno) il 50° anniversario dell’elezione di Papa Giovanni XXIII e il conseguente Concilio Vaticano II.

E’ stata un’esperienza intensa sia dal punto di vista spirituale che culturale. Chi avesse curiosità può rendersene conto, frugando nell’archivio delle circolari spedite regolarmente da Gigi ad un indirizzario ampio e variegato e successivamente confluite, almeno in parte, in volumi a stampa (Edizioni Il Mulino / Claudiana).

Leggendo il ricordo di Prodi, mi ha colpito l’impegno profuso, con Dossetti, per «scuotere l’immobilismo conservatore» di Bologna durante la campagna elettorale per le Amministrative del 1956.

Anche noi a Paderno Dugnano (senza naturalmente istituire impropri confronti con un polo universitario come Bologna) abbiamo bisogno di scuotere un certo immobilismo conservatore.

Sì, perché la nostra città (nonostante la feconda stagione delle giunte di centrosinistra) è da considerarsi piuttosto stagnante dal punto di vista socioculturale. Nessuno si offenda: a Paderno esistono certamente bellissime e stimolanti esperienze di segno contrario, ma è oggettivamente difficile respingere l’impressione del “dormitorio” alle porte di Milano

L’acqua ferma va smossa, canalizzata; così la “palude” (culturalmente parlando) potrà lasciare il posto ad un ambiente più vivace ed ospitale. Sono convinto che Paderno Dugnano abbia molte risorse da giocare, che ad oggi risultano poco valorizzate.

Raccogliamo, dunque, anche nella nostra città la sfida di Luigi Pedrazzi in ambito ecclesiale, sociopolitico e culturale!