Il CENSIS fotografa la stagnazione economica, sociale e politica

Il 52° Rapporto del CENSIS restituisce un’immagine preoccupante della società italiana: prevale la paura, l’incertezza, la delusione, l’individualismo, il risentimento, addirittura la cattiveria… Anche a livello politico si registra un ritrarsi dallo spazio pubblico e un clima di persistente sfiducia.

Quasi un terzo degli italiani non vota, o vota scheda bianca. Indifferenza e sfiducia nei confronti della politica sono aumentati negli anni, e quest’anno si è raggiunto il picco, con una percentuale del non voto che ha raggiunto il 29,4%. Significa 13,7 milioni di elettori mancati alla Camera e 12,6 milioni al Senato alle ultime elezioni politiche. Scarsa anche la fiducia nell’Europa, atteggiamento comunea tutti i Paesi in crisi. Ma il 58% dei 15-34enni e il 60% dei 15-24enni apprezza l’Unione, soprattutto per la libertà di viaggiare, studiare e lavorare ovunque all’interno dei Paesi membri.

Da Repubblica (7 dicembre): Censis: italiani spaventati e incattiviti nel Paese che non cresce più


Contro questo scenario credo che quanti hanno uno sguardo carico di speranza – i cattolici in primis – abbiano il dovere di uscire allo scoperto.

Si profila uno scontro a tutto campo: tu da che parte stai?


Vaso Francois, Lotta fra Lapiti e Centauri, VI sec. a.C. (Museo Archeologico Firenze)

La stagione politica che stiamo vivendo è per molti aspetti sconfortante. Ciò che fino a poco tempo fa sembrava acquisito ora viene messo in discussione e rischia di essere perso.

Ritenere che l’attuale dialettica sia un legittimo confronto tra posizioni diverse che si alternano nella gestione della cosa pubblica è un’ingenuità imperdonabile.

Nella disaffezione generale per la cosa pubblica qualcuno sta provando a minare i fondamenti stessi della nostra società e a smantellarne l’architettura democratica.

Leggi l’analisi di Riccardo Bonacina su VITA (5 dicembre): Siamo entrati nell’era del razzismo normativo e istituzionale. Ecco perchè

Vogliamo lasciar fare, illudendoci che tutto stia procedendo normalmente? O ci impegniamo a difendere i principi costituzionali del con-vivere civile, che oggi sempre più spesso vengono calpestati, irrisi, minacciati da persone ignoranti e pericolose?

Per favore, non restare chiuso nel tuo mondo mentre i barbari distruggono tutto!

C’è bisogno di te: scrivimi.

Lavoriamo insieme.

Il dovere di non esserci

Sui social si è scatenata un’eco ironica intorno alla campagna mediatica #LuiNonCiSara, lanciata dalla Lega.

Avvenire sintetizza così: A Roma l’8 dicembre. Il raduno della Lega con campagna social sui «non invitati»

Colgo l’occasione per proporre una riflessione.

Chi, come me, si riconosce nella Chiesa Cattolica non può nicchiare, fingere di non vedere o giocare col fuoco. Deve scegliere se stare con le parole liberanti del Cristo o con gli slogan cinici e cattivi di Salvini.

Credo che sia scoccata l’ora di abbandonare la ritrosia e di scendere in campo con coraggio e determinazione contro la logica anticristiana del leader della Lega che nei suoi discorsi fa riferimento spesso al “buon Dio”, ma evidentemente mostra di non conoscere l’ABC del messaggio biblico.

Penso che il fascino di Salvini su tanti, troppi cattolici si fondi su una malintesa fede cristiana a cui mancano i fondamenti basilari della tradizione biblica e teologica.

Vale la pena di richiamare il monito del teologo luterano Bonhoeffer, ucciso dai nazisti nel 1945: “Solo chi grida per gli ebrei può cantare il gregoriano“. Solo chi alza la sua voce contro l’ingiustizia, può annunciare il Vangelo.

Dossetti, Grosseto, la testa rotta e la politica

Nella vicenda umana e politica di Giuseppe Dossetti ho scoperto un particolare che riguarda Grosseto, mia città di origine.

Il fatto è narrato dallo stesso Dossetti in SPIRITUALITA E POLITICA. Intervista a Giuseppe Dossetti della redazione della rivista BAILAMME, estate 1993. Ora in Bailamme, n.18-19. Testo rivisto dall’Autore.

Io non ho cercato per niente di entrare in politica. Lo dico sempre, ed è una verità sacrosanta: sono entrato in politica attraverso una rottura di testa per un incidente d’auto.

Mi hanno chiamato a Roma i grandi della Democrazia Cristiana nel luglio del 1945 per il primo Congresso Nazionale del partito. Io non conoscevo nessuno, non ero conosciuto da nessuno. Sono arrivato a Roma con ritardo, perché avevo avuto un incidente d’auto a Grosseto. Appena arrivato Piccioni mi ha detto:”tu sarai vice segretario della Democrazia Cristiana”. ” Ma chi?  Io? Ma mi conoscete? Io non vi conosco, non ho mai visto De Gasperi, e voi non conoscete me.”
“Sta cheto, sta cheto, stasera vedrai De Gasperi”.
De Gasperi non si è fatto vedere , si è andati alle votazioni e mi hanno eletto.

Quando sono tornato a casa con la testa fasciata e mi sono presentato a mia madre, non sapevo come fare. Ho dovuto rassicurarla che non era niente, ma anche dirle che avevo una rottura di testa ancora più grande. Lei , che è stata sempre intimissima a me, sin dal principio ha avuto orrore di quello che stavo facendo, e sapevo che l’aveva.

Giuseppe Dossetti

Cattolici: dietro al pifferaio o alla riscoperta delle radici autentiche?

C’è chi giura sul vangelo e, agitando la corona del rosario, attira una parte non indifferente (ma certamente non troppo consapevole) del voto cattolico.

Io preferisco riscoprire le radici autentiche del cattolicesimo sociale e politico, come per esempio Giuseppe Toniolo di cui sabato un convegno in Università Cattolica ricorderà il centenario della morte.

Sir (20 novembre):  Anniversari / Cattolici e politica: mons. Sorrentino, “oggi rischiamo l’irrilevanza”. Toniolo “uomo di sintesi” che ha saputo “intuire il futuro”

Cattolica News:  L’altra economia di Giuseppe Toniolo. A cent’anni dalla morte, un convegno ripercorre vita e pensiero dello studioso pisano, tra i promotori dell’idea di un’università cattolica in Italia. Un pioniere che rilesse in modo nuovo la società del suo tempo alla luce del principio del bene comune


Chirurgia etica

Lavorando nella “scuola media” a stretto contatto con tanti preadolescenti, e osservando alcune ricorrenti dinamiche relazionali o ascoltando le giustificazioni di certi loro comportamenti mi viene da pensare che sia urgente rimettere la riflessione etica al centro delle nostre attenzioni.

Alla stessa conclusione arrivo anche osservando il mondo degli adulti.

C’è bisogno di uscire dall’anarchia dei comportamenti e di ricercare punti di riferimento per quanto possibile condivisi.

Che cosa è giusto fare? Come orientarsi di fronte a scelte complesse?

Segnalo il blog Moralia (sul sito della rivista Il Regno) che da non molto tempo offre spunti di riflessione su questo tema