Antifascismo, preoccupazione per quel voto contro

Due notizie si intrecciano nella mia mente con la bocciatura, martedì scorso, dell’ ordine del giorno sul rispetto dei valori della Costituzione repubblicana e antifascista.

Sono trascorsi 80 anni dalla “notte dei cristalli” (9-10 novembre 1938) e una quindicina in più dalla lettera che Albert Einstein scrisse alla sorella (agosto 1922), finora inedita, che verrà battuta all’asta nei prossimi giorni.

“Qui si stanno preparando tempi bui, politicamente ed economicamente, ed io sono felice di andarmene via da tutto per un anno e mezzo” (Albert Einstein)

Qualcuno dirà che esagero: che senso ha paragonare la notte dei cristalli e la premonizione di Einstein nell’estate 1922 con la bocciatura di un ordine del giorno in un consiglio comunale di una cittadina di provincia? Il voto contrario potrebbe essere letto anche solo come posizionamento delle forze politiche padernesi rispetto ad un tema di bandiera.

Eppure, la tragedia nazifascista non nacque all’improvviso, ma fu preparata da un clima diffuso tra la gente, che ne costituì il brodo di coltura.

In Consiglio Comunale ho sentito parole grezze e brutali accompagnate da un applauso di sostegno che mi preoccupa. Purtroppo, i pensieri espressi dai consiglieri Viviani e Boatto sono ampiamente diffusi nella società, ed è questo che non lascia tranquilli.

Da quel modo di ragionare non ritengo possano scaturire rispetto, progresso e armonia sociale.

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