Don Ettore Dubini: profughi sgomberati a Roma, soluzione all’italiana

Don Ettore Dubini, fondatore delle cooperative padernesi Emmaus e CAF 2 e per lunghi anni coadiutore e parroco nel nostro Comune, interviene in modo lucido sulla vicenda dello sgombero romano anti-profughi:

L’Editoriale di Don Ettore del 27 agosto 2017

Soluzione all’italiana.

Sgombero “duro” di eritrei ed etiopi dal centro di Roma. Profughi non irregolari, ma persone a cui era stato riconosciuto la stato di protezione internazionale. Uomini, donne e bambini a cui lo Stato italiano aveva solennemente riconosciuto lo stato di “rifugiati” con la conseguente serie di diritti e di doveri. Legittimo restituire lo stabile occupato al legittimo proprietario, ma in quattro anni non c’era tempo per trovare soluzioni alternative? E poi perché procedere allo sgombero senza offrire soluzioni? In Italia vicende simili le abbiamo già viste. Sgomberi un campo nomadi e se non gli offri alternative, andranno da un’altra parte a occupare altri campi, altri spazi. Sgomberi occupazioni abusive andranno a occupare altri stabili. Perché un problema politico è stato invece risolto, si fa per dire, come una questione di ordine pubblico? Le modalità di intervento non sono certo degne di uno Stato come il nostro che ha sempre dimostrato di esser accogliente! Dove era lo Stato e il Comune di Roma che avrebbero dovuto programmare una transizione pilotata e non così traumatica? Una legalità senza umanità non può che uscire sconfitta. La vicenda di Piazza Indipendenza a Roma è uno dei tanti episodi salutati da molti come l’affermazione della legalità attraverso operazioni di polizia, in realtà segna la sconfitta della politica, sia quella nazionale che quella città di Roma. Questo modo di procedere alimenta solo la destra xenofoba, ma non risolve per nulla i problemi, che si ripresenteranno puntualmente a breve in altre città.

Varie: Mi-Meda, cohousing, domiciliari, ladri, Salvini, Boschi, Radicali…

Il Notiziario (26 agosto): Lavori finiti, la Milano-Meda torna percorribile in entrambe le direzioni

Il Giorno (26 agosto): Cohousing, la Cabina compie 5 anni. “Poche liti, si sta come in famiglia”. L’esperienza nata a Paderno Dugnano è un modello di funzionalità

Il Notiziario (26 agosto): Ai domiciliari, ma a spasso per Paderno: di nuovo in manette un 58enne

Corriere della Sera (23 agosto): Svaligiano la villa mentre è in ferie, lui pubblica su Fb la foto dei ladri. Un commerciante si sfoga con un post dopo essere stato derubato: «Attenti a quei tre». Rimossa dal muro la cassaforte

Il Giorno (23 agosto): Paderno: lo derubano, imprenditore mette sui social i volti dei ladri

Il Notiziario (23 agosto): Pase: “Ecco quanti profughi arriveranno nei Comuni che non hanno firmato il protocollo”

Il Notiziario (21 agosto): Paderno, razzia col flessibile in villa: il proprietario diffonde le foto dei ladri

NordMilano24.it (23 agosto): Matteo Salvini e Maria Elena Boschi ospiti a Paderno Dugnano

Canale You Tube Associazione Myriam Cazzavillan (3 agosto): Gianni Rubagotti su Radio Radicale 3-8-2017

Micaela vince il 20° Festival della Canzone di Custonaci

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Congratulazioni alla padernese Micaela Calvano che ieri ha vinto il XX Festival della canzone di Custonaci (Trapani)!

Bravissima!!

Su Instagram/Facebook Mimì ha raccontato le proprie emozioni:

Mai mi sarei aspettata che durante le vacanze potessi partecipare ad un Festival della Canzone, non pensavo neanche di averne il coraggio dopo che, per 25 anni, ho retto al mio principio di non mettermi in competizione (cosa che non ho fatto nemmeno questa volta o almeno, ho cercato di evitare) con nessuno perché continuo ad essere dell’idea che la Musica vera é Emozione, non sfida.
Eppure é successo, quest’anno, nella mia terza terra: la Sicilia, per essere più precisi nel paese dove abita la mia famiglia.
É successo che sono arrivata a ricevere la prima coppa della mia vita donatami da una giuria illustre, con insegnanti di conservatorio e professionisti che con la musica vivono. Proprio come voglio fare io. Vivere di emozioni che solo la musica sa regalare.
Quell’attesa, quel silenzio e quella trepidazione prima di iniziare ad emettere note: bellissimo, Un’esperienza della quale sono molto contenta, soprattutto se penso al fatto che sotto il palco ad ascoltarmi c’era la mia Famiglia, quella che vedo una volta l’anno, ma che per me é molto importante.
Famiglia nella quale c’era la mancanza di chi una volta mi disse che non vedeva l’ora di vedermi esibire alla Scala di Milano; colui del quale porto il cognome fiera e al quale ho dedicato molte note di ciò che ho cantato stasera. Nonno, spero tu abbia apprezzato, non era la Scala, ma é stato ancora meglio: cantare nel paese dove hai vissuto per moltissimi anni e del quale hai fatto una bellissima parte.
Ringrazio tutta la mia famiglia, i miei genitori in primis che mi amano da morire, la mia nonna che per me ha superato difficoltà fisiche uscendo svariate volte pur di vedermi, i miei zii che si sono proposti come miei Manager riuscendoci perfettamente, i miei cugini e i miei amici che mi hanno vista crescere e che io ho visto crescere che sono venuti apposta per vedermi.
Infine, ultimi, ma non meno importanti, ringrazio anche tutti coloro che ho avuto il piacere di conoscere durante questi 3 giorni, l’organizzatore del Festival Franco Spada, i fantastici e competenti presentatori, i membri (santi) dello staff e del service e tutti coloro che mi hanno riempito di parole dolci ed importanti, che mi hanno apprezzata e che hanno viaggiato un po’ con me nel mio mondo.
Grazie davvero.

Oltrepassato il limite

Le notizie di questi giorni mi lasciano stordito: a Milano un migrante di 34 anni si è suicidato all’ex Cie di via Corelli (è il terzo caso dall’inizio dell’anno), a Pistoia Forza Nuova minaccia un prete che lavora con i profughi, a Roma il Ministro Minniti ha mostrato i muscoli contro povera gente (durissima la reazione di Famiglia Cristiana: Il pugno di Minniti sui richiedenti asilo)…

Che cosa sta succedendo intorno a noi (e dentro le nostre coscienze)?

Ho letto qualche giorno fa le parole di don Giuseppe Dossetti a introduzione del volume storico Le querce di Monte Sole di Luciano Gherardi (Il Mulino, 1986). Di fronte al male estremo delle stragi nazifasciste dell’appennino bolognese Dossetti, utilizzando un linguaggio fortemente religioso, individua un percorso a tappe che ha molto da dire anche a noi:

“La prima cosa da fare, in modo molto risoluto, sistematico, profondo e vasto, è l’impegno per una lucida coscienza storica e perciò ricordare: rendere testimonianza in modo corretto degli eventi.

In secondo luogo, il ricordo deve essere continuato, divulgato e deve assumere sempre più ispirazione, scopi e forme comunitarie, cioè, per noi, ecclesiali.

In terzo luogo, occorre proporsi di conservare una coscienza non solo lucida, ma vigile, capace di opporsi a ogni inizio di “sistema di male”, finché ci sia tempo.

In quarto luogo, occorre compiere una revisione rigorosa, purificatrice, di tutto il proprio patrimonio culturale e specialmente religioso, purificandolo radicalmente da ogni infiltrazione emotiva e da ogni elemento spurio, che non attenga al nucleo essenziale della fede e che possa favorire anche solo in maniera indiretta ritorni materialistici o idealistici capaci di alimentare miti classisti, nazionalisti, razzisti, ecc.

In quinto luogo, più positivamente, occorre nutrire sempre di più la fede e la vita dei cristiani in modo genuino e completo di una conoscenza diretta e amorosa della Parola di Dio e dell’esperienza centrale del mistero pasquale come si realizza nell’Eucaristia.

In sesto luogo, occorre rendere possibile, consolidare e potenziare il pensare e l’agire per la pace in nome di Cristo con un ultimo elemento, il silenzio: molto silenzio, al posto dell’assordante fragore che ora impera”.

 

Viva gli alberi, abbasso gli alberi

Nel momento di minore attenzione (agosto) è stata esposta all’albo pretorio la Determinazione N. 666 che stabilisce l’abbattimento di 36 tigli in via S.Ambrogio (l’altro filare è stato eliminato eattamente un anno fa), 34 pioppi nel parcheggio di via Monte Cervino, 2 platani morti in piazza della Stazione a Palazzolo e 1 prunus in via Mosè Bianchi a Cassina Amata.

Naturalmente sono previste piantumazioni compensative (tra cui 3 alberi da frutta per allietare la Caserma dei Carabinieri).

La nostra città dimostra purtroppo insufficiente attenzione al verde, come ha ben spiegato ieri un cittadino su facebook:

Basta fare il giro dei vari parchi cittadini e ci si rende conto immeditamente che la cosiddetta manutenzione del verde non esiste (come anche la manutenzione delle pavimentazioni dei parchi, dei cestini dei rifiuti, dei tombini, ecc.). Tutto si riduce al taglio dell’erba che, paraltro, è fatto male anche quello. Per il resto non si fa niente, solo chiacchiere e promesse. Alberi abbandonati al loro destino, fino a che cascano da soli perchè malati e senza radici. Vicino a casa mia, nel parco, ne ho visti personalmente cadere tre, in tre momenti diversi… e parlo di alberi di almeno 15/18 metri di altezza. Non è successo niente, per fortuna, ma poteva essere una tragedia. La cosa che fa più impressione è che il nostro Comune è tra i più verdi, almeno nella nostra zona. Peccato che il verde, invece che essere trattato come una risorsa, per l’Amministrazione è considerato semplicemente un fastidio che costringe a perdere tempo e soldi… naturalmente il meno possibile, sia dell’uno che dell’altro. E non vale neanche il concetto più volte espresso da chi ne ha la responsabilità diretta, in risposta ad alcune proteste: materialmente non si può controllare tutto!. Non è vero, perchè: 1 ) si può controllare direttamente, basta volerlo. 2) Possono farlo i cittadini, che segnalano regolarmente le cose che non funzionano ma, in genere, non hanno risposte. In alcuni casi viene risposto che l’ufficio preposto ha controllato e ha constatato che va tutto bene. Peccato che alla richiesta di un controllo congiunto, nessuno ha mai risposto, né tantomeno aderito. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuole sentire. E questo è il problema del verde a Paderno. E può essere esteso anche ad altri comparti…

Il blog La Scommessa cambia casa

Da oggi 25 agosto il blog La Scommessa, che ho avviato nel lontano luglio 2008, cambia casa. Lascia cioè la piattaforma Libero.it (anche per qualche difficoltà tecnica che ho riscontrato negli ultimi mesi) e prosegue su WordPress.

Il vecchio blog naturalmente resterà online per la consultazione, ma sarà qui che il discorso iniziato nove anni fa avrà un seguito.

Prendi nota del nuovo indirizzo:

bloglascommessa.wordpress.com