Basta lamentele su Facebook! Se vuoi cambiare, domenica 9 giugno vota Casati

Smettete di lamentarvi postando foto e commenti nei gruppi Facebook di Paderno Dugnano!

Se avete voglia di cambiare le cose, domenica 9 giugno è il momento opportuno: dovete andare a votare e tracciare un segno sul nome di EZIO CASATI.
Io lo sostengo e, in caso di vittoria, posso assicurarvi che i temi della mia campagna elettorale troveranno spazio di attuazione.

La scelta alternativa è mantenere lo status quo.

Votare Bogani vuol dire, infatti, approvare come è stata amministrata la città negli ultimi 10 anni.

Votiamo Casati!

Casati-Bogani: la partita è apertissima

Possiamo farcela.

Domenica 9 giugno il duello tra Casati e Bogani non ha un esito scontato e prevedibile.

I risultati del primo turno, nella lettura di Gianni Rubagotti, mostrano una situazione di sostanziale parità che potrà risolversi in un senso o nell’altro:

Prendiamo i numeri approssimati: 23% Casati, 14,50% Giuranna, 10% Arosio fa 47,50%, una percentuale simile se non superiore a quella del primo turno del sindaco ora uscente 5 anni fa quando è stato rieletto. Ghioni e Bogani fanno poco di più, il 51% circa, per cui uniti in teoria vincono loro. Ma ci sono 2 variabili che possono cambiare le cose: 1,5% di voti di estrema sinistra che devono scegliere fra il centrosinistra e un salviniano e il fatto non solo che al secondo turno di solito si va a votare di meno ma che al primo turno la partecipazione al voto era rafforzata dal voto per le Europee. Con percentuali così vicine, se un po’ di elettorato salviniano sta a casa perché il candidato locale non ha la presa del ministro, la partita è aperta. Ecco perché i numeri del primo turno sono un buon segnale.

Gianni Rubagotti

Elezioni: sondaggi e segnali

Alcuni mi chiedono: “Chi vincerà domenica? Avete dei sondaggi?”.

Io rispondo che a ben guardare ci sono dei segnali che fanno sperare in una vittoria della grande coalizione Casati:

  • Di Maio (che se ne intende 🙂) si è spostato dal centrodestra a Casati. Magari stavolta si sbaglia, ma il suo sesto senso lo ha spinto a scendere dal carro di Bogani (con cui ha governato per 10 anni). È un fatto da tenere presente.
  • Nelle ultime ore sono aumentati sensibilmente i commenti aspri da parte di esponenti della Lega & C. su profili e pagine Facebook dello schieramento opposto. Registro un certo nervosismo in rete, che mi fa sperare bene…
  • La coalizione messa insieme da Casati per il ballottaggio è molto ampia e, perciò, comprensiva di ideali e posizioni parzialmente diversi. La cosa, più che stupire, mostra che c’è una volontà diffusa di cambiare, affidando il proprio voto alla persona (anzi alle persone) in campo.
  • I padernesi stanno scoprendo che Gianluca Bogani non abita da anni a Paderno Dugnano… E questo particolare non piace a molti. Vogliamo essere padroni a casa nostra!! ! Che Bogani vada a fare il sindaco di Limbiate!

Questi non sono sondaggi, ma possono essere segni di un cambio di stagione politica…

Rubagotti: “Voto Casati, ecco perché”

Ricevo dal Radicale Gianni Rubagotti le seguenti considerazioni:

Fusco mi ha convinto, voto Casati

Fusco, il commissario della sezione padernese della Salvini Premier, nonché della coalizione del centrodestra e di Bogani mi ha convinto. Domenica 9 giugno voterò Ezio Casati come sindaco di Paderno Dugnano.
Stiamo vedendo come una carica di fatto con pochi poteri come quella del Presidente del Consiglio dei ministri oggi chiamato premier, stride con un notaio esecutore di volontà altrui anche se si tratta di un contratto di governo.
Possiamo immaginare i rischi di un ruolo di grande potere come quello del Sindaco di un comune con una figura che negli scorsi giorni ha mostrato gravi limiti di libertà di movimento e non è chiaro fino a che punto si rapporterà con gli organi del suo partito una volta insediatasi.
Ora, la sede del PD padernese NON è commissariata da Milano.
Ezio Casati con i suoi pregi e difetti ha rappresentato da candidato sindaco tutta la sua coalizione e NON si è ritrovato un commissario del PD metropolitano che contattava altri esponenti politici a nome anche della lista a lui collegata.
Ezio Casati NON è stato smentito nelle sue posizioni politiche da un commissario esterno che contattava qualcuno con cui lui aveva detto di non volere avere a che fare (Bogani aveva detto di non voler parlare con Giuranna, Fusco da come si legge dal blog di Giuranna lo ha contattato).
E’ abbastanza chiaro perché Giuranna ha rotto non un’alleanza di giunta ma un rapporto all’opposizione per andare da solo alle amministrative (Giuranna pensava fosse necessario un candidato civico, Casati no) ed è chiaro perché si è alleato per il ballottaggio.
Qualcuno mi spiega perché dopo 5 anni di alleanza e un anno con Bogani ViceSindaco facente funzioni di sindaco Ghioni gli si è candidato contro? E quindi perché ora è tornato ad allearsi con lui?
E’ inoltre molto importante che la alleanza di Casati si sia allargata a Giuranna e Simona Arosio: ora il Partito Democratico non è più la maggioranza schiacciante nella coalizione di centrosinistra come lo era 5 anni fa, è stato costretto dalla crescita di Insieme per cambiare a sedersi a un tavolo e riconoscere che ha bisogno di altri. E’ la Lega invece ora nella alleanza di centrodestra ad avere una voce schiacciante sulle altre sensibilità.
E io vengo da una scuola per cui schiacciare gli altri è segno di debolezza e non di forza, e senza forza le giunte hanno il fiato corto o tirano a campare.
Chiudo con 2 note e un consiglio: il termine “recupero di suolo” presente nel programma di Casati non ricordo qualcuno che lo abbia usato prima di me (serata sulla Re3 all’ex Circolo della Famiglia), leggo di piantare 10.000 alberi, Oscar Figus nelle primarie delle idee del 2013 votate durante le primarie PD ne propose 4000.
Infine consiglio a Giuranna che corre un rischio analogo alle civiche di Sesto San Giovanni che sono state fagocitate dal Sindaco oramai ex-Forza Italia: hai avuto l’intelligenza di continuare la campagna elettorale per 5 anni con iniziative come quella sul Seveso e il testamento biologico. Continua e potrai andare oltre la grande crescita elettorale che hai raccolto.

Gianni Rubagotti,
Ex-candidato alle mai tenute primarie di centrosinistra a Paderno Dugnano.

L’Associazione per l’Iniziativa Radicale ‘Myriam Cazzavillan’ è la associazione che nel 2017 si è presa carico della promozione delle attività del Partito Radicale a Milano e in altre zone della Lombardia contribuendo al raggiungimento delle 3000 iscrizioni lo stesso anno.

web: iniziativaradicale.wordpress.com
Twitter: @AirCazzavillan
Facebook: Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”

Considerazioni sull’ultima settimana di campagna elettorale

Domenica 9 giugno a tarda notte la città di Paderno Dugnano saprà chi sarà il Sindaco per i prossimi cinque anni: Gianluca Bogani o, come spero, Ezio Casati.

Comincia dunque l’ultima settimana, certamente la più difficile e concitata. Gli schieramenti sono definiti: Bogani è sostenuto dal centrodestra più dalla coalizione Ghioni, mentre Casati ha ottenuto la fiducia delle liste che hanno sostenuto Arosio e Giuranna. Il candidato Gligora (Sinistra Alternativa) ha dichiarato di non voler prendere ufficialmente una posizione, anche se si intuisce che tra i due contendenti ritiene preferibile Casati.

Il clima politico è alquanto surriscaldato.

La scelta di Ghioni di sostenere Bogani pare essere stata molto contestata al proprio interno. Sui social si leggono dichiarazioni di candidati profondamente delusi che manifestano un’evidente sofferenza.

Come era prevedibile, in quest’ultima fase della campagna si è rivisto Marco Alparone (vero responsabile, se interpreto bene, delle spaccature che hanno impedito al centrodestra di vincere al primo turno).

L’epicentro delle scosse sismiche che hanno sconquassato il centrodestra locale è rappresentato dal progetto di ampliamento del Carrefour, per il quale Alparone si è impegnato oltre modo offrendo al colosso francese della grande distribuzione delle garanzie di fattibilità, che alla prova dei fatti sono venute meno per la volontà della Lega di Rodolfo Tagliabue di vedere chiaro in questa operazione.

Naturalmente… questo mettersi di traverso da parte di Tagliabue & C. ha provocato l’azzeramento della sezione padernese della Lega e l’assalto al Carroccio da parte, per così dire, dei pirati di Forza Italia… L’arrembaggio ha avuto successo: il segretario cittadino Tagliabue e i suoi sono stati esclusi dai giochi e la Lega locale ha subito una mutazione genetica, che trova conferma nei nomi dei candidati che hanno ottenuto più preferenze (non sono un esperto, ma questi nuovi leghisti non hanno nulla a che vedere con la storia politica della Lega).

Sull’altro fronte, Casati è riuscito a ottenere un consenso piuttosto ampio e differenziato. Dal centrodestra piovono critiche per l’eterogeneità dell’alleanza, ma probabilmente queste voci sono sintomo di paura.

I sostenitori di Bogani possono contare sulla forza nazionale della Lega di Salvini, ma devono rispondere a non pochi cittadini che si dicono insoddisfatti di una gestione decennale che ha trascurato le manutenzioni, che non ha dimostrato di avere una visione progettuale, insomma che ha abilmente galleggiato senza lasciare tracce significative.

Il 9 giugno la scelta sarà semplice: chi è soddisfatto di come è stata amministrata Paderno Dugnano negli ultimi 10 anni dovrà votare Bogani, tutti gli altri hanno una sola possibilità per dare una svolta: dare il voto a Ezio Casati.