Varie: Seveso e ARPA, Sinistra Alternativa, alta criticità idraulica

Insieme per cambiare (3 luglio): Seveso, moria di pesci: l’Assessore all’Ambiente vuole rapporto più stretto con ARPA

Sinistra Alternativa (3 luglio): 1 luglio 2019, primo consiglio comunale di Paderno Dugnano: Tutti parlano di “bene comune” ma ognuno a modo suo

Notiziario (3 luglio): Temporale, guasto elettrico ad Arese: il Centro chiude un’ora prima

Quest’ultima notizia deve farci riflettere sulla crescente intensità e frequenza di eventi temporaleschi che possono essere pericolosi.

Paderno Dugnano è chiamata ad attrezzarsi particolarmente contro fenomeni di rischio idraulico, essendo classificata come “area ad alta criticità idraulica” (vedi Regolamento Regionale n.7/2017 Allegato C).

Esondazioni #Seveso e vasche di laminazione: Amici del Parco Nord rispondono all’Assesore Granelli

Nei giorni scorsi le piogge hanno riportato l’attenzione sulle esondazioni del Seveso e sul progetto vasche di laminazione, attualmente in stallo. L’assessore di Milano Marco Granelli è intervenuto via stampa.

Corriere della Sera (26 agosto): Seveso, Granelli e le opere in ritardo: «Necessaria la vasca al Parco Nord»

L’Associazione Amici del Parco Nord di Bresso ha risposto in modo secco all’Assessore Granelli tramite la propria pagina facebook. Condivido!

Dopo le interviste dell’ Assessore Granelli, l’ Associazione Amici Parco Nord precisa e rilancia. Ripetiamo: le esondazioni a Milano devono cessare. Per noi questo resta un imperativo categorico. Avete il potere e i quattrini, se non avete fatto nulla interrogatevi e prendetevi le vostre responsabilità. Le vasche sono una soluzione sbagliata, culturalmente arretrata e dannosa. Per questo solleva le proteste dei Comuni, delle associazioni e dei cittadini. Pulire le acque del Seveso, bloccare gli scarichi abusivi, completare il sistema della depurazione, realizzare le aree golenali a Cantù: almeno su questo siamo d’accordo, ma non avete fatto nulla.

Per amore del Seveso

Segnalo un video sull’inaugurazione della mostra fotografica sul fiume Seveso a cura dell’Archivio Storico di Cusano Milanino (l’evento si è tenuto sabato 17 marzo a Palazzo Cusano).

Per chi ama il Seveso e desidera che al più presto le sue acque possano essere bonificate consiglio di ascoltare l’intervento di Oscar Greco (Associazione Fiume Vivo) dal minuto 1:29.

Se siete curiosi… cercate tra i presenti le coccinelle di Paderno Dugnano  🙂

Si può sapere qualcosa degli scarichi abusivi nel Seveso?

Dalla pagina fb dell’Associazione per il Parco Sud Milano Onlus su segnalazione di Gianni Rubagotti riprendo il seguente post:

L’associazione Amici del Parco Nord sollecita gli enti competenti per conoscere le conclusioni dell’indagine della magistratura, iniziata nel 2015, sugli scarichi abusivi nel Seveso: 1.420 su 1.500.

8 aprile 2018. Il Seveso è un fiume a carattere torrentizio lungo 52 chilometri il cui corso si sviluppa interamente nelle province di Como, Monza Brianza e Milano: nel corso degli anni, a causa degli scarichi abusivi (1420 su 1500 accertati e localizzati) nelle sue acque, è ormai spesso ricordato come il fiume nero. Ma anche quello delle esondazioni dei quartieri a nord di Milano. “Che la pulizia delle acque del Seveso sia necessaria e urgente e che faciliterebbe comunque la risoluzione del problema delle esondazioni del Seveso, ormai lo dicono in tanti, anche se poi nessuno fa niente. La Magistratura milanese ha avviato, ora sono tre anni, un’indagine la cui conclusione era stata annunciata per fine 2016 e che però non vede ancora la luce.
L’associazione Amici del Parco Nord da anni si batte per far sì che le acque di questo fiume siano rese pulite e perché siano infine individuate le responsabilità e, soprattutto, sia rimossa l’inerzia assoluta delle autorità che dovrebbero intervenire a protezione del fiume, ma che di fatto, invece, coprono uno stato di perdurante e completa illegalità.
Solidali con l’associazione Amici del Parco Nord, pubblichiamo l’ultima delle tante lettere inviate alle autorità competenti affinché si adoperino per risolvere definitivamente il grave problema che il Seveso rappresenta per tutta la comunità.

Lettera aperta indirizzata a:

Regione Lombardia
Città Metropolitana di Milano
Ente Parco Nord
A.R.P.A. Lombardia
AIPo Agenzia Interregionale per il fiume Po
Autorità di Bacino Distrettuale fiume Po
Provincia di Como
Provincia di Monza Brianza
Comune di Milano
Comune di Sesto San Giovanni
Comune di Bresso
Comune di Cinisello Balsamo
Comune di Cusano Milanino
Comune di Cormano
Comune di Novate Milanese

Egregi Signori, Autorità preposte,
ci risulta che ci sia in corso (e anche da qualche tempo) una inchiesta della Magistratura milanese che ha accertato che nel fiume Seveso vi sarebbero circa 1.420 scarichi abusivi.
È evidente che non si possa avere piena contezza del contenuto delle amplissime attività di indagine fino a che queste non siano concluse dalla Magistratura inquirente, ma si può ritenere che le evidenze e la notizia di tali accertamenti siano certamente già pervenute ai Vostri rispettivi Uffici, per quanto di Vostra competenza.
È anche evidente il gravemente dannoso impatto che questo fatto ha sul fiume e sui bacini nei quali si sta progettando di far defluire e decantare queste acque, in particolare a riguardo della vasca di laminazione prevista nella zona di Niguarda-Parco Nord di Milano.
Conseguentemente ci chiediamo e Vi chiediamo, visto che Voi avete i poteri per intervenire, se non sentite il dovere di farlo di fronte a questi dati. Il nostro habitat è sconvolto da decenni di inerzia e di incuria, da libertà – di fatto concesse a chiunque lo voglia e ne tragga vantaggio – di inquinare e lordare senza limiti e controllo il fiume Seveso.
Voi che avete compiti e responsabilità precise, che in certi casi appaiono addirittura incalzanti e ineludibili, perché non siete ancora intervenuti?
Dateci un segno di risposta. Se ci sono le inchieste della magistratura che accertano la pratica del “libero delitto” (in danno dell’ambiente e quindi delle comunità umane che vivono in questi luoghi), perché non cominciate a fare ciò che rispettivamente potete fare per contrastare tali fenomeni, per individuare i responsabili, per restituire il fiume al suo migliore stato di salute, per salvaguardare la vita delle comunità coinvolte?
Se non intervenite ci sarebbe da chiedersi perché si continuano a firmare patti e contratti relativi al benessere del fiume se poi non si mantiene fede agli impegni presi.
A cosa serve sottoscrivere il “Patto per il Seveso” o il “Contratto di fiume” se poi le decine di Amministrazioni ed Enti coinvolti non intervengono per la tutela del fiume contro gli sciagurati che li inquinano?
Se non Vi attivate con tempestività ed efficacia, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni andrà scemando, contribuendo a creare un vero e proprio baratro tra lo Stato, le istituzioni, la politica e la popolazione.
Ci chiediamo dove siete e perché non intervenite.
Lo scandalo non sono le violazioni delle leggi, e non sono solo coloro che le violano le leggi, quanto piuttosto la distrazione e la mancanza di vigilanza e di intervento di chi ha gli strumenti per farlo, seppur nel limite delle proprie competenze.
È stato deciso, poco più di dieci anni fa, di interrompere la costruzione del raddoppio del canale scolmatore ovest – l’unico che esista – dopo che le popolazioni del Ticino si erano ribellate, rifiutandosi di accettare con il raddoppio del canale, anche il raddoppio degli inquinanti e della massa di rifiuti.
È allora che è stato deciso di creare un sistema di vasche in cui raccogliere le acque in eccesso per evitare (sacrosanto intento) che straripassero.
Ma si tratta sempre di quelle stesse acque puzzolenti (anche in forza dei circa 1.420 scarichi abusivi) che volete accumulare in grandi aree di parchi e vicino a case, scuole e asili!
Ci chiediamo se non vi è venuto in mente che forse – già da almeno dieci anni a questa parte – occorreva intervenire per bloccare gli abusi e per ripulire le acque.
L’inquinamento dei fiumi è anche un insulto alla legge (oltre che alla nostra salute) e in quanto tale è un atto di accusa che ogni giorno si rivolge contro di Voi, se non fate nulla di quanto è nelle Vostre rispettive competenze per fermarlo.
Senza voler giungere a panorami apocalittici, Vi chiamiamo alle Vostre responsabilità e Vi preghiamo di fare il Vostro dovere di fronte alle problematiche sopra esposte e – riteniamo – ben note da tempo.

Disponibili ad ogni iniziativa e confronto con ciascuno di Voi, tanto pensavamo di doverVi scrivere.

Associazione Amici Parco Nord
Il presidente
Arturo Calaminici

Pianificazione Seveso

Il 31 gennaio a Cesano Maderno, Palazzo Arese Borromeo, si è svolto un incontro tecnico per illustrare i contenuti del Progetto di variante al Piano Stralcio per l’Assetto idrogeologico del bacino del Fiume Po (PAI) per la delimitazione delle fasce fluviali del Torrente Seveso, nel tratto da Montano Lucino (CO) a Milano.

La documentazione tecnica dello Schema di progetto di variante e il Decreto del Segretario Generale dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po n.248 19.12.2017, che ha dato avvio alla procedura, sono consultabili attraverso i seguenti link:

 

Seveso violentato: acqua blu morte

Fa male vedere l’acqua del fiume Seveso colorata di blu/viola.

E fa ancora più male non sentire neanche una parola di protesta da parte degli Amministratori padernesi…

Il Giorno (7 febbraio): Seveso blu per un giorno, ma solo a causa di mille litri di inquinanti

Repubblica (7 febbraio): Le acque del Seveso blu, gli esperti: ”Versati nelle fogne coloranti concentrati” FOTO

Milano Today (7 febbraio): Sversamento abusivo nel fiume: l’acqua del Seveso si tinge di un insolito colore blu. Il fatto è accaduto nella mattinata di mercoledì. Sul caso sta indagando l’Arpa

Giornale di Monza (7 febbraio): Il Seveso è blu sversati mille litri di colorante FOTO Molti i cittadini allarmati nelle ultime ore

Il Notiziario (7 febbraio): Il Seveso è blu, ecco il motivo. Invia le foto al Notiziario via Facebook e Whatsapp

Il Cittadino (7 febbraio): Seveso colorato di blu da Lentate fino a Milano: sversamento da un’azienda di Como – FOTO

MB News (7 febbraio): Fiume Seveso “blu”: ditta nel comasco ha sversato colorante reattivo nelle acque

Emergenza acqua in via Buozzi. Zilioli: nessuna informazione, ognuno si è arrangiato…

Do massima visibilità al commento postato alcuni minuti fa su questo blog da Umberto Zilioli, che è testimone di quanto accaduto in via Buozzi:

Ciao Giovanni
Sono Umberto Zilioli e abito nella frazione di Dugnano.
Ho vissuto in prima persona l’allagamento delle strade con la limpida acqua dell’acquedotto proveniente dalla falla dello scavo dell’incrocio di via Buozzi con viale della Repubblica.
Ho visto la buona volontà dei vigili che deviavano il traffico, gli automezzi di Amiacque che correvano sul posto, i tecnici del comune che verificavano il deflusso delle abbondanti acque e i primi mezzi meccanici che accorrevano per la riparazione.
Non ho però visto nessuna informazione ai cittadini e nessun presidio per fornire acqua, che non usciva più da nessun rubinetto.
Alcune persone hanno visto che venivano fornite delle sacche d’acqua al ricovero Uboldi.
Azione senz’altro meritevole per le necessità degli anziani ricoverati; ma gli altri anziani delle case della frazione?
Loro si sono arrangiati, hanno guardato fuori dalla finestra delle loro case e non vedendo nessun aiuto, hanno telefonato ai loro figli o parenti sperando nella loro benevolenza.
Anch’io, come tutti gli altri cittadini della frazione, mi sono adattato con acqua imbottigliata.
Alcuni hanno fatto rifornimento prelevando l’acqua con taniche dalle fontane del parco.
Insomma l’arte di arrangiarsi ha prevalso sulla mancanza di un aiuto istituzionale.
Il guasto poi è stato riparato e l’acqua ha ripreso a scorrere dai rubinetti dopo le 21.
Bravi i tecnici e gli operai che hanno lavorato alacremente per ripristinare un servizio essenziale per la popolazione, ma non mi resta che condividere tutte le tue considerazioni sul grave fatto accaduto.

Umberto Zilioli

Allagamento via Buozzi: come è stato possibile? e chi paga?

L’impressionante “effetto Venezia” in Via Buozzi  (vedi post 1 e 2) e – ancor più – la prolungata interruzione della forniture di acqua ai residenti della zona a causa della rottura di una tubazione da parte di una ditta impegnata nella posa di fibra elettrica impone qualche interrogativo.

Non è possibile cavarsela con il classico (e deresponsabilizzante) adagio: “Purtroppo, sono cose che capitano…”.

Prima di tutto: di chi è la colpa? come si chiama questa società che ha causato un danno così grave?

E poi:

  • Come è stato possibile un allagamento di tali proporzioni con perdita di acqua potabile in grande quantità e grande disagio per gli abitanti dell’area, costretti a resistere per molte ore senza servizio idrico?
  • Chi ha effettuato i lavori aveva richiesto al Comune la mappa dei sottoservizi (PUGSS)?
  • Se sì, come ha potuto intervenire in modo tanto maldestro su un’arteria di acqua potabile che è esplosa producendo l’allagamento?
  • E con riferimento agli uffici comunali: possiamo avere la certezza di un controllo effettivo sui lavori? Si sente dire che l’aspetto del controllo e delle verifiche sui lavori realizzati in giro per la città sia piuttosto carente…
  • I cittadini sono stati adeguatamente informati di ciò che stava accadendo? O hanno dovuto faticare per ricevere spiegazioni e aggiornamenti?

Infine la questione più fastidiosa: chi paga i danni? e a quanto ammonta il danno?

Non mi riferisco solo alla riparazione della tubatura e al ripristino del manto di asfalto (fin qui è facile quantificare la spesa). Esiste però un danno evidente che non può passare in cavalleria: chi risarcisce i cittadini-utenti che, restando per molto tempo senz’acqua, hanno subito un grave e prolungato disagio a causa dell’incuria di chi invece avrebbe dovuto lavorare con serietà?

Il Sindaco non può far finta di niente. Da lui si attendono risposte puntuali.