Elena Radice (artista padernese) e Sophie Jung in mostra a Milano

Vi segnalo Unsetting presso Istituto Svizzero a Milano a cura delle artiste Sophie Jung e Elena Radice (nostra concittadina, che vive a Milano per lavoro).

Purtroppo la visita della mostra è sospesa a causa del Covid, ma è possibile una visita virtuale.

Al seguente link trovate il testo curatoriale (pdf)

Di seguito il video per visitare a distanza la mostra.

Il Patto di Assisi: bussola per una nuova economia

Dopo il videomessaggio di Papa Francesco i giovani partecipanti all’evento mondiale “The Economy of Francesco” hanno letto e pubblicato questo documento finale che mi sembra di grande rilievo.


FINAL STATEMENT AND COMMON COMMITMENT

The Economy of Francesco, 21 novembre 2020

Noi giovani economisti, imprenditori, change makers del mondo,

convocati ad Assisi da Papa Francesco,

nell’anno della pandemia di COVID-19, vogliamo mandare un messaggio

agli economisti, imprenditori, decisori politici, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini del mondo,

per trasmettere la gioia, le esperienze, le speranze, le sfide che in questo periodo abbiamo maturato e raccolto ascoltando la nostra gente e il nostro cuore. Siamo convinti che non si costruisce un mondo migliore senza una economia migliore e che l’economia è troppo importante per la vita dei popoli e dei poveri per non occuparcene tutti.

Per questo, a nome dei giovani e dei poveri della Terra,

noi chiediamo che:

  1. le grandi potenze mondiali e le grandi istituzioni economico – finanziarie rallentino la loro corsa per lasciare respirare la Terra. Il COVID ci ha fatto rallentare, senza averlo scelto. Quando il COVID sarà passato, dobbiamo scegliere di rallentare la corsa sfrenata che sta asfissiando la terra e i più deboli;
  2. venga attivata una comunione mondiale delle tecnologie più avanzate perché anche nei paesi a basso reddito si possano realizzare produzioni sostenibili; si superi la povertà energetica – fonte di disparità economica, sociale e culturale – per realizzare la giustizia climatica;
  3. il tema della custodia dei beni comuni (specialmente quelli globali quali l’atmosfera, le foreste, gli oceani, la terra, le risorse naturali, gli ecosistemi tutti, la biodiversità, le sementi) sia posto al centro delle agende dei governi e degli insegnamenti nelle scuole, università, business school di tutto il mondo;
  4. mai più si usino le ideologie economiche per offendere e scartare i poveri, gli ammalati, le minoranze e svantaggiati di ogni tipo, perché il primo aiuto alla loro indigenza è il rispetto e la stima delle loro persone: la povertà non è maledizione, è solo sventura, e responsabilità di chi povero non è;
  5. che il diritto al lavoro dignitoso per tutti, i diritti della famiglia e tutti i diritti umani vengano rispettati nella vita di ogni azienda, per ciascuna lavoratrice e ciascun lavoratore, garantiti dalle politiche sociali di ogni Paese e riconosciuti a livello mondiale con una carta condivisa che scoraggi scelte aziendali dovute al solo profitto e basate sullo sfruttamento dei minori e dei più svantaggiati;
  6. vengano immediatamente aboliti i paradisi fiscali in tutto il mondo perché il denaro depositato in un paradiso fiscale è denaro sottratto al nostro presente e al nostro futuro e perché un nuovo patto fiscale sarà la prima risposta al mondo post-COVID;
  7. si dia vita a nuove istituzioni finanziarie mondiali e si riformino, in senso democratico e inclusivo, quelle esistenti (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale) perché aiutino il mondo a risollevarsi dalle povertà, dagli squilibri prodotti dalla pandemia; si premi e si incoraggi la finanza sostenibile ed etica, e si scoraggi con apposita tassazione la finanza altamente speculativa e predatoria
  8. le imprese e le banche, soprattutto le grandi e globalizzate, introducano un comitato etico indipendente nella loro governance con veto in materia di ambiente, giustizia e impatto sui più poveri;
  9. le istituzioni nazionali e internazionali prevedano premi a sostegno degli imprenditori innovatori nell’ambito della sostenibilità ambientale, sociale, spirituale e, non ultima, manageriale perché solo ripensando la gestione delle persone dentro le imprese, sarà possibile una sostenibilità globale dell’economia;
  10. gli Stati, le grandi imprese e le istituzioni internazionali si prendano cura di una istruzione di qualità per ogni bambina e bambino del mondo, perché il capitale umano è il primo capitale di ogni umanesimo;
  11. le organizzazioni economiche e le istituzioni civili non si diano pace finché le lavoratrici non abbiano le stesse opportunità dei lavoratori, perché imprese e luoghi di lavoro senza una adeguata presenza del talento femminile non sono luoghi pienamente e autenticamente umani e felici;
  12. chiediamo infine l’impegno di tutti perché si avvicini il tempo profetizzato da Isaia: “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Is 2, 4). Noi giovani non tolleriamo più che si sottraggono risorse alla scuola, alla sanità, al nostro presente e futuro per costruire armi e per alimentare le guerre necessarie a venderle. Vorremmo raccontare ai nostri figli che il mondo in guerra è finito per sempre.

Tutto questo – che noi viviamo già nel nostro lavoro e nei nostri stili di vita – lo chiediamo sapendo che è molto difficile e magari da molti considerato utopico. Noi invece crediamo che sia profetico e quindi che si possa chiedere, richiedere e chiedere ancora, perché ciò che oggi sembra impossibile, grazie al nostro impegno e alla nostra insistenza, domani lo sia meno. Voi adulti che avete in mano le redini dell’economia e delle imprese, avete fatto molto per noi giovani, ma potete fare di più. Il nostro tempo è troppo difficile per non chiedere l’impossibile. Abbiamo fiducia in voi e per questo vi chiediamo molto. Ma se chiedessimo di meno, non chiederemmo abbastanza. Tutto ciò lo chiediamo prima di tutto a noi stessi e ci impegniamo a vivere gli anni migliori delle nostre energie e intelligenze perché l’economia di Francesco sia sempre più sale e lievito dell’economia di tutti.

No alla violenza contro le donne: panchine rosse a Paderno Dugnano

L’Assessore alle pari opportunità Michela Scorta promuove, per conto della Giunta, l’installazione di una panchina rossa per quartiere per dire no alla violenza che (più spesso di quanto si creda) colpisce le donne.

Nei prossimi giorni ne saranno installate tre: in piazza Resistenza, a Tilane e in Piazza De Gasperi.

Leggi il messaggio dell’Assessore Scorta sul sito di tilane.

Varie: numeri del contagio, ladro di bicicletta

Notiziario (22 novembre): Covid, i numeri del contagio: Bollate, Paderno Dugnano, Saronno e Limbiate

Dalla pagina fb del Comune:

Emergenza Coronavirus
Nell’ultima settimana la crescita dei contagi da Covid19 è rimasta costante anche nella nostra città.
Dai dati visibili ai Sindaci sul portale ATS in continuo aggiornamento, i casi attualmente positivi con relativa anagrafica, a Paderno Dugnano sono 933 di cui 46 ricoverati presso strutture ospedaliere. Purtroppo, dall’ultimo aggiornamento, sono stati registrati ulteriori 6 decessi di nostri concittadini con positività al Covid19 (di questi 4 over 80 e 2 over 70). 376 sono i nostri concittadini guariti nell’ultima settimana.
Si raccomanda lo scrupoloso rispetto delle misure in vigore per il contenimento del rischio contagio, indossare sempre la mascherina fuori dall’ambiente domestico e mantenere il distanziamento in ogni circostanza

Notiziario (20 novembre): Paderno, ruba la bici a un pensionato dal medico: 16enne di Cinisello denunciato

Cittadino (22 novembre): Paderno Dugnano: minorenne ruba una bici fuori dall’ambulatorio, identificato e denunciato