Un anno intero, anzi sette dedicati alla #LaudatoSi

Mi sarebbe bastata l’enfasi data quest’anno al quinto anniversario dell’enciclica Laudato Si’, a cui viene dedicata una settimana per farla conoscere e sottolinearne l’importanza (16-24 maggio)…

Scopro invece che la Settimana Laudato Si’ è solo l’introduzione ad un anno intero dedicato all’enciclica socioambientale: dal 24 maggio 2020 al 24 maggio 2021! Così infatti ha deciso il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale.

Ottimo!

In 12 mesi… a furia di insistere… si potrà fare una più efficace sensibilizzazione su questi temi. E’ in ballo la “conversione ecologica” (come la chiamava, prima di Papa Francesco, l’indimenticato Alex Langer).

Leggo meglio la notizia e… mi accorgo che è ancora più promettente: l’anno dedicato alla Laudato Si’ apre in realtà un settennio!

Durante l’anno speciale di anniversario, informa il dicastero pontificio, verrà avviato un programma e un pubblico impegno da parte delle varie istituzioni per un percorso di “sostenibilità totale” da realizzare in 7 anni, nello spirito della Laudato sì. Destinatari; famiglie, diocesi, scuole, università, ospedali e strutture sanitarie, mondo degli affari, ordini religiosi. Per “incoraggiare e promuovere azioni concertate individuali e comunitari per la cura della nostra casa comune” e per “promuovere buone pratiche” in questo ambito verranno infine istituiti i Premi annuali Laudato sì. La prima cerimonia di premiazione avverrà proprio a conclusione dell’anno speciale dedicato al quinto anniversario dell’enciclica di Papa Francesco.

(Agenzia SIR, 16 maggio 2020)

Informatevi direttamente:

Agenzia SIR (16 maggio): Laudato si’: Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, un anno speciale dedicato al quinto anniversario

Vatican News (16 maggio): Un Anno Speciale dedicato alla Laudato si’

E sull’Osservatore Romano di oggi (che offre anche un supplemento dedicato a Giovanni Paolo II) si legge questo articolo: Un anno speciale per celebrare la Laudato Si’.

Avvenire (16 maggio): È la «Laudato si’» la pietra angolare sui cui rifondare presente e futuro

Diocesi di Milano (14 maggio): «Regolarizzare badanti e colf senza contratto è un atto di giustizia secondo i principi della “Laudato si’”»

National Catholic Reporter (15 maggio): Here’s what to expect for Laudato Si’ Week as pope’s ecology document turns five

Laudato Si’ come road map

Da oggi al 24 maggio i cattolici di tutto il mondo (e non solo 🙂 ) sono invitati da Papa Francesco a prendere sul serio l’appello di Madre Terra. E’ la Settimana Laudato Si’, a cui ho accennato nel post precedente.

Vi invito a guardare questo breve video, molto intenso.

Personalmente seguo con interesse e ho l’impressione che questi cinque anni dalla pubblicazione dell’enciclica non siano trascorsi invano. Qualcosa sta crescendo tra i cattolici di tutto il mondo: una sensibilità ecologica nuova, che parla più lingue e che spinge ad incontrarsi e ad agire.

Faccio un esempio concreto: oggi e domani si sta svolgendo un ritiro Laudato Si’ in videoconferenza su Zoom. Tutto in lingua inglese con centinaia di persone collegate da vari paesi: New York, Bogotà, Portland, Roma, Gran Canaria, Manaus, ecc…

Con qualche spunto simpatico: nella chat Franca S. scrive sconsolata: “Una traduzione in italiano? non capisco nulla”. E poco dopo le risponde Donata M.: “Il ritiro di oggi è in inglese”. E Yeni dall’Ecuador: “No puedo seguirles por el idioma”.

Provate a dare un’occhiata ai due video trasmessi oggi pomeriggio in streaming: Laudato Si’ Retreat: An Introductory Immersion (1) e Laudato Si’ Retreat: An Introductory Immersion (2)

Domani dalle 19 alle 20,30 la seconda parte del ritiro sempre sul canale youtube del Global Catholic Climate Movement.

Il ritiro in italiano è programmato per sabato 23 maggio (ore 9-13).

Su Twitter è interessante curiosare tra gli hashtag #LaudatoSi5 #LaudatoSiWeek #SemanaLaudatoSi #LaudatoSiWeek2020 #LaudatoSi

Qualcosa di bello si sta sviluppando.

Settimana Laudato Si’: dal 16 al 24 maggio

#exemplumomnibus

Quest’opera, realizzata ad Albano Laziale nel settembre scorso dallo street artist Maupal, è un’ottima introduzione alle iniziative che si svolgeranno nei prossimi giorni in tutto il mondo per ricordare il quinto anniversario dell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco.

Agenzia SIR (13 maggio): Laudato Si’: dal 16 al 24 maggio la “Settimana” per i 5 anni dell’enciclica sulla cura della casa comune

Comunità pastorale S.Paolo VI: attenzione ai cambiamenti climatici

Segnalo dal sito della Comunità pastorale di Calderara – Dugnano – Incirano il richiamo ai temi ambientali:

La parola di don Mauro

Carissimi,

il dono della Pasqua di Gesù è offerto per tutti, è offerto per ogni uomo e ogni donna ma anche per la creazione intera. Per questo motivo nelle settimane del tempo pasquale stiamo offrendo alcuni spunti di riflessione e di approfondimento della Lettera Laudato sì.

Il sottotitolo del testo di Francesco non è casuale: “sulla cura della casa comune”.

Già il 22 aprile 2015 il Papa diceva:

“esorto tutti a vedere il mondo con gli occhi di Dio Creatore: la terra è l’ambiente da custodire e il giardino da coltivare. La relazione degli uomini con la natura non sia guidata dall’avidità, dal manipolare e dallo sfruttare, ma conservi l’armonia divina tra le creature e il creato nella logica del rispetto e della cura, per metterla al servizio dei fratelli, anche delle generazioni future”.

L’approccio indicato non si presta a fraintendimenti perchè impedisce ogni lettura parziale della questione ecologica. Se la Chiesa Cattolica, in comunione con i fratelli Ortodossi e protestanti chiede un’ “ecologia integrale” è perchè sa bene come l’uomo potrebbe piegare un presunto rispetto per l’ambiente ai propri interessi.

Sempre papa Francesco con chiarezza ricorda che l’uomo e la donna sono chiamati a custodire la creazione:

“la vocazione del custodire non riguarda solamente noi Cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. E’ il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel libro della Genesi e come ci ha mostrato San Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo”.

In concreto l’uomo non è padrone della terra ma amministratore di un dono ricevuto, un dono che ci precede e ci fa stare bene.

Nel momento in cui questo equilibrio armonico viene infranto per ragioni d’altro tipo lo squilibrio che ne deriva è l’inquinamento ambientale ma, ancor più precisamente, l’inquinamento antropologico. In altre parole essere “custodi” è saper riconoscere che quanto abbiamo ricevuto non può essere piegato a nostro piacimento come un qualsiasi bene da consumare, ma da valorizzare riconoscendo le esigenze intrinseche alla stessa natura creata.

Concludendo se nella Pasqua di Gesù “ogni cosa è fatta nuova” anche il nostro stare dentro la creazione non può che riconoscerne la bontà del dono ricevuto e operare nel

rispetto della creazione, luogo di incontro con l’amore di Dio che ci salva dall’inquinamento del peccato.

Don Mauro

Inquinamento e pandemia: esiste una relazione?

Oggi pomeriggio la televisione cattolica italiana TV 2000 ha trasmesso una puntata per esplorare la relazione tra lo smog e la diffusione della pandemia.

Ad oggi non esiste alcun rapporto di causa-effetto, si è ipotizzato che le polveri sottili, il Pm10 e il Pm2,5, potessero contribuire al trasporto e alla diffusione del virus, ma non sono state riscontrate evidenze che supportassero quest’idea. Siamo Noi, programma pomeridiano di Tv2000 in diretta alle 15.20, ne parla con: Patrizia Gentilini, oncologa di ISDE Medici per l’Ambiente; Lucia Capuzzi, giornalista di Avvenire; Antonio Caschetto, responsabile della formazione del Movimento cattolico globale per il clima.

Papa Francesco nell’Udienza di oggi, dedicata alla 50.ma Giornata mondiale della Terra (leggi il testo del discorso):

Guarito dal covid: don Marino Mosconi parla dell’esperienza in terapia intensiva

Originario di Palazzolo, don Marino Mosconi (Cancelliere della Curia Ambrosiana) è uno di noi. Così racconta la terribile esperienza del ricovero in ospedale per coronavirus:

Chiesa di Milano (19 aprile): «Nella tempesta del Covid-19 mi sono affidato a Gesù»

Famiglia Cristiana (15 aprile): Monsignor Marino scampato al Covid: «Mi ha sostenuto la preghiera di tanti che mi vogliono bene»

Quanto è breve la distanza tra àpistos e pistòs

Il vangelo domenicale di oggi (Giovanni capitolo 20, versetto 27) parla di Tommaso, passato alla storia per il suo dito e l’incredulità.

Mi piace questo commento sul blog della rivista Il Regno:

Gesù non rimprovera Tommaso, ma gli offre la possibilità di diventare credente. In greco, basta togliere un semplice “a” privativo, per passare da apistos a pistos: quasi a dire che il passaggio dall’incredulità alla fede può anche essere piccola cosa.

Re-blog

Stamattina ho partecipato via YouTube alla messa della mia comunità pastorale e ho ascoltato con attenzione l’omelia di don Paolo Boccaccia.

Mi è tornata alla mente una frase di Oscar Wilde tratta da Il Ritratto di Dorian Gray, che mi aveva molto colpito in quarta ginnasio:

Quando si espone un’idea a un vero inglese, il che è sempre un atto temerario, costui non si sogna nemmeno di valutare se l’idea è giusta o sbagliata. L’importante per lui è sapere se chi l’ha esposta ne è convinto o meno.

If one puts forward an idea to a true Englishman–always a rash thing to do–he never dreams of considering whether the idea is right or wrong. The only thing he considers of any importance is whether one believes it oneself.

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, capitolo 1

Pasqua, passaggio

La parola ebraica pèsach – pasqua – indica letteralmente il passaggio: dall’inverno alla primavera, dalla schiavitù alla libertà, dal buio della morte alla luce della vita…

Quanti passaggi di cui fare memoria nella storia di ognuno di noi!

E ora questo momento così delicato e sofferto, che ci tiene col fiato sospeso in attesa di sapere come evolverà…

In questo passaggio critico della pandemia abbiamo bisogno di stringerci, di tenere duro, di vedere una via d’uscita e di speranza: leggi questa riflessione ebraica.

Aggiungo le parole di Papa Francesco nell’omelia della Veglia Pasquale

“Che bello essere cristiani che consolano, che portano i pesi degli altri, che incoraggiano: annunciatori di vita in tempo di morte! In ogni Galilea, in ogni regione di quell’umanità a cui apparteniamo e che ci appartiene, perché tutti siamo fratelli e sorelle, portiamo il canto della vita!”.

Papa Francesco