Lo sconforto e lo sguardo verso nuovi orizzonti

L’impressionante incendio che ha distrutto la cattedrale di Parigi impone una riflessione non solo sulle politiche di gestione e conservazione del patrimonio storico artistico, ma anche su un altro tema.

Ciò che l’Europa è oggi dipende della sua storia millenaria, nella quale ha giocato un ruolo decisivo l’esperienza cristiana.

Adesso ci troviamo in una fase di profonda trasformazione, che produrrà nei prossimi secoli sintesi nuove.

Le Chiese sono chiamate a cogliere la sfida presente, mantenendo in forme inedite l’impegno nella complessità delle vicende umane. Solo così i cristiani saranno in grado di generare una storia nuova (e dunque pensiero, cultura, arte…).

Questa dinamica di inserzione profonda nella vita della pólis riguarda anche i cristiani di Paderno Dugnano.

Non ha futuro chi guarda indietro e vive di rimpianti e nostalgie. Non si difende la propria tradizione di fede solo conservando il passato.

Serve invece coraggio, passione, fiducia… Bisogna accettare di camminare nella situazione attuale e interpretare nell’oggi il riferimento vitale alla buona notizia del Vangelo.

Così è avvenuto tante volte nei vari passaggi tra un’epoca e un’altra: una fede autentica (non ornamentale), incarnata nell’amore per l’uomo di oggi, genera nuovi orizzonti di senso.

Nuove cattedrali sono in costruzione!

Io ho fiducia.

Varie: PAES, ponti Milano-Meda, Clinica S.Carlo, RSU ex Ilva, Paderno e la sinistra

Verdi Paderno Dugnano (15 aprile): IL PATTO DEI SINDACI E IL PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE. L’esperienza di un Comune premiato

Il Notiziario (15 aprile): Mi-Meda, altre due notti di chiusura, prosegue l’operazione “ponti sicuri”

Malpensa 24 (15 aprile): “Like a song”, Lorenzo Pisani racconta dolore e terapia con U2 e scrittura

Rassegna sindacale (15 aprile): Voto Rsu-Rls Arcelor Mittal, Fiom prima quasi ovunque

Qui Paderno Dugnano (13 aprile): Paderno e la sinistra

Aumento ponderale

Quanto pesa adesso, in termini elettorali, la lista civica Insieme per cambiare? Se lo chiedono in tanti.

Certamente, in questi cinque anni la “coccinella” ha fatto un grande lavoro, sia in Consiglio Comunale sia sul territorio. Ha promosso l’azione in rete su singoli temi di interesse per la città: contro le palazzine in un parco pubblico (cosiddetto RE3), contro l’ampliamento del Carrefour, sui temi della sicurezza urbana (controllo di vicinato), eccetera…

Il peso elettorale di questo straordinario gruppo, che è sempre al lavoro (per rendersene conto basta passare davanti alla sede di via Rotondi 71), è certamente aumentato rispetto al 2014.

I cittadini più attenti se ne sono accorti.

Purtroppo, però, ci sono anche i padernesi distratti, sbadati, menefreghisti, qualunquisti… Quelli che dicono: “Sono tutti uguali”.

Non è assolutamente vero. Basta approfondire un po’ e ci si accorge che non è così.

Eppure nelle urne pesa anche il loro voto (e non voto).

Non pochi per cambiare le cose a Paderno Dugnano penseranno di affidarsi a Forza Italia e alla Lega, senza considerare che nel nostro Comune queste due forze politiche governano (maluccio) da 10 anni.

Per cambiare le cose bisogna mandare a casa chi ha gestito la città finora: Bogani, Ghioni, Alparone , ecc…

Stamattina a Palazzolo: quanta gente per noi!

La lista civica Persone al centro sta raccogliendo le firme per partecipare al voto amministrativo del 26 maggio. Stamattina, nonostante la pioggia battente, molti cittadini sono venuti a trovarci e a esprimerci il loro sostegno.

Al confronto… i gazebo vicini della Lega e della Lista Di Maio sono rimasti soli soletti e ad un certo punto hanno pensato di smobilitare 😉

E’ venuta a salutarci e a dare il proprio sostegno anche la pediatra dr.ssa Silvana Alberti, sorella di Roberto [nella foto].

La cosa più bella che si coglie avvicinandosi a questa nuova lista (è appena nata ed è già grande!) è la freschezza.

Siamo persone e vogliamo che le persone siano messe al centro della politica di Paderno Dugnano! Fai conoscere agli amici la lista Persone al centro!

Il gesto di Francesco interpella anche noi a #PadernoDugnano

Se Papa Francesco non ci avesse abituato a gesti eclatanti e fuori dal protocollo, diremmo che il bacio dei piedi ai leader del Sud Sudan è clamoroso.

In un tempo non troppo lontano era il Papa che riceveva come omaggio il bacio della “sacra pantofola”. Adesso è lui che implora la pace piegandosi di fronte a politici che hanno gravi responsabilità sulle spalle.

Che cosa significa questo per noi che viviamo a Paderno Dugnano?

Mi vengono in mente tre pensieri:

  • La comunità locale di Paderno Dugnano non può vivere chiusa in sé stessa, ma deve sentirsi parte di una storia più ampia che è provinciale, regionale, nazionale, europea e mondiale. Ciò che accade al di fuori dei nostri confini ci riguarda! Esiste, infatti, una dimensione della politica locale che negli ultimi anni è stata totalmente disattesa, e cioè l’apertura del nostro “piccolo mondo” alla realtà che si trova al di fuori dei nostri confini territoriali.
  • La ricerca della pace esige il superamento degli equilibrismi e delle mezze parole che non scontentano nessuno. Occorre andare oltre e parlare al cuore delle persone, suscitando un moto di umanità capace di avviare percorsi nuovi. La pace è sempre qualcosa che si osa, lasciando da parte calcoli e previsioni di opportunità.
  • L’impegno per la pace coinvolge chiesa e politica, anzi chiese/comunità religiose diverse (perché il processo è ecumenico e interreligioso) e persone/forze politiche con l’obiettivo comune di conseguire il bene della popolazione.

Quanti incontri!

Raccogliere le firme è occasione di incontro e di confronto. Le persone si avvicinano curiose, altre invece già ci conoscono. Alcuni chiedono e raccontano di sé e del quartiere dove vivono.

C’è voglia di partecipare e soprattutto di una città con una vita politica diversa da quella degli ultimi anni.

Chi l’ha detto che Paderno Dugnano debba essere per sempre anonimo dormitorio del Nord Milano?

Noi lavoriamo per restituire la città ai cittadini.

Lettera aperta al Vicesindaco f.f. di Sindaco Bogani, alla Giunta e al Consiglio Comunale

Ricevo dal concittadino Andrea Colombo il seguente contributo, che pubblico volentieri:

Buongiorno, un po’ di mesi fa ho avuto modo di trovare una copia de Il Giorno, credo risalente all’autunno scorso, e di leggere un articolo in cui veniva intervistato il sindaco Bogani che alla domanda della giornalista se riteneva servissero nuove case nell’area ex Scaltrini il sindaco rispondeva semplicemente con un sì. Non ricordo di avere trovato la motivazione a fronte di una dichiarazione così’ impegnativa e mi sarei aspettato almeno un minimo di argomentazione a riguardo. Io vorrei provare ad esporre la mia opinione, se possibile.

Innanzitutto ci sono diverse palazzine con appartamenti invenduti da diversi anni (tra l’altro tanto più le palazzine sono alte più ci sono appartamenti invenduti); quindi qualche domanda un amministratore se la dovrebbe porre a riguardo sull’opportunità di nuove costruzioni e nel caso la risposta sia affermativa, ma con motivazioni fondate ed accurate, si dovrebbe ripensare la tipologia di case da costruire.
Il passato chiaramente non è cancellabile, ma per lo meno serva da lezione; se la lezione non interessa, non abbiamo speranze e quindi non promettiamo cambiamenti solo per il gusto della promessa.
In passato ho avuto modo di interloquire con persone che dicevano che palazzi alti avrebbero consentito di risparmiare suolo e offrire spazi verdi più ampi, eppure stavamo parlando sempre dello stesso luogo e devo dire che io di praterie verdi non ne ho viste, anzi in zone ad alta intensità di palazzine non corrispondevano grandi spazi verdi, al max dei fazzoletti verdi. E già in passato ricordo di avere sentito che le costruzioni di nuovi appartamenti erano giustificate dalla necessità di dare alloggi a persone in difficoltà economica; quindi sono già state costruite case con finalità popolari.
Se così’ fosse, si potrebbe cominciare ad usare quelle invendute.
Se l’intento cmq è la giustizia sociale penso che sia più utile ed efficace fornire alle persone un’opportunità di lavoro seria piuttosto che offrire una casa a prezzi calmierati che cmq richiederà il pagamento delle rate del mutuo, l’acquisto di mobili, costi notarili, condominiali, la tari, le varie utenze etc etc. Se hanno un lavoro precario, sottopagato o a tempo determinato come potranno affrontare queste spese?
Se Paderno Dugnano si è meritata la fama di essere un paese dormitorio, probabilmente non è così povero di alloggi.

Secondariamente la cittadina conta già quasi 50 mila abitanti e quindi immetterne di nuovi richiede maggiore attenzione, come ad esempio richiede attenzione una questione in cui mi sono imbattuto personalmente proprio recentemente ed è il problema delle sepolture. Quando scade il termine di concessione dei colombari e si vuole mettere il corpo nell’ossario, senza cremazione, che cosa si può fare? A quanto pare nel 90% dei casi il corpo va messo in un campo provvisorio in cui consentire la completa scheletrizzazione, ma il campo si trova solo a Cassina Amata, e quindi molte persone, soprattutto quelle in età avanzata, per ogni visita devono affrontare uno spostamento impegnativo essendo senza auto e trovandosi il cimitero di Cassina Amata in una posizione molto decentrata rispetto a chi abita nelle altre frazioni. Oppure devono optare per la cremazione anche se contraria alla loro sensibilità ed alla loro religione e nonostante non sia stata espressamente richiesta dalla persona deceduta. L’estensione della concessione non risolve il problema, lo rimanda.
Chi è religioso praticante sa cosa questo significa e comporta, chi invece è religioso non praticante o non religioso dovrebbe fare uno sforzo di comprensione. Per questo motivo sono molto scettico verso le candidature o ricandidature di persone che hanno governato questo paese ed hanno lasciato sedimentare questo problema, da una parte hanno semplificato o banalizzato un’operazione oggettivamente impegnativa di accrescimento demografico, come fosse bere un bicchiere d’acqua, dall’altro hanno reso complicato una cosa elementare, qual’ è la sepoltura.
Di fatto il problema esiste, va affrontato e risolto.
Dovrebbe essere normale che vi sia un campo provvisorio in ogni cimitero e non uno solo per quattro.
Se qualcuno è portato a pensare che i morti in quanto morti non sia una questione meritevole di attenzione commette un grave errore, innanzitutto per la mancanza di rispetto verso le persone defunte, secondariamente verso le persone che le vanno a trovare e terzo verso la religione che riguarda quelle persone.
Questo è un esempio elementare delle conseguenze che implica la crescita in numero di abitanti; ve ne sono molti altri, ma vedendo come viene affrontato questo, che è uno dei casi più semplici e prevedibili, non posso essere ottimista sulle altre azioni.
Ovviamente la mia lettera non è semplicemente un’esternazione, ma soprattutto una richiesta di soluzione.
Chi (insieme a chi non lo ha consigliato opportunamente) trova il tempo, per progettare, e lo spazio, per costruire cento o duecento nuove ulteriori abitazioni, ha il dovere di trovare il tempo per una soluzione ed il giusto spazio ai defunti.
Se si ritiene così facile ed immediato insediare nuove abitazioni, allora trovare una soluzione a questo problema sarà un’autentica passeggiata.

Saluti,

Andrea Colombo

P.S. Ho notato che in via C. Battisti è stata effettuata una potatura molto severa degli alberi lungo il viale, quindi a mio avviso veramente eccessiva. Avevo letto in qualche blog una critica verso l’AC corrente secondo la quale trattava gli alberi come un puro oggetto d’arredo, eppure penso che se fosse stato vero, cioè considerare gli alberi alla stregua di arredi, non sarebbe mai avvenuto un intervento così drastico. E’ scappata la mano agli operai, o è stato appositamente voluto?

Ultimo Consiglio Comunale

Ieri sera la Commissione Capigruppo ha fissato la data dell’ultimo Consiglio Comunale per martedì 23 aprile.

Per quanto mi riguarda l’ordine del giorno prevede due interrogazioni: una sulla Bonifica dell’area RE11 ex-Scaltrini e l’altra sulla compartecipazione alle spese sociali, sociosanitarie ed educative.

La consigliera Caputo (PD) presenta un’interrogazione sull’incuria e mancata manutenzione del Parco Lago Nord, tante volte sottolineata anche dalla lista civica Insieme per cambiare (vedi post: CHE FINE STA FACENDO L’ARENA DEL PARCO LAGO NORD?).

Segue il Rendiconto 2018 e, curiosamente, una variazione al bilancio che non potendo essere approvata dapo il giorno 10 aprile viene presentata con motivi di urgenza sotto forma di ratifica di una delibera di giunta.