Assemblea dei Vescovi: “Attenzione, non c’è un’Italia di riserva!”

Ieri il card. Gualtiero Bassetti, presidente CEI, ha introdotto i lavori dell’Assemblea Generale straordinaria con un’ampia riflessione, di cui riporto un passaggio.

In un Paese sospeso come il nostro, caratterizzato dalla mancanza di investimenti e di politiche di ampio respiro, gli effetti della crisi economica continuano a farsi sentire in maniera pesante, aumentando l’incertezza e la precarietà, l’infelicità e il rancore sociale. Al posto della moderazione si fa strada la polarizzazione, l’idea che si è arrivati a un punto in cui tutti debbano schierarsi per l’uno o per l’altro, comunque contro qualcuno. Ne è segno un linguaggio imbarbarito e arrogante, che non tiene conto delle conseguenze che le parole possono avere. Stiamo attenti a non soffiare sul fuoco delle divisioni e delle paure collettive, che trovano nel migrante il capro espiatorio e nella chiusura un’improbabile quanto ingiusta scorciatoia. La risposta a quanto stiamo vivendo passa dalla promozione della dignità di ogni persona, dal rispetto delle leggi esistenti, da un indispensabile recupero degli spazi della solidarietà.

Stiamo attenti, dicevo: se l’Italia rinnega la sua storia e soprattutto i suoi valori civili e democratici, non c’è un’Italia di riserva. Se si sbagliano i conti non c’è una banca di riserva che ci salverà: i danni contribuiscono a far defluire i nostri capitali verso altri Paesi e colpiscono ancora una volta e soprattutto le famiglie, i piccoli risparmiatori e chi fa impresa. Così, se l’Unione Europea ha a cuore soltanto la stabilità finanziaria, disinteressandosi di quella sociale e delle motivazioni che soggiacciono ai vincoli europei; se perde il gusto della cittadinanza comune e del metodo politico della cooperazione, non c’è poi un’Europa di riserva e rischiamo di ritornare a tempi in cui i nazionalismi erano il motore dei conflitti e del colonialismo. Questo nonostante le opportune celebrazioni di questi giorni per il centenario della fine della Grande Guerra!

Come Vescovi non intendiamo stare alla finestra…

Don Ettore: Bassetti non mi convince, dove sono i cattolici in politica?

Riprendo l’editoriale di Don Ettore Dubini diffuso oggi, 27 maggio, dalla Cooperativa Emmaus.

La fede non può essere fumo, ma fuoco nel cuore delle nostre comunità

Ho letto con interesse l’intervento che il vescovo di Perugia Bassetti presidente della Conferenza Episcopale ha pronunciato martedì 22 maggio all’assemblea dei Vescovi italiani. Alcuni passaggi del discorso mi hanno fatto riflettere e lasciato qualche interrogativo aperto. Riferendosi alla situazione politica italiana ha chiesto ai Vescovi di cogliere la sfida del nuovo che avanza senza temere il cambiamento perché, secondo una sua lettura, le “radici sono buone e il Paese è più sano di come lo si dipinge”. Si, mi domando io, ma questa parte sana del Paese dove è? Ha anche detto Bassetti che non siamo allo sbando, ma che “c’è ancora tanta disponibilità al bene comune”. Ma è davvero il bene comune che muove questa nuova generazione di “fenomeni”? Speriamo! Tra i passaggi che mi più mi hanno lasciato perplesso uno riguarda coloro che si impegnano nella amministrazione della cosa pubblica che devono tornare “a essere i nostri figli prediletti”. Si, saranno pure figli prediletti, ma come tutti i figli non sempre si comportano secondo gli insegnamenti dei genitori. A giudicare dalle scelte che “questi figli prediletti” fanno non posso essere d’accordo perché tante delle loro scelte non sono proprio coerenti con la nostra fede e con la nostra storia cristiana. Io proprio faccio fatica a sentirli” figli prediletti”. Nel discorso di Bassetti c’è una grande nostalgia per contributo che i cattolici hanno dato nella storia del nostro paese, ma ora dove sono i cattolici? Sono trasversalmente presenti in tutte le formazioni politiche, ma l’incidenza della loro presenza mi sembra molto marginale viste le scelte che il nuovo governo farà. Quanto è vero allora l’auspicio che il presidente dei Vescovi italiani “la fede non può essere fumo, ma fuoco nel cuore delle nostre comunità”

Card. Bassetti: “Se si fermano le famiglie, si blocca il motore sociale del Paese”

Il tema delle politiche familiari merita maggiore attenzione. Non va considerato come una sensibilità esclusiva dei cattolici, né tanto meno del solo centrodestra.

Nei giorni scorsi il Forum delle Associazioni Familiari ha incontrato il Card. Gualtiero Bassetti, presidente CEI, a proposito del Patto per la natalità (vedi Avvenire e Forum Famiglie).

Di seguito riporto uno stralcio del saluto del Presidente nazionale del Forum:

Il vero problema è far capire alle Istituzioni a tutti i livelli, che le famiglie non vogliono elemosina, ma giustizia.
Le famiglie non chiedono aiuto allo stato, vorrebbero semplicemente che lo stato le mettesse nelle condizioni di aiutarlo.
Quanta fatica per far comprendere a Sindaci, Governatori e Ministri che la famiglia non è un malato da curare, ma la cura del malato”

(Gigi De Palo, presidente nazionale Forum Associazioni Familiari, al Card. Gualtiero Bassetti, Presidente CEI)

A livello regionale Cesare Palombi (AFI) informa sulle iniziative intraprese in vista del voto: Patto per la famiglia, ecco chi lo ha firmato – VIDEO

Vedi anche la segnalazione fatta in conclusione del programma TV La Chiesa nella città (dal minuto 32′ 55″).

Cinque candidati alle elezioni Regionali hanno sottoscritto il manifesto politico dell’associazione famiglie milanesi e briantee