Verso il voto: soliloquio politico, 5

Molte persone arrivano a decidere per chi votare negli ultimi giorni, se non addirittura nelle ultime ore che precedono le urne. Da tempo è così, ma ho l’impressione che ciò sia particolarmente vero oggi.

Il voto del 4 marzo mette in difficoltà non poche persone. Non si tratta di indecisione personale o di incertezza cronica. Il fatto è che la situazione è veramente complessa, per cui non è facile prendere posizione.

Come ho già detto, escludo il non voto (#VotareSiDeve), non prendo in considerazione le destre e il Movimento 5 Stelle (#VotareDestraNo e #VotareM5SCambiareInPeggio).

Da elettore di centrosinistra dico ai responsabili di questo stato di cose: ci avete messo in difficoltà e pretendete una scelta chiara, netta, senza dubbi e titubanze!

Non mi riconosco nel PD-formato-Renzi e condivido tante riserve espresse dalla minoranza interna al partito che poi è in gran parte fuoriuscita. Eppure… la creazione di Liberi e Uguali (che comprendo perfettamente), alla fine non mi convince.

Ha ragione Prodi nel dire che occorre lavorare per mettere insieme le diverse anime di quanti condividono un progetto di società più equa, più attenta all’ambiente, più solidale, più partecipata…

Il problema è come fare ciò (la ricetta suggerita dal Professore – votare per la lista INSIEME – è davvero la migliore? o vale la pena di rafforzare la posizione di Liberi e Uguali sperando che ciò possa favorire in un secondo momento la ricostruzione dell’unità?).

So che molti, come me, stanno riflettendo. Soppesiamo vantaggi e limiti, costi e benefici delle diverse opzioni.

E soprattutto speriamo che dopo il 4 marzo cominci finalmente un percorso di convergenza e riconciliazione interna. Uso volutamente questa parola, di forte risonanza, perché sono convinto che per il futuro non servano rottamatori, né Bastian contrari, né alcun lider maximo… Dopo la personalizzazione esasperata della politica, che tanti danni ha prodotto, forse è l’ora di riscoprire la paziente cooperazione finalizzata al bene di tutti.

A livello locale la cosa mi pare più facile, perché in una città si possono trovare convergenze (in taluni casi è possibile anche andare al di là delle rigide divisioni tra partiti). Sul piano Regionale e Nazionale, invece, è più difficile.

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