Pianificazione Seveso

Il 31 gennaio a Cesano Maderno, Palazzo Arese Borromeo, si è svolto un incontro tecnico per illustrare i contenuti del Progetto di variante al Piano Stralcio per l’Assetto idrogeologico del bacino del Fiume Po (PAI) per la delimitazione delle fasce fluviali del Torrente Seveso, nel tratto da Montano Lucino (CO) a Milano.

La documentazione tecnica dello Schema di progetto di variante e il Decreto del Segretario Generale dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po n.248 19.12.2017, che ha dato avvio alla procedura, sono consultabili attraverso i seguenti link:

 

Seveso violentato: acqua blu morte

Fa male vedere l’acqua del fiume Seveso colorata di blu/viola.

E fa ancora più male non sentire neanche una parola di protesta da parte degli Amministratori padernesi…

Il Giorno (7 febbraio): Seveso blu per un giorno, ma solo a causa di mille litri di inquinanti

Repubblica (7 febbraio): Le acque del Seveso blu, gli esperti: ”Versati nelle fogne coloranti concentrati” FOTO

Milano Today (7 febbraio): Sversamento abusivo nel fiume: l’acqua del Seveso si tinge di un insolito colore blu. Il fatto è accaduto nella mattinata di mercoledì. Sul caso sta indagando l’Arpa

Giornale di Monza (7 febbraio): Il Seveso è blu sversati mille litri di colorante FOTO Molti i cittadini allarmati nelle ultime ore

Il Notiziario (7 febbraio): Il Seveso è blu, ecco il motivo. Invia le foto al Notiziario via Facebook e Whatsapp

Il Cittadino (7 febbraio): Seveso colorato di blu da Lentate fino a Milano: sversamento da un’azienda di Como – FOTO

MB News (7 febbraio): Fiume Seveso “blu”: ditta nel comasco ha sversato colorante reattivo nelle acque

Emergenza acqua in via Buozzi. Zilioli: nessuna informazione, ognuno si è arrangiato…

Do massima visibilità al commento postato alcuni minuti fa su questo blog da Umberto Zilioli, che è testimone di quanto accaduto in via Buozzi:

Ciao Giovanni
Sono Umberto Zilioli e abito nella frazione di Dugnano.
Ho vissuto in prima persona l’allagamento delle strade con la limpida acqua dell’acquedotto proveniente dalla falla dello scavo dell’incrocio di via Buozzi con viale della Repubblica.
Ho visto la buona volontà dei vigili che deviavano il traffico, gli automezzi di Amiacque che correvano sul posto, i tecnici del comune che verificavano il deflusso delle abbondanti acque e i primi mezzi meccanici che accorrevano per la riparazione.
Non ho però visto nessuna informazione ai cittadini e nessun presidio per fornire acqua, che non usciva più da nessun rubinetto.
Alcune persone hanno visto che venivano fornite delle sacche d’acqua al ricovero Uboldi.
Azione senz’altro meritevole per le necessità degli anziani ricoverati; ma gli altri anziani delle case della frazione?
Loro si sono arrangiati, hanno guardato fuori dalla finestra delle loro case e non vedendo nessun aiuto, hanno telefonato ai loro figli o parenti sperando nella loro benevolenza.
Anch’io, come tutti gli altri cittadini della frazione, mi sono adattato con acqua imbottigliata.
Alcuni hanno fatto rifornimento prelevando l’acqua con taniche dalle fontane del parco.
Insomma l’arte di arrangiarsi ha prevalso sulla mancanza di un aiuto istituzionale.
Il guasto poi è stato riparato e l’acqua ha ripreso a scorrere dai rubinetti dopo le 21.
Bravi i tecnici e gli operai che hanno lavorato alacremente per ripristinare un servizio essenziale per la popolazione, ma non mi resta che condividere tutte le tue considerazioni sul grave fatto accaduto.

Umberto Zilioli

Allagamento via Buozzi: come è stato possibile? e chi paga?

L’impressionante “effetto Venezia” in Via Buozzi  (vedi post 1 e 2) e – ancor più – la prolungata interruzione della forniture di acqua ai residenti della zona a causa della rottura di una tubazione da parte di una ditta impegnata nella posa di fibra elettrica impone qualche interrogativo.

Non è possibile cavarsela con il classico (e deresponsabilizzante) adagio: “Purtroppo, sono cose che capitano…”.

Prima di tutto: di chi è la colpa? come si chiama questa società che ha causato un danno così grave?

E poi:

  • Come è stato possibile un allagamento di tali proporzioni con perdita di acqua potabile in grande quantità e grande disagio per gli abitanti dell’area, costretti a resistere per molte ore senza servizio idrico?
  • Chi ha effettuato i lavori aveva richiesto al Comune la mappa dei sottoservizi (PUGSS)?
  • Se sì, come ha potuto intervenire in modo tanto maldestro su un’arteria di acqua potabile che è esplosa producendo l’allagamento?
  • E con riferimento agli uffici comunali: possiamo avere la certezza di un controllo effettivo sui lavori? Si sente dire che l’aspetto del controllo e delle verifiche sui lavori realizzati in giro per la città sia piuttosto carente…
  • I cittadini sono stati adeguatamente informati di ciò che stava accadendo? O hanno dovuto faticare per ricevere spiegazioni e aggiornamenti?

Infine la questione più fastidiosa: chi paga i danni? e a quanto ammonta il danno?

Non mi riferisco solo alla riparazione della tubatura e al ripristino del manto di asfalto (fin qui è facile quantificare la spesa). Esiste però un danno evidente che non può passare in cavalleria: chi risarcisce i cittadini-utenti che, restando per molto tempo senz’acqua, hanno subito un grave e prolungato disagio a causa dell’incuria di chi invece avrebbe dovuto lavorare con serietà?

Il Sindaco non può far finta di niente. Da lui si attendono risposte puntuali.