Cattolici in Italia: no lamentazioni, ma adeguare il passo alla salita

Don Gennaro Matino, teologo e scrittore, è drastico sul suo blog: La fine del cristianesimo

Leggo e condivido molte cose.

Non credo che ci sia da rattristarsi. Piuttosto è l’occasione per un ripensamento.

E’ vero però che, nonostante l’evidenza, molti ancora stentano a mettere in discussione pratiche e usi del passato.

Occorre adeguare il passo alla salita.

Cattolici, politica e pancia della nazione

Nei giorni scorsi un’amica mi ha detto: “Oggi la Chiesa (nonostante la forza mediatica di Papa Francesco) non riesce più a orientare le coscienze. Come è possibile che tanti che si dicono cattolici si riconoscano in Salvini? o che condividano pensieri che, messi a confronto con il vangelo, appaiono stridenti?”.

Sul nuovo numero del mensile Jesus si può leggere una riflessione di Giovanni Ferrò.

Buona Pasqua, cioè fratelli!

A tutti voi che leggete più o meno costantemente questo blog auguro buona Pasqua con la parola “fratello/fratelli” che il parroco, don Paolo Boccaccia, ha fatto risuonare con forza durante la Veglia Pasquale in Santa Maria Nascente:

Chi divide le persone in base al colore della pelle o dei capelli o degli occhi, chi fa differenze secondo la statura o il grado di bellezza o intelligenza… è ridicolo.

Se dici: “Non sto vicino a quello là perché puzza…”, fai attenzione perché puzzi tu, le tue parole puzzano, sei marcio dentro!

Noi che abbiamo le parole e l’esempio di Cristo, non possiamo ricoprirci di ridicolo costruendo muri e divisioni tra le persone…

Siamo tutti fratelli!

Buona Pasqua, dunque!

Lo stile di Paolo VI: memoria del passato, indicazione per il futuro

A Paderno Dugnano c’è una Comunità pastorale, quella di Dugnano, Calderara e Incirano, che è intitolata al Beato Paolo VI. Tra poco dovrà cambiare nome, perché Montini è in cammino verso la canonizzazione…

Per conoscere meglio questo grande Papa del Concilio (ed ex Arcivescovo di Milano) mi sembra utile segnalare l’intervento di Mons. Mario Delpini ieri a Tempo di Libri.

Vatican Insider – La Stampa (10 marzo): Delpini: “Le domande di Montini, uno stile per Milano”

Video: “Tempo di Libri” – Montini, quale lascito per Milano e per la Chiesa? (Giselda Adornato)

Diocesi di Milano: Montini arcivescovo di Milano: un’eredità pastorale di dialogo che continua

Il vangelo secondo Matteo (Salvini)

Piazza Duomo, oggi.

Sul vangelo – in cui sta scritto di non giurare (vedi Mt 5,33-37) – Salvini ha giurato.

La scena mi irrita per  più motivi: deficit di laicità (cioè capacità di riconoscere la distinzione dei piani tra fede e politica), strumentalizzazione della simbologia religiosa per giungere al potere (rosario, vangelo, riferimenti frequenti al “buon Dio”…), distorsione del messaggio religioso (il vangelo dell’amore fino al dono della vita, del servizio, dei poveri proclamati beati, dell’accoglienza senza confini… diventa strumento identitario per distinguere tra “noi” e “loro”)…

3 febbraio Teresio Olivelli beato: massima attenzione

Sabato 3 febbraio a Vigevano l’alpino e partigiano Teresio Olivelli sarà proclamato beato.

Se non lo conosci, visita il sito www.teresioolivelli.com (documenti della beatificazione: PositioRelatio et Vota)

SIGNORE FACCI LIBERI
(Preghiera dei ribelli per amore)

SIGNORE che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi oppressi da un giogo oneroso e crudele che in noi e prima di noi, ha calpestato Te fonte di libere vite, dà la forza della ribellione.
DIO, che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura. Noi Ti preghiamo Signore.
TU che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nell’indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell’amarezza. Quanto più s’addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti.
NELLA tortura serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci piegare.
SE cadremo fa che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità.
TU che dicesti: “Io sono la risurrezione e la vita” rendi nel dolore all’Italia una vita generosa e severa. Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie.
SUI monti ventosi e nelle catacombe delle città, dal fondo delle prigioni,
noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che Tu solo sai dare.
DIO della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore.