Essere cristiani oggi: migranti e rifugiati come cartina al tornasole

La Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra domenica 14 gennaio, è un’occasione per confrontarsi seriamente con la realtà del mondo contemporaneo, mettendo da parte egosimi e cattiveria.

Il direttore della Fondazione Migrantes don Gianni De Robertis mette in evidenza un aspetto generalmente poco considerato:

dal 2006 al 2017 la mobilità italiana è aumentata del 60,1% passando da poco più di 3 milioni a quasi 5 milioni di iscritti all’AIRE. Al 1 gennaio 2017, infatti, gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) erano 4.973.942, l’8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data. “Chi parte oggi si trova spesso ad affrontare le stesse difficoltà (lavoro nero, sfruttamento …) e le stesse accuse (tolgono il lavoro ai residenti, mettono in pericolo i diritti acquisiti accettando paghe più basse, sono pericolosi e inclini alla delinquenza) che gli immigrati devono affrontare nel nostro Paese”, ha detto il direttore Migrantes che parlando della presenza degli stranieri in Italia ha evidenziato che “contrariamente al luogo comune che vede l’Italia soggetta ad una invasione, da qualche anno il numero degli immigrati è sostanzialmente stabile e si aggira attorno ai 5 milioni, all’incirca lo stesso numero degli italiani all’estero. Tuttavia questo numero apparentemente stabile nasconde significativi flussi di ingresso e di uscita”.

Dal blog Moralia della rivista Il Regno segnalo alcuni approfondimenti: Accogliere, proteggere, promuovere, integrare

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