Smascherare il male travestito da difensore del cristianesimo

In men che non si dica con difensori delle tradizioni cristiane del calibro di Salvini ci troveremo in una società perdutamente anticristiana.

Le parole di Matteo Salvini sono spesso offensive e sprezzanti nei confronti della logica evangelica. La responsabilità è di chi tace (o parla sottovoce) di fronte all’abuso e allo stravolgimento della fede cristiana.

Nella Bibbia c’è un comandamento poco conosciuto, eppure decisivo, che ci richiama al dovere di rispettare e accogliere lo straniero.

Dal sito della Caritas di Vicenza riprendo due schede sintetiche:

 

#Salvini e i suoi fan: giurare sul vangelo per calpestare il vangelo

Quelli che hanno battuto le mani a Salvini che ha giurato sul vangelo agitando la corona del rosario in Piazza Duomo… sono gli stessi che hanno reagito in modo seccato e irrispettoso al tweet del Cardinale Ravasi?

E’ un bene che il vangelo torni a fare scandalo e a suscitare reazioni piccate e addirittura violente…

Così diventa più facile riconoscere chi pone i propri passi nella sequela Christi e chi invece pensa di poter usare il vangelo per un progetto di società fortemente antievangelico.

Vedi anche risposta di Salvini al Card. Ravasi.

Resistere alla volgarità diffusa

Il 5 giugno scorso Gian Antonio Stella sul Corriere ha richiamato il cattivismo quale descrittore di questo tempo.

Liliana Segre nel suo intervento in Senato ha alzato la voce in difesa dei bimbi rom…

Occorre fare come lei e non lasciar passare sguardi equivoci, parole avvelenate, ragionamenti ostili verso i piccoli, i brutti, gli sporchi e i cattivi…

Costruiamo un argine contro lo sdoganamento e la banalizzazione della cattiveria!

Don Ettore: Bassetti non mi convince, dove sono i cattolici in politica?

Riprendo l’editoriale di Don Ettore Dubini diffuso oggi, 27 maggio, dalla Cooperativa Emmaus.

La fede non può essere fumo, ma fuoco nel cuore delle nostre comunità

Ho letto con interesse l’intervento che il vescovo di Perugia Bassetti presidente della Conferenza Episcopale ha pronunciato martedì 22 maggio all’assemblea dei Vescovi italiani. Alcuni passaggi del discorso mi hanno fatto riflettere e lasciato qualche interrogativo aperto. Riferendosi alla situazione politica italiana ha chiesto ai Vescovi di cogliere la sfida del nuovo che avanza senza temere il cambiamento perché, secondo una sua lettura, le “radici sono buone e il Paese è più sano di come lo si dipinge”. Si, mi domando io, ma questa parte sana del Paese dove è? Ha anche detto Bassetti che non siamo allo sbando, ma che “c’è ancora tanta disponibilità al bene comune”. Ma è davvero il bene comune che muove questa nuova generazione di “fenomeni”? Speriamo! Tra i passaggi che mi più mi hanno lasciato perplesso uno riguarda coloro che si impegnano nella amministrazione della cosa pubblica che devono tornare “a essere i nostri figli prediletti”. Si, saranno pure figli prediletti, ma come tutti i figli non sempre si comportano secondo gli insegnamenti dei genitori. A giudicare dalle scelte che “questi figli prediletti” fanno non posso essere d’accordo perché tante delle loro scelte non sono proprio coerenti con la nostra fede e con la nostra storia cristiana. Io proprio faccio fatica a sentirli” figli prediletti”. Nel discorso di Bassetti c’è una grande nostalgia per contributo che i cattolici hanno dato nella storia del nostro paese, ma ora dove sono i cattolici? Sono trasversalmente presenti in tutte le formazioni politiche, ma l’incidenza della loro presenza mi sembra molto marginale viste le scelte che il nuovo governo farà. Quanto è vero allora l’auspicio che il presidente dei Vescovi italiani “la fede non può essere fumo, ma fuoco nel cuore delle nostre comunità”

Paderno mala tempora

Mala tempora currunt: in Italia, ma anche localmente.

Che cosa succede a Paderno Dugnano? Difficile dirlo brevemente, perché in apparenza non succede nulla che abbia carattere di strardinarietà.

La vita della nostra città procede distrattamente ed è proprio in questa sua noncuranza che si nasconde il tarlo che ci rovina.

Negli anni scorsi sono accaduti fatti importanti a Paderno Dugnano, che non hanno prodotto la reazione minimamente attesa.

Penso al summit di ‘ndrangheta svoltosi al Centro Falcone e Borsellino (31 ottobre 2009) o all’incidente Eureco (definito la “Thyssenkrupp” della Lombardia), nel quale persero la vita quattro lavoratori e tre rimasero ustionati (4 novembre 2010), o alle due bombe esplose presso la sede della Polizia Locale, di cui non si è mai saputa la causa (22 febbraio 2012 e 25 settembre 2013)…

Neanche la lotta contro il “mostro” Rho-Monza, che pure ha assunto un discreto rilievo, ha mai raggiunto un livello significativo di partecipazione.

E per citare l’ultima emergenza: tra un paio di giorni il Consiglio Comunale delibererà di costruire circa 56 appartamenti in un’area verde pubblica in via Dalla Chiesa/Gorizia accanto al comparto Scaltrini dove è prevista la costruzione di altre 200 unità abitative e vicino alla Rho-Monza che richiederebbe invece adeguate opere di mitigazione…

Chi fa affari
si compiace
della distrazione
della cittadinanza

Pertini il combattente: memoria per l’oggi e per il domani

Ieri sera ho visto con emozione il docufilm Pertini – Il combattente presso Area Metropolis 2.0. Una carrellata di immagini e di ricordi (avevo 11 anni quando fu eletto Presidente della Repubblica e 23 al momento della sua morte).

E’ stato il mio primo Presidente. L’ho seguito con la consapevolezza di un ragazzo che stava crescendo in un’Italia caratterizzata da molte contraddizioni e speranze.

Il film è una scossa di energia per chi vuole essere attivo e partecipe nella situazione odierna.

Consiglio di leggere almeno la voce del’Enciclopedia Treccani Pertini, Sandro

Il NO al fascismo è fondamento della Repubblica Italiana

Il fascismo oggi non fa più tanta paura,
per questo dobbiamo averne paura.
Qualcuno dice che non fu tutto male,
per questo dobbiamo alzare la soglia di attenzione…

Al riguardo ripropongo la riflessione del Presidente della Republica Sergio Mattarella in occasione della Giornata della Memoria 2018:

Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il Fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra. Si tratta di un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione. Perché razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza, retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma.

Vi aspetto stamattina alle ore 9,30 in Piazza della Resistenza

Politica e armi: svegliare le coscienze dall’assopimento

Alla coscienza dei politici che si presentano al voto e a quella degli elettori va presentato con forza un tema che, purtroppo, negli ultimi anni ha avuto sempre meno attenzione, quello della produzione e commercio di armi.

Leggi i dati nel Rapporto MIL€X 2018 (pdf), presentato il 1° febbraio scorso.

Tutte le informazioni sul sito dell’Osservatorio sulle spese militari italiane