Lettera aperta al Vicesindaco f.f. di Sindaco Bogani, alla Giunta e al Consiglio Comunale

Ricevo dal concittadino Andrea Colombo il seguente contributo, che pubblico volentieri:

Buongiorno, un po’ di mesi fa ho avuto modo di trovare una copia de Il Giorno, credo risalente all’autunno scorso, e di leggere un articolo in cui veniva intervistato il sindaco Bogani che alla domanda della giornalista se riteneva servissero nuove case nell’area ex Scaltrini il sindaco rispondeva semplicemente con un sì. Non ricordo di avere trovato la motivazione a fronte di una dichiarazione così’ impegnativa e mi sarei aspettato almeno un minimo di argomentazione a riguardo. Io vorrei provare ad esporre la mia opinione, se possibile.

Innanzitutto ci sono diverse palazzine con appartamenti invenduti da diversi anni (tra l’altro tanto più le palazzine sono alte più ci sono appartamenti invenduti); quindi qualche domanda un amministratore se la dovrebbe porre a riguardo sull’opportunità di nuove costruzioni e nel caso la risposta sia affermativa, ma con motivazioni fondate ed accurate, si dovrebbe ripensare la tipologia di case da costruire.
Il passato chiaramente non è cancellabile, ma per lo meno serva da lezione; se la lezione non interessa, non abbiamo speranze e quindi non promettiamo cambiamenti solo per il gusto della promessa.
In passato ho avuto modo di interloquire con persone che dicevano che palazzi alti avrebbero consentito di risparmiare suolo e offrire spazi verdi più ampi, eppure stavamo parlando sempre dello stesso luogo e devo dire che io di praterie verdi non ne ho viste, anzi in zone ad alta intensità di palazzine non corrispondevano grandi spazi verdi, al max dei fazzoletti verdi. E già in passato ricordo di avere sentito che le costruzioni di nuovi appartamenti erano giustificate dalla necessità di dare alloggi a persone in difficoltà economica; quindi sono già state costruite case con finalità popolari.
Se così’ fosse, si potrebbe cominciare ad usare quelle invendute.
Se l’intento cmq è la giustizia sociale penso che sia più utile ed efficace fornire alle persone un’opportunità di lavoro seria piuttosto che offrire una casa a prezzi calmierati che cmq richiederà il pagamento delle rate del mutuo, l’acquisto di mobili, costi notarili, condominiali, la tari, le varie utenze etc etc. Se hanno un lavoro precario, sottopagato o a tempo determinato come potranno affrontare queste spese?
Se Paderno Dugnano si è meritata la fama di essere un paese dormitorio, probabilmente non è così povero di alloggi.

Secondariamente la cittadina conta già quasi 50 mila abitanti e quindi immetterne di nuovi richiede maggiore attenzione, come ad esempio richiede attenzione una questione in cui mi sono imbattuto personalmente proprio recentemente ed è il problema delle sepolture. Quando scade il termine di concessione dei colombari e si vuole mettere il corpo nell’ossario, senza cremazione, che cosa si può fare? A quanto pare nel 90% dei casi il corpo va messo in un campo provvisorio in cui consentire la completa scheletrizzazione, ma il campo si trova solo a Cassina Amata, e quindi molte persone, soprattutto quelle in età avanzata, per ogni visita devono affrontare uno spostamento impegnativo essendo senza auto e trovandosi il cimitero di Cassina Amata in una posizione molto decentrata rispetto a chi abita nelle altre frazioni. Oppure devono optare per la cremazione anche se contraria alla loro sensibilità ed alla loro religione e nonostante non sia stata espressamente richiesta dalla persona deceduta. L’estensione della concessione non risolve il problema, lo rimanda.
Chi è religioso praticante sa cosa questo significa e comporta, chi invece è religioso non praticante o non religioso dovrebbe fare uno sforzo di comprensione. Per questo motivo sono molto scettico verso le candidature o ricandidature di persone che hanno governato questo paese ed hanno lasciato sedimentare questo problema, da una parte hanno semplificato o banalizzato un’operazione oggettivamente impegnativa di accrescimento demografico, come fosse bere un bicchiere d’acqua, dall’altro hanno reso complicato una cosa elementare, qual’ è la sepoltura.
Di fatto il problema esiste, va affrontato e risolto.
Dovrebbe essere normale che vi sia un campo provvisorio in ogni cimitero e non uno solo per quattro.
Se qualcuno è portato a pensare che i morti in quanto morti non sia una questione meritevole di attenzione commette un grave errore, innanzitutto per la mancanza di rispetto verso le persone defunte, secondariamente verso le persone che le vanno a trovare e terzo verso la religione che riguarda quelle persone.
Questo è un esempio elementare delle conseguenze che implica la crescita in numero di abitanti; ve ne sono molti altri, ma vedendo come viene affrontato questo, che è uno dei casi più semplici e prevedibili, non posso essere ottimista sulle altre azioni.
Ovviamente la mia lettera non è semplicemente un’esternazione, ma soprattutto una richiesta di soluzione.
Chi (insieme a chi non lo ha consigliato opportunamente) trova il tempo, per progettare, e lo spazio, per costruire cento o duecento nuove ulteriori abitazioni, ha il dovere di trovare il tempo per una soluzione ed il giusto spazio ai defunti.
Se si ritiene così facile ed immediato insediare nuove abitazioni, allora trovare una soluzione a questo problema sarà un’autentica passeggiata.

Saluti,

Andrea Colombo

P.S. Ho notato che in via C. Battisti è stata effettuata una potatura molto severa degli alberi lungo il viale, quindi a mio avviso veramente eccessiva. Avevo letto in qualche blog una critica verso l’AC corrente secondo la quale trattava gli alberi come un puro oggetto d’arredo, eppure penso che se fosse stato vero, cioè considerare gli alberi alla stregua di arredi, non sarebbe mai avvenuto un intervento così drastico. E’ scappata la mano agli operai, o è stato appositamente voluto?

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