Cattolici padernesi: priorità e scelte per il futuro

Nei giorni scorsi ho pubblicato una riflessione rivolta ai cattolici della nostra città. Riprendo l’argomento, segnalando un paio di spunti che mi sembrano di particolare attualità.

Il primo stimolo viene dai Gesuiti.

Aggiornamenti Sociali (19 febbraio): Padre Sosa annuncia le priorità dei gesuiti per i prossimi anni

La Stampa – Vatican Insider (19 febbraio): Gesuiti, Papa Francesco approva le quattro “Preferenze apostoliche universali”

Il secondo spunto viene dai professori di Scienze Religiose toscani:

La parola cresceva (19 febbraio): Una lettera sulla responsabilità politica

Delpini: il paese dei desideri piccoli

Foto Comunità pastorale S.Paolo VI

Che cosa è venuto a dire l’Arcivescovo alle comunità parrocchiali e alla città di Paderno Dugnano? Prendendo le mosse dal vangelo delle nozze di Cana in cui si parla di sei giare di pietra piene d’acqua, Mons. Delpini ha raccontato una storia: Il paese dei desideri piccoli.

Spero che i parroci si procurino il testo dell’omelia e lo mettano a disposizione di tutti, perché mi sembra una riflessione utile per dare slancio al cammino comunitario dei prossimi mesi.

Oggi siamo tutti accovacciati su desideri piccoli: la salute, lo star bene, un po’ di compagnia, una carezza, un cagnolino o un gattino che quando entri in casa ti faccia un po’ di festa, qualche affetto precario, divertirsi un po’, avere qualche soldo da spendere, piccole sistemazioni, un po’ di sicurezza (porte corazzate e inferriate alle finestre), isolarsi per sentirsi al sicuro, l’ossessione dell’apparenza, il bisogno di farsi notare (che qualcuno si accorga e parli di me), rapporti virtuali, ogni capriccio deve essere accontentato (anche se non farà mai contenti)…

Nel paese dei desideri piccoli è proibito avere grandi desideri: un amore che prenda tutta la vita, una città solidale e giusta, rapporti di buon vicinato (capace di garantire attenzione e sicurezza), essere sé stessi e costruire rapporti reali, far crescere una comunità in carne ed ossa, prendere sul serio le grandi responsabilità della vita, cercare la felicità autentica…

Il Vescovo nella visita pastorale ha detto: “Voi, discepoli del Signore, siete quelli che custodiscono i grandi desideri. Costruite il vostro desiderare non su un capriccio o sulle piccole misure, ma sulle promesse di Dio! Ecco: siete autorizzati ad avere grandi desideri! Voi cristiani siete incaricati di avvisare i vostri fratelli e le vostre sorelle e dire loro che possiamo avere anche grandi desideri. Abbiamo la promessa di Dio perciò possiamo aprirci alla speranza. Desideriamo la felicità che non delude e non soltanto un po’ di soddisfazione, desideriamo la verità che fa risplendere in ciascuno la gloria di Dio e non soltanto l’apparenza, desideriamo la città giusta e solidale e non soltanto qualche soldo in tasca, desideriamo l’amore e non solo un po’ di compagnia provvisoria, desideriamo il buon vicinato e non soltanto un po’ di inferriate per difenderci dalle minacce, desideriamo la vita eterna e non soltanto un po’ di salute… Siamo un popolo in cammino verso il regno di Dio”.

Grazie, Vescovo Mario. Queste parole sono preziose!

Almeno una lacrima

Almeno un sussulto, un senso di vuoto… l’avete provato di fronte alla notizia di ieri dei migranti morti nell’ennesimo naufragio? Almeno una lacrima ha bagnato le vostre guance in questa stagione brutale di indifferenza e insensibilità?

Papa Francesco oggi all’Angelus:

Penso alle vittime, naufraghi nel Mediterraneo. Cercavano un futuro per la loro vita. Vittime, forse, di trafficanti di esseri umani. Preghiamo per loro e per coloro che hanno la responsabilità di quello che è successo.

“Ave o Maria…”.