Achille Cezza: espulsione Giuranna, RE3-PGT, critiche alla deriva 5 Stelle

Riprendo tre interessanti riflessioni di Achille Cezza (ex Consigliere Comunale M5S), pubblicate ieri su Facebook.

[Sull’ultimo Consiglio Comunale]

Quanto successo nell’ultimo consiglio comunale (espulsione del c.c. Giuranna da parte del Presidente del Consiglio) era preventivabile. Non ho mai nascosto, nemmeno ai diretti interessati, che alcuni elementi cardine della figura del Presidente del Consiglio comunale, in particolare la neutralità, passavano spesso in secondo piano per via dell’appartenenza politica alla maggioranza.
Il Presidente del Consiglio è un arbitro: non è facile farlo, ancor meno se ci sono giocatori nervosi e un pubblico caldo; ma la bravura sta nel riuscire a controllare gli stati d’animo, non nel contribuire a riscaldarli, cosa che è già successa più volte all’attuale Presidente.
A tutto ciò si aggiungeva un certo nervosismo nella maggioranza visto che i vari punti all’odg passavano per dieci voti (anzichè 16) contro nove, facendo trasparire, al di là del proclama “maggioranza unita”, una difficoltà a dover giustificare una variante figlia di un PGT che è stato sbagliato sin dall’inizio.
Invece ho letto l’intervento della segretaria adeguato; anzi apprezzabile in quanto, visto il momento “caldo” ha dato delle spiegazioni che servivano a stemperare gli animi.

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Pgt e variante RE3

In cuor loro sanno, nella maggioranza, che questa variante ha una logica solo sulla carta: è ovvio che è meglio costruire lontano dal Seveso ma non dà risposte a questa città.
Così come all’opposizione credo sappiano che questo “pasticciaccio” non nasce oggi ma nel marzo 2013 ( e non per colpe loro, sia chiaro)
E’ forse allora che dovevamo fare una battaglia maggiore, riuscire a coinvolgere i cittadini in una presa di coscienza più chiara.
Eppure, oggi, non sono così convinto che molti cittadini avrebbero considerato il PGT come uno dei punti più importanti per la crescita di una città.
Scrivevo nello osservazioni al Pgt del 2013 che “questo PGT monetizza nel presente i disagi del futuro”.
Eppure non mi sembra che la città si accorga di questi disagi.
La variante RE3 sposta una “cubatura”, non ha creato qualcosa di non non previsto dal PGT: e questa frase non giustifica le decisioni della maggioranza, come potrebbe sembrare ad una prima lettura. Anzi dovrebbe suonare come un allarme perché l’aumento esagerato di volumetrie riguarda tutta la città e non solo la RE3. E tutto questo è così dal 2013 ma inizia a venir fuori adesso.
E’ questo il punto. Noi dovremmo fare lunghe ed estenuanti battaglie per ogni punto che riguarda le volumetrie “aumentate” del Pgt o ridiscutere il PGT nel suo complesso?
Tutto il PGT potrebbe diventare a questo punto un interessante punto di partenza sul quale proporre una visione di città: a quel punto sarebbero i cittadini a scegliere. E se sceglieranno, come è stato fatto in passato, chi antepone una città ordinaria ad una città che vuole trasformarsi, “osare” (accettando rischi e sacrifici), non diamo sempre la colpa a chi non è riuscito a farsi capire o a far passare il proprio modello di città.
Se i cittadini preferiscono votare sulla fiducia la persona, invece che un progetto, dovranno iniziare a capire che lamentarsi dopo non porta a nulla. O, quantomeno, cambiare le carte in tavola in futuro sarà difficilissimo se non impossibile.

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[Critiche al nuovo M5S]

“Se i cittadini preferiscono votare sulla fiducia la persona…”.
Ecco, questa frase mi ha fatto tornare in mente uno dei motivi per i quali sono diventato attivista M5S: VOTA L’IDEA, NON LA PERSONA!!! Era questo il motto con cui ci riempivamo la bocca!
E poi le idee piano piano cambiavano, le persone restavano sempre le stesse, e quando si votava si sceglieva l’amico e non il progetto.
Ho sentito alcuni giorni fa il terzo segreto di satira dire: “quando si è trentenni NON si accettano i compromessi, quando si è cinquantenni si inizia ad accettarli”. Qui non voglio analizzare cosa sia giusto o sbagliato ma voglio correggere questa loro frase: io ho visto ultimamente tanti 30enni accettare il compromesso; e cinquantenni diventare “cattivi” solo perché restavano sulle posizioni originarie.
E’ tutto figlio del familismo amorale: diventa sempre facile giudicare e attaccare gli altri; quando poi si fa notare che noi ci comportiamo come gli altri, chi lo fa notare diventa tutto d’un tratto un moralista esagerato.
Ho visto tante persone nel M5S votare per amicizia;
ho visto tante persone stare zitte davanti ad uno degli eventi più FASCISTI della politica degli ultimi anni (il Nuovo Statuto, per quello che c’era scritto e per come è stato proposto);
e tutto questo per poter avere in un futuro una chance di essere eletti o di far eleggere un loro amico, o far andare un loro amico a Roma, Bruxelles o in regione come collaboratore.
Sono cose piccole se confrontate con le nefandezze che hanno fatto altri ma sono pur sempre i primi passi a indicare la direzione.
Non rinnego nulla (o quasi) di ciò che ho fatto da attivista e portavoce.
Rinnego sempre più convintamente il Nuovo M5S e tutti coloro che un tempo erano moralizzatori e ora sono diventati come tutti gli altri. Più tempo passa e meno crederò a coloro che si redimeranno in futuro…..
Peccato. Secondo me la “Politica” ha perso una grande occasione con quello che era il M5S iniziale.

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