Intervista con Gianni Rubagotti: radicali, carcere e politica padernese

Ho posto alcune domande a Gianni Rubagotti (Segretario dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”).

Chi sei e che cosa fai? Come ti presenti ai lettori del blog?
Politicamente sono un amico di Marco Pannella. In vita no, gli ho parlato solo 4 volte, una delle quali mi ha ringraziato per il mio impegno a favore del docufilm su Tortora di Ambrogio Crespi, sul quale ho trovato tantissimi ostacoli nel partito (cosa normale anche per lui). Lo ho seguito però da Radio Radicale dagli anni 80. Dopo la morte sì. Suona strano parlare di amicizia con chi almeno fisicamente non c’è più: eppure se si è amici nel momento del bisogno direi che chi non ha più un corpo fisico ha estremo bisogno di chi “dia corpo” alle sue lotte.

L’anno scorso hai dedicato molte energie a favore del tesseramento del partito radicale. Qual è ora la situazione del partito/area radicale?
A Milano ho trovato una situazione disastrosa: una associazione storica del partito, quella dedicata al povero Tortora, che ha cercato di chiuderlo. Un’altra del partito morta. Altri compagni che di fronte alla minaccia di chiusura del Partito hanno preferito dedicarsi ad altro.
In questo contesto oltre alla campagna tesseramento la Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan” di cui sono segretario ha fatto molto di più: per esempio l’ex-ministro Claudio Martelli è una mia iscrizione, il rapporto tra Partito Radicale e Partito Liberale che ha portato alla iscrizione del Segretario, del Presidente e di molti dirigenti del PLI al nostro partito nasce da Milano. Ora la situazione è molto migliore: ma rimane una grande confusione fra il Partito e la lista di Emma Bonino, che sono cose completamente diverse. Dico solo che al primo congresso dopo la morte di Pannella Bonino non si è vista.

Mi fa piacere ricordare il tuo impegno sul tema carcere…
Nel 2017 come Associazione abbiamo organizzato tra Piemonte orientale e Lombardia 10 visite alle carceri tra le quali una dove sei venuto anche tu, 4 proiezioni del docufilm Spes contra spem in altrettanti istituti di pena e consentito ai detenuti di 5 città diverse di firmare per la proposta di legge per la separazione delle carriere dei magistrati. In collaborazione col PSI Lombardo abbiamo realizzato un libro bianco sulle carceri, presentato in una conferenza stampa poi trasmessa a Radio Radicale. Mi ha fatto molto piacere che un cappellano di un carcere abbia contattato la radio per avere copia del documento. Ma le visite sono tanti episodi: tra i quali anche due passaggi nella cella di Corona a San Vittore in cui lo abbiamo scoperto come persona molto attenta ai problemi di un suo compagno di cella o dai vicini di cella di Mantovani che ci hanno svelato che una volta che ha lasciato il carcere ha donato 10000 euro di materiale per far lavorare la legatoria e i detenuti che la utilizzano. Ho portato molti amministratori come te a visitarle: uno di loro era un consigliere 5 stelle a Legnano che ha poi detto in Consiglio Comunale che la visita gli ha fatto capire il valore del lavoro nel carcere come mezzo per diminuire la recidiva. Parlo di Riccardo Olgiati, che ora è capolista 5 Stelle in Lombardia 1 e ha ottime possibilità di diventare deputato. Gli auguro buona fortuna.

Come vedi la realtà politica padernese?
Anche a questo giro mi sa che ti scordi le primarie, rimarremo l’unico comune del Nord Milano a non averle avute di coalizione.
Come siamo uno dei pochi in cui il consiglio comunale non ha discusso di registro delle unioni civili e ha dovuto aspettare la legge nazionale, perlomeno grazie a te si è parlato di testamento biologico e sul registro della bigenitorialità si è perfino votato, per poi archiviarlo. Ma ci sarebbero tanti temi tra i quali quello di uno sportello LGBT come quello fatto dal centrosinistra a Milano e di cui si era parlato in una assemblea pubblica per cui tanti hanno raccolto le firme e di cui tanti si sono poi dimenticati.
Penso che correrà come Sindaco Casati ma senza i partiti che lo hanno aiutato negli anni 90, che si sono progressivamente sgretolati e non hanno creato una nuova classe dirigente a parte rarissime eccezioni.
Dato che i 5 stelle non ci saranno se non tirate fuori un coniglio dal cappello non mi stupirei che al primo turno vinca il centrodestra.

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