Italia, paese ricco che teme i poveri

L’Italia è un paese strano.

Facciamo parte del G8 (che riunisce le più avanzate economie del globo) e ci consideriamo un paese in via di sviluppo. Ma ci siete mai stati in un paese del sud del mondo?!

Non solo.

La notizia riferita oggi da Repubblica – Economia e Finanza fa ancora più impressione. Leggete i dettagli nel link: Milionari, cresce il club dei super Paperoni

Gli italiani che hanno un patrimonio in titoli di Stato, azioni o altri strumenti finanziari superiore al milione di dollari sono 394mila, il 19% in più rispetto ai 330mila del 2016, e potrebbero diventare 519mila entro il 2022.

Vedi anche Il Sole 24 Ore del gennaio 2017: In Italia l’1% più ricco possiede il 25% della ricchezza nazionale

Il problema dell’Italia non sono i disperati che sbarcano sulle nostre coste, ma l’iniqua ripartizione delle ricchezze che fa sì che i poveri diventino sempre più poveri e i ricchi si arricchiscano sensibilmente.

Serve più giustizia, più redistribuzione, più eguaglianza.

Eppure, governano quelli che vogliono introdurre la FLAT TAX!

Da dove si riparte?

Da dove si comincia, amici, a ricostruire? / Queste macerie lasciano sgomenti. / Salvini non è che la maschera epifanica / di tanta cattiveria diffusa / che un tempo sguazzava nel limo profondo / e quando usciva alla luce / veniva additata, riconosciuta, respinta, / ora invece ha l’ardire di riscrivere impunemente / galateo e comandamenti. / Da dove si ricomincia, / ora che lo sguardo di troppi è malato / e le forze per reagire / mancano? / Forse dalle grotte, / dagli eremi, / dai banchi di scuola, / dalle cantine nascoste, / dal pensiero vigile fino a notte fonda… / Forse occorre lasciar riposare la terra / come usava un tempo / e avere la pazienza dei sassi / e aspettare / che venga migliore stagione. / O, al contrario, bisogna dannarsi / e bussare a tutte le porte / e chiedere aiuto / e risvegliare gli animi dei timidi / e dei silenti / e tentare insieme / per l’ultima volta / di fondare una città / in cui si provi a vivere da uomini / cioè da fratelli / e sorelle, / città senza l’imperio del cemento / senza interessi di pochi a dettar legge, / città senza confini / che non siano varchi / e ponti e cerniere… / Io credo che sia possibile / evitare l’esito, che oggi sembra scontato, / di questo male / che abbrutisce. / Italia, è ora di tornare ai valori / che ti hanno resa grande / nella cultura, nell’arte, nella generosità, / nella finezza del pensiero e dei sentimenti, / nella fede – umana o divina – che apre / a orizzonti di bellezza / e fraternità / e genio. / Da dove si riparte, compagni?

Testamento biologico: finalmente anche a Paderno Dugnano

Dopo lunga attesa (nonostante l’approvazione della legge nazionale) anche a Paderno Dugnano è possibile depositare le DAT.

La Lista civica Insieme per cambiare, che ha lungamente lavorato per giungere ad un Registro comunale, esprime soddisfazione a nome dei cittadini interessati.

Abbiamo dovuto attendere un po’ troppo, ma finalmente è possibile esercitare questo diritto anche nella nostra città!

The Global Catholic Climate Movement continua a crescere

Il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima è nato di recente, dopo l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, e si sta diffondendo velocemente.

Sull’ultimo numero della rivista Credere si può leggere l’intervista al fondatore Tomás Insúa (31 anni, di nazionalità argentina, ex manager Google, ora residente a Roma per collaborare con il Vaticano): Tomás Insúa: «È tempo di unire le forze per salvare Madre Terra»

Se fosse tuo figlio

Tramite un’amica scopro questa poesia scritta e postata su facebook da Sergio Guttilla il 29 giugno alle ore 22:28. La propongo ai lettori del blog perché sono convinto che si debba ripartire da qui.

Se fosse tuo figlio
riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.

Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.

Premuroso,
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d’acqua salata.

Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
uccideresti il pescatore che non presta la barca, urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicarne la vita.

Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
odieresti il mondo, odieresti i porti
pieni di navi attraccate.
Odieresti chi le tiene ferme e lontane
Da chi, nel frattempo
sostituisce le urla
Con acqua di mare.

Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
vorresti spaccargli la faccia,
annegarli tutti nello stesso mare.

Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Puoi dormire tranquillo
E sopratutto sicuro.
Non è tuo figlio.

È solo un figlio dell’umanitá perduta,
dell’umanità sporca, che non fa rumore.

Non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo.

Sergio Guttilla

—-
29 giugno 2018
Dedicata ai 100 morti in mare, morti affogati
in attesa di una nave che li salvasse.

L’aria si fa cattiva: ve ne siete accorti? Dobbiamo osare di più

Mi hanno insegnato che gli uomini sono tutti uguali.

La vita mi ha fatto presto capire che nella realtà non è così.

Oggi però avverto intorno a me lo sguardo minaccioso di chi dice: “Stai attento! Se vai avanti a pensarla così, sei fuori: ti daremo una lezione!”.

Invece, io voglio continuare a credere nel sogno del mondo, che padre Turoldo cantava con queste parole:

Ama, saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta
(nessuno saluta
del condominio,
ma neppure per via).

Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica e ricorda solo il bene.

E del bene degli altri
godi e fai
godere.

Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
e pure quel poco
– se necessario –
dividi.

E vai,
vai leggero
dietro il vento e il sole
e canta.

Vai di paese in paese e saluta
saluta tutti
il nero, l’olivastro
e perfino il bianco.

Canta il sogno del mondo:
che tutti i paesi
si contendano d’averti
generato.

David Maria Turoldo

Domenicani europei: politica migratoria UE agisce sui sintomi e non sulle cause

In questi giorni arroventati per le discussioni sul tema migranti si sente di tutto.

Vi invito a leggere un testo che probabilmente non avrà grande diffusione mediatica ma che mi sembra interessante per una riflessione di prospettiva.

E’ l’appello lanciato dalla Commissione Giustizia e Pace dei Domenicani d’Europa, che si è riunita nei giorni scorsi a Lille (Francia).

Sul sito dell’Ordine dei Domenicani trovate il testo in inglese: EUROPE NEEDS ANOTHER IMMIGRATION POLICY

Il documento in traduzione italiana è disponibile sul blog del domenicano Alessandro Cortesi che ha partecipato all’incontro di Lille come promotore di Giustizia e Pace per l’Italia: L’EUROPA HA BISOGNO DI UN’ALTRA POLITICA SULLE MIGRAZIONI