Parco dell’acqua, il punto sulla progettazione partecipata

Si è parlato del Parco dell’acqua ieri in Commissione Territorio e nell’incontro pubblico di restituzione ai cittadini a conclusione del percorso di co-progettazione.

Scarica il documento di sintesi con descrizione del percorso e orientamenti per la progettazione (pdf)

Di seguito le videoregistrazioni dei due appuntamenti:

Parco dell’acqua, conclusione del percorso partecipativo

La fase di ascolto e partecipazione sull’idea progettuale del Parco dell’Acqua a Calderara sta per concludersi.

Lunedì prossimo 19 aprile alle 18,30 l’argomento sarà all’ordine del giorno della Commissione Territorio e alle ore 21 si terrà una videoconferenza rivolta ai cittadini durante la quale saranno presentati gli elementi emersi e le valutazioni dell’ufficio tecnico e dell’Amministrazione Comunale.

Nel mese di maggio, come prevede la Convenzione, il tema sarà esaminato dal Consiglio Comunale.

Piantumazioni in corso

Alcuni cittadini si sono accorti che in varie zone della città sono in corso (termineranno entro fine mese) le attività di piantumazione.

Anche Viale Bagatti, che è uno dei luoghi di pregio del territorio, ha visto nei giorni scorsi la messa a dimora di 10 nuovi pioppi cipressini per colmare i vuoti che si erano venuti a creare nel tempo…

Elikya, Wind of Change stasera in diretta streaming

Segnalo stasera alle ore 21, in diretta streaming, lo spettacolo musicale Wind of Change del Coro interculturale Elikya, guidato dal maestro (e amico) Raymond Bahati, originario della Repubblica Democratica del Congo.

All’evento oggi Repubblica Milano ha dedicato una pagina.

Agenzia SIR (11 marzo): Custodia del Creato: ass. Elikya, sabato 13 lo spettacolo “Wind of change”

Una nuova Casa dell’Acqua in arrivo a Palazzolo

E’ pubblicata all’albo pretorio la delibera di Giunta N.30/2021 con cui l’Amministrazione Comunale ha autorizzato l’installazione della terza Casa dell’acqua nella nostra città e precisamente a Palazzolo, in piazza Hiroshima.

Grazie a CAP, che gestisce il servizio idrico e lavora con la massima attenzione per mettere a nostra disposizione il bene prezioso dell’acqua.

Parco dell’acqua: si è conclusa positivamente la prima fase di confronto

Con la riunione di oggi si è chiusa la prima fase di ascolto per la co-progettazione del Parco dell’acqua di Calderara.

Dopo gli incontri, molto partecipati, che si sono svolti in videoconferenza per tre giovedì di seguito, stamattina si è tenuto l’incontro con vari enti territoriali (Regione, Città Metropolitana, Consorzio Ticino Villoresi, Parco GruBria, CAP…).

L’appuntamento non aveva carattere decisorio, ma mirava all’approfondimento delle varie questioni legate alla progettazione condivisa del Parco dell’acqua. In particolare, è stato affrontato il tema della metrotranvia Milano-Desio-Seregno (il progetto esecutivo è in fase di validazione) in relazione ai collegamenti/attraversamenti ciclopedonali.

Prosegue ora il lavoro dei progettisti chiamati a recepire gli spunti emersi.

Dopo Pasqua è previsto un appuntamento pubblico di restituzione per fare il punto sulle attività di progettazione e avviarsi alla fase finale del percorso.

Papa Francesco guarda già a #COP26

Anche a Paderno Dugnano seguiamo con attenzione la preparazione della prossima COP26 sui cambiamenti climatici, che si svolgerà nel periodo settembre-novembre tra Milano e Glasgow. Papa Francesco ne ha parlato recentemente ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Crisi ambientale

Non è solo l’essere umano ad essere malato, lo è anche la nostra Terra. La pandemia ci ha mostrato ancora una volta quanto anch’essa sia fragile e bisognosa di cure.

Certamente vi sono profonde differenze fra la crisi sanitaria provocata dalla pandemia e la crisi ecologica causata da un indiscriminato sfruttamento delle risorse naturali. Quest’ultima ha una dimensione molto più complessa e permanente, e richiede soluzioni condivise di lungo periodo. In realtà, gli impatti, ad esempio, del cambiamento climatico, siano essi diretti, quali gli eventi atmosferici estremi come alluvioni e siccità, oppure indiretti, come la malnutrizione o le malattie respiratorie, sono spesso gravidi di conseguenze che permangono per molto tempo. 

La risoluzione di queste crisi richiede una collaborazione internazionale per la cura della nostra casa comune. Auspico pertanto che la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP26), prevista a Glasgow nel novembre prossimo, consenta di trovare un’intesa efficace per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico. È questo il tempo di agire, poiché possiamo già toccare con mano gli effetti di una protratta inazione. 

Penso ad esempio alle ripercussioni sulle numerose piccole isole dell’Oceano Pacifico che rischiano gradualmente di scomparire. È una tragedia che causa non solo la distruzione di interi villaggi, ma costringe anche le comunità locali, e soprattutto le famiglie, a spostarsi continuamente, perdendo identità e cultura. Penso pure alle inondazioni nel sud-est asiatico, specialmente in Vietnam e nelle Filippine, che hanno provocato vittime e lasciato intere famiglie senza mezzi di sussistenza. Né si può tacere il progressivo riscaldamento della Terra, che ha causato devastanti incendi in Australia e in California.

Anche in Africa i cambiamenti climatici, aggravati da interventi sconsiderati dell’uomo e ora anche dalla pandemia, sono causa di grave preoccupazione. Mi riferisco anzitutto all’insicurezza alimentare che nel corso dell’ultimo anno ha colpito particolarmente il Burkina Faso, il Mali e il Niger, con milioni di persone che soffrono la fame; come pure alla situazione in Sud Sudan, dove si corre il rischio di una carestia e dove peraltro persiste una grave emergenza umanitaria: oltre un milione di bambini ha carenze alimentari, mentre i corridoi umanitari sono spesso ostacolati e la presenza delle agenzie umanitarie nel territorio viene limitata. Anche per far fronte a tale situazione è quanto mai urgente che le Autorità sud-sudanesi superino le incomprensioni e proseguano nel dialogo politico per una piena riconciliazione nazionale.

Papa Francesco, dal Discorso ai membri del Corpo Diplomatico (8 febbraio 2021)